11 ottobre 2012

Ancora primarie

Il Partito Democratico italiano sembra aver preso il peggio dal suo omonimo statunitense, in particolare le lotte intestine che si scatenano puntualmente a ogni ciclo di elezioni, soprattutto nelle primarie. Un florilegio di insulti che si traduce in costi immani e nell’ulteriore lacerazione della fiducia nella classe politica.

Vengono svolte primarie per tutte le occasioni: scelta dei candidati sindaci, scelta del segretario del partito, scelta del candidato premier. Quest’ultima è un’idea particolarmente esotica per l’ordinamento italiano, visto che non è possibile l’elezione diretta e per di più, con le arie di ritorno al proporzionale, piuttosto debole.

Dal punto di vista della comunicazione politica, è scioccante vedere un Fassina che incolpa un Renzi di aver copiato il programma del proprio partito (?), è stancante vedere un Vendola agitare i propri successi di governatore come clava sugli altri candidati, è imbarazzante leggere le battutine isteriche di Renzi sui vari media.

Quale sarebbe l’obiettivo di marketing politico di questa iniziativa? Costruire consenso intorno a un unico leader? Dare visibilità al Partito Democratico, al movimento Nichi-Vendola-centrico e persino al redivivo Partito Socialista Italiano? Ridare credibilità al ruolo dei politici che hanno appoggiato l’esoso Governo “tecnico”?

Qualunque sia l’esito finale di questa maratona politica addirittura a doppio turno, per molti di noi sarà semplicemente l’anticipo di una campagna elettorale, quella per le Elezioni Politiche della prossima primavera, che già si annunciava lunga e intensa senza bisogno di manifestazioni di finta democrazia dal basso.

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Comments on Ancora primarie »

Che io sia allergico in generale alle elezioni primarie l’ho sempre detto sia a proposito di quelle statunitensi, ma sopratutto di quelle italiane, tipicamente di centrosinistra. Ora probabilmente è opportuno dichiarare il perché non abbia voluto votare a queste ultime, che per quanto mi riguarda hanno ulteriormente distrutto l’idea magari virtuosa di partecipazione popolare che ne è alla base originaria. […]

[…] Mentre in Rete da un lato ci si confrontava da mesi sul destino del Partito Democratico definendo con le primarie chi avrebbe avuto dovuto godere del “sicuro” posto da Premier e dall’altro si scaldavano i motori del partito di Grillo, dieci milioni di persone maturavano (o confermavano) la decisione di votare per il Centrodestra. […]

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