23 febbraio 2005

Liberi tutti (di copiare)

Bolle la discussione su Libero Blog, uno dei due servizi che, insieme ad una sorta di Arianna dedicato ai blog, segna la virata modaiola della nuova veste di Libero verso il fenomeno blog. Strategia per nulla nuova, verrebbe da dire, da quando Iol lanciò Softcity nel periodo di prima diffusione della Rete, quando andavano di moda i download di freeware. Allo stesso modo, Italia On Line tentò con i portali legati alle città ed alla ricerca di Mp3, mano a mano che questi temi diventavano di pubblico dominio.

Se “Libero Ricerca Blog” riprende la tecnica di Libero News, l’aggregatore che a sua volta sfrutta l’innovazione originaria di Google News (esplodendone in entrambi i casi gli errori di attribuzione alle label), Libero Blog è un frullatone dei post di presunti “blogger di fiducia” (ma si ha la sensazione che tirino un po’ a casaccio), decontestualizzati, omogeneizzati e resi commentabili sulla nuova piattaforma, con un vago link all’home page dell’autore dei post stessi. La tecnica, anche in questo caso, riprende quella utilizzata in News2000 di prendere i dispacci di agenzia, cambiarne le prime e le ultime righe e ripubblicarli come contenuti originali.

Le reazioni sono tra le più disparate, per lo più negative: a parte la saggia ironia di Paolo Valdemarin e le prese di posizione di Paolo Graziani, si leggono soprattutto strali degli “autori di fiducia”, in particolare di chi, come Alberto, critica l’incauta politica di appropriamento senza notifica compiuta da Libero. Si possono trovare, comunque, anche interventi propositivi come quelli di Marco Montemagno, che individua i trend più promettenti della Rete (come la “folksonomy” di Flickr e simili) e dà suggerimenti all’azienda del Gruppo Wind per riportare l’iniziativa sulla giusta rotta.

La perplessità di fondo (ne parla anche Settolo sui commenti a Mantellini), comunque, rimane nei riguardi di chi, dopo essersi pavoneggiato per mesi con le etichette Creative Commons, si è reso conto che il suo ultimo desiderio era che i suoi contenuti venissero davvero distribuiti liberamente. Un’ampia sottovalutazione dei portati legali di iniziative come le licenze Creative Commons è ravvisabile in chi, seppure in buona fede, ha messo sul proprio blog il richiamo ad una licenza tanto per aggiungere un antipixel in più, senza riflettere sull’effettiva concessione a terzi di grande parte dei propri diritti d’autore.

Se si è davvero sostenitori della libera circolazione delle informazioni, non ci si può scandalizzare che qualcuno, prima o poi, decida di sfruttare i benefici che vengono concessi urbi et orbi. Rimane quantomeno dubbia, in ogni caso, la strategia di Libero di modificare i contenuti, attraverso una misteriosa redazione con tanto di direttore responsabile. Ci si potrebbe augurare che i gruppi di studio italiani sul tema si interessino alla vicenda: sarebbe un bene per i sostenitori della giusta causa e, si spera, un monito per chi, abituato al deep linking di immagini ed informazioni si sente “espropriato” per il fatto che, stavolta, sono i “grandi” che prendono a lui.

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Comments on Liberi tutti (di copiare) »

24 febbraio 2005

Paolo Graziani @ 3:15 pm

Io sono stato integerrimo, nei cfr. delle blogstar che, avendo avuto l'”onore” della prima citazione su Libero, gli si sono rivoltati contro “fingendo” ingratitudine e chiamando l’avvocato.

In realtà però sono anche indispettito, da questa strategia commerciale di Libero, che per fare pubblicità al suo LiberoBlog non ha trovato di meglio, che servirsi di queste blogstar come cavalli di Troia: stuprandoli, ne ha provocato la reazione da donnette isteriche inviperite – un’azione di marketing perfetta. In 24 ore tutta la blogosfera sa dell’esistenza di LiberoBlog.

Perchè indispettirsi, dunque? Per questa triste riscoperta, di quanto è facile manipolare i flussi comunicativi, da parte di chi tiene le redini della comunicazione nelle sue mani… Indignato, Delymith, Mantellini, hanno fatto la figura delle marionette.

Giuseppe Mazza @ 6:53 pm

Sono d’accordo con te.

25 febbraio 2005

Thomas @ 8:18 pm

Ecco proprio per quel che scrivi qui non riprendo ex contenuti…

Migliorprodotto è una cosa sicuramente personale, e frutto di riflessioni su selcusta, ma soprattutto su un weblog che forse ti sei perso Giuseppe, ma che mi ha dato decisamente molte soddisfazioni… Non reputo corretto, proprio recuperare cose vecchie. Io voglio scrivere di cose attuali gradualmente. Se leggi sul sito vedi quali sarebbero le mie intenzioni: creare un db di prodotti che possa diventare utile già da subito, ma soprattutto fra sei mesi, quando i prodotti di cui si parla oggi sono già superati. 😉

27 febbraio 2005

Giuseppe Mazza @ 12:02 pm

Suppongo ti riferisca al “weblog dello shopping”… 😉

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