12 Gennaio 2005

E dopo il Ristorante, ci vuole l’amaro…

Ci vuole proprio un amaro, per digerire l’incredibile pesantezza delle polemiche incrociate a proposito de Il Ristorante, il reality show che qualche settimana fa è stato lanciato come “il primo per le famiglie”. Un mesetto dopo, nonostante il successo del pubblico (o la debolezza della concorrenza, che è lo stesso), tutti cercano di rinnegarlo, ne criticano la conduttrice e gli autori, lo vogliono annullare.

Tutto ciò al grido di “Viene trasmesso su RaiUno!”, a sottolineare la “verginità” che sino ad ora aveva contraddistinto la rete ammiraglia della Rai rispetto ai tormentoni pseudo-reality e pseudo-show. Del Noce ora dichiara che il format più che un reality doveva essere una rubrichetta sulla cucina formato famiglia. Altro che schiaffi, parolacce ed insulti come negli show della concorrenza!

[Continua…]

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    6 Gennaio 2005

    Caffé, strategia ed etica

    Mette una certa depressione, a chiunque conosca abbastanza da vicino la fragile economia calabrese, vedere naufragare l’immagine pubblica della famiglia Mauro. Un naufragio senza dubbio meritato, per chi professa il trionfo del business etico e razzola male, anzi malissimo.

    I Mauro perdono ogni credibilità come famiglia, ma inevitabilmente anche la loro azienda subirà contraccolpi nelle vendite: chi non guarderà con occhio (a seconda) triste o arrabbiato o ironico le confezioni sullo scaffale e deciderà di conseguenza? La legge della responsabilità sociale non permette eccezioni: una volta che il danno è fatto non lo si può ignorare.

    I più avveduti (e cinici), rifletteranno in queste ore anche su un altro aspetto della questione: chi gliel’ha fatta fare? Evidenti i ritorni nel breve: tassi da usurai, soldi che arrivano molto più velocemente che dal business industriale. Forse meno evidenti i danni nel lungo: che senso ha, strategicamente, lacerare i portafogli ed i nervi dei clienti baristi?

    Una volta fatti fallire i propri clienti, la forza vendita cosa vende, a chi? Il fattaccio, non a caso, è stato portato alla luce dalle vittime stesse. Per una volta che gli imprenditori non erano vicini alla ‘ndrangheta, avranno pensato, sono comunque dei malviventi. E pensare che ricoprivano ruoli prestigiosi nelle Associazioni industriali calabresi.

    Chissà cosa avrà pensato, invece, il più giovane dei Mauro, tale Maurizio, una volta raggiunto dalle forze dell’ordine nel resort dove trascorreva le vacanze. Quanto era dentro alla vicenda? Pensare che aveva azzeccato che le Maldive quest’anno non erano la meta ideale: meglio l’Africa. 

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    3 Gennaio 2005

    La palla di cristallo 2005

    Con il consueto acume, Mr. [mini]Marketing nei giorni scorsi ci ha illuminato sulle sue valutazioni relative al 2004 e sulle previsioni per il 2005. Un gioco affascinante, che si può prendere ad esempio: cosa aspettarsi dal 2005? Tanto per rimanere nel campo dei temi prediletti su .commEurope, cosa succederà nel campo della comunicazione, dell’e-commerce, delle comunità virtuali in Europa?

    In termini di comunicazione aziendale, è probabile che le nuove forme di advertising on line si affermeranno, segnando la morte definitiva di banner e similari: anche in Europa sfonderanno Google AdWords ed Overture, travolgendo progressivamente le altre forme di promozione. Non solo on line: su alcuni segmenti ben definiti di business (ovviamente quelli legati a telematica ed e-commerce in primis), ragionevolmente gli investitori europei capiranno che prima di spendere milioni di Euro in TV, sarà il caso di spendere qualche centinaia di migliaia di Euro in keyword advertising.

    Nell’e-commerce, la palma andrà a Trenitalia, non solo per l’Italia: se il management dell’azienda proseguirà sulla bella strada multicanale vista in questi ultimi mesi, c’è da scommettere che le transazioni on line aumenteranno a dismisura. Sulla Rete è possibile veicolare offerte promozionali mirate e Trenitalia progressivamente lo capirà: per il 2005, forse, rimarrà su binari più canonici, ma prenderà il volo in termini di ampiezza dell’offerta. Se non lo farà, segnerà un passo indietro del tutto ingiustificato, rispetto alle promozioni furbette viste negli ultimi mesi.

    Forse solo in fase embrionale, ma nel 2005 potrebbe maturare il fenomeno dei wiki. Probabilmente diventerà (magari solo negli anni successivi), la prossima buzzword dopo “blog”, che realisticamente per il 2005 continuerà a primeggiare: ma già nei prossimi mesi potremmo vedere Wikipedia venire affiancata da una serie di progetti paralleli creati da comunità predefinite o autocreatesi in base ad interessi specifici. L’importante è che ciò avvenga in tutte le lingue europee, senza lasciare il predominio alla solita lingua inglese.

    Magari tutto ciò succederà, oppure non succederà affatto. Di fatto, sarebbe un bene per tutti che le aziende ferroviarie di tutta Europa prendessero esempio da Trenitalia così come vedere fiorire un bel bouquet di wiki indipendenti e ricchi di informazioni, magari scevri da banner e pesanti animazioni promozionali in Flash. In ogni caso, buon 2005 a tutti, markettari e non.

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