30 settembre 2013

L’aggressività e il cibo

Del fatto che Guido Barilla abbia voluto regalare ai libri di comunicazione aziendale un case study “estremo” si è già detto di tutto di più; qui basti riportare a futura memoria la drammatica testimonianza di Luca Barilla, che ha parlato apertamente di un danno rilevante, per ora schivato sul trade ma che probabilmente verrà rilevato a valle sul dettaglio.

Non è stato il solo momento che in questo settembre “caldo” ha associato food e aggressività: a metà settembre un commando di vegani aveva preso d’assalto i tendoni di una saga abbruzzese-molisana a Torino; la scorsa settimana un ristorante a Cremona è stato scena di una missione punitiva a base di fango verso avventori e personale di sala.

Che in Italia si sia particolarmente legati al cibo è un bene e una fortuna anche economica; tuttavia quando questa passione collettiva assume i toni visti in queste settimane, il danno di immagine è una delle componenti di una più ampia disillusione. Nessuno desidera una retorica pane amore e pomodoro, ma non eravamo mai arrivati a questi picchi.

Le tifoserie schierate nei tanti programmi televisivi di cucina sembravano già troppo; l’alimentazione dovrebbe essere un fattore di comunione o al massimo una disciplina scientifica, non l’occasione per sfogare l’aggressività verso manager, staff di sagre paesane e ristoratori chic. L’ambiente politico fa venir voglia di arrabbiarsi, ma non è una giustificazione.

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Comments on L’aggressività e il cibo »

30 novembre 2013
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Pingback dall’articolo » Meglio le Iene che Pomì @ 9:34 pm

[…] In Italia tutto viene ridotto a una sorta di derby calcistico per cui anche chi dice il vero, come sembrano fare gli inviati del programma di Italia1, viene additato come “nemico” e portatore di oscuri interessi terzi. Come si è già notato a proposito del caso Barilla, quando c’è il cibo in mezzo poi il sangue arriva alla testa di molti, soprattutto quando è evidente la dimensione “territoriale” dello scontro. […]

17 maggio 2014
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Pingback dall’articolo » Troppi marchi di pasta? @ 9:37 pm

Guai a toccare agli Italiani la pasta. Dopo le ondate di malumore collettivo lo scorso anno per l’affaire-Barilla, ora tutti hanno richiamato alla mente lo slogan “Silenzio, parla Agnesi” per scagliarsi contro Colussi, colpevole di voler chiudere uno stabilimento che zoppica da decenni. […]

24 gennaio 2016
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Pingback dall’articolo » Italo, family day e LGBT @ 9:59 pm

[…] I treni Italo viaggiano già semi-vuoti dalla nascita: ora una nuova ondata di utenti insoddisfatti sta correndo a dichiarare il proprio boicottaggio, spesso sottolineando di aver fatto lo stesso dopo le dichiarazioni di Guido Barilla. Non solo gay: stavolta i diritti civili in gioco sono più ampi e NTV è riuscita a scontentare tutti. […]

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