21 agosto 2006

Net Neutrality ora e sempre (anche se…)

Con una puntualità solitamente sconosciuta alle altre tematiche – tormentone della blogosfera europea (e non solo), quella della Net Neutrality coinvolge il popolo della Rete almeno una volta al mese: progressivamente tutti esprimono una propria posizione, in una sorta di confronto continuo sul futuro della Rete come veicolo di comunicazione e strumento di distribuzione di contenuti. Una sfida fondamentale allo status quo che vede in prima linea gli operatori di TLC da una parte ed il resto del mondo dall’altra.

In questa sfida “contro tutti” le grandi aziende che forniscono connettività sanno di avere il coltello dalla parte del manico: già hanno visto i loro profitti deprimersi nel corso degli anni, con l’aumentare della concorrenza e lo spostamento del traffico voce verso VoIP e telefonia mobile; ora si rendono conto che anche nel loro nuovo eldorado economico, la fornitura di banda larga, i prezzi devono essere sensibilmente abbassati, nonostante la crescita di qualità del servizio che favorisce ulteriormente l’esplosione del traffico P2P da un lato e dei contenuti Premium dall’altro; tuttavia sanno che, senza i loro cavi, la Rete stessa non esisterebbe.

L’ultimo contributo sul tema viene da Beppe Caravita, che riesce come sempre a coniugare il suo spirito utopico con la competenza economica che serve per interpretare un fenomeno così delicato che comporta non solo un forte dibattito su diritti e doveri degli utenti di Internet, ma anche grandi interessi economici. L’idea è quella di spingere l’iniziativa privata, ad esempio la condivisione delle reti wi-fi, per favorire la possibilità di connettersi anche a chi non vuole sobbarcarsi i costi imposti da content provider e TelCo. Di fatto, è un modo per renderesi conto che ormai non esiste più “una Internet”: accanto a quella tradizionale fatta di testi, e-mail ed immagini, ormai il traffico legato alla trasmissione di file multimediali e (video)telefonate VoIP impone una rilettura dell’intero impianto strutturale della Rete.

Le aziende di TLC vedono i grandi operatori del settore fare tanti soldini grazie al traffico che (s)vendono (cfr. il continuo tracciare le informazioni degli utenti da parte di Google) e gli utenti che sbraitano per livelli di servizio non adeguati: qualche tempo fa la soluzione sembrava l’IPv6, che tuttora è un affascinante progetto sulla carta. Ora, come ha notato Alessandro Longo, sono sempre più necessarie tecniche di traffic shaping, che garantiscano una qualità quantomeno sufficiente ai vari tipi di utente dei vari tipi di Rete. Il problema è che questo implica una fiducia nell'”onestà intellettuale” degli Operatori che visti gli interessi in gioco sarà sempre più difficile da immaginare in futuro.

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Comments on Net Neutrality ora e sempre (anche se…) »

31 agosto 2006

nikink @ 1:15 am

Grazie Giuseppe, per la finestra che mi apri su temi che mi sono cari ma che, per i casi della vita, ultimamente mi sto perdendo. Qui c’è davvero qualcosa su cui devo reindirizzare le mie antenne. Sei sempre prezioso, per me.

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