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	<title>.commEurope &#187; Criminalità</title>
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		<title>L&#8217;immagine internazionale dell&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 22:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa foto dell&#8217;attuale pagina del sito CNN rimarrà nelle nostre memorie per lungo tempo. Testimonia con forza quella che è l&#8217;immagine che in questi giorni, in queste settimane, l&#8217;Italia presenta a livello internazionale. Da un lato ciò che è successo a Milano poche ore fa, al centro un richiamo alle ultime notizie da Perugia, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.commeurope.com/images/home_page_cnn_13_dicembre_2009.png" alt="L'immagine dell'attuale home page di CNN" width="599" height="352" /></p>
<p>Questa foto dell&#8217;attuale pagina del sito CNN rimarrà nelle nostre memorie per lungo tempo. Testimonia con forza quella che è l&#8217;immagine che in questi giorni, in queste settimane, l&#8217;Italia presenta a livello internazionale. Da un lato ciò che è successo a Milano poche ore fa, al centro un richiamo alle ultime notizie da Perugia, a destra un indicatore del peso che queste notizie gridate in home page hanno rispetto al resto dei contenuti.</p>
<p>L&#8217;interesse per entrambe le vicende potrebbe essere morboso: un anziano maltrattato e sanguinolento, una ragazzina incarcerata dopo losche storie di sesso e morte. Vicende accomunate non solo dall&#8217;essersi svolte a poche centinaia di kilometri ed entrambe nel nostro Paese, ma anche dall&#8217;avere direttamente o indirettamente un rapporto con la Legge, con la Giustizia ed i suoi rapporti con la Politica e le attese delle persone.</p>
<p>Attese di giustizia che si scontrano con la voglia di linciaggio. Sete di serenità che si infrange contro vicende occulte, poco chiare e mal comunicate dai media. Non si saprà mai se Amanda Knox ed i suoi amici siano stati davvero i truci esecutori, non si saprà mai perché il deficiente abbia aggredito Silvio Berlusconi. Tutti ci faremo un&#8217;idea, contorta per cause di forza maggiore, delle vicende e dei protagonisti. E non solo in Italia.</p>
<p>Qualche giorno fa <a title="L'articolo 'Fare opposizione danneggia il turismo' di Alessandro Gilioli" href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/12/10/fare-opposizione-danneggia-il-turismo/" target="_blank">il Ministro Michela Brambilla ha dichiarato</a> che, in sostanza, le manifestazioni contro il Governo delle scorse settimane abbiano danneggiato l&#8217;immagine dell&#8217;Italia a livello internazionale. Può essere vero, ma né più né meno di queste altre vicende squallide che contraddistinguono ormai ciò che sembriamo più ciò che siamo. Non è colpa di Opposizione, Governo o Magistratura: è un intero sistema che va a rotoli.</p>
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		<title>Spettacolarizzare fa male (ma a volte è utile)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Nov 2006 17:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
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		<description><![CDATA[Fa cadere definitivamente le braccia la notizia che le forze dell&#8217;ordine abbiano assaltato gli uffici vendite (?) di Google Italia per una perquisizione che è solo il primo passo di una più ampia offensiva verso il Gruppo di origine statunitense. Lo step successivo, cioè l&#8217;aver messo sotto accusa due responsabili statunitensi delle attività italiane, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fa cadere definitivamente le braccia la notizia che le forze dell&#8217;ordine <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/11_Novembre/24/google.shtml">abbiano assaltato gli uffici <em>vendite</em> (?) di Google Italia</a> per una perquisizione che è solo il primo passo di una più ampia offensiva verso il Gruppo di origine statunitense. Lo step successivo, cioè l&#8217;aver messo sotto accusa due responsabili statunitensi delle attività italiane, è una conseguenza nefasta quanto surreale: è come se un uomo salisse sul ponte di una nave e si vantasse di aver stuprato un&#8217;impiegata del porto ed i poliziotti rincorressero i padroni della compagnia di navigazione (straniera) perché hanno permesso all&#8217;uomo di vantarsi pubblicamente del turpe gesto.</p>
<p>Da questa logica, è evidente, non se ne esce più: si confondono cause ed effetti, si mescolano protagonisti e responsabili. Se lo stupratore ha voluto pavoneggiarsi, il poliziotto furbo ne deve approfittare per fermarlo, verificare lo svolgimento dei fatti e permettere ai giudici di punirlo. Se il poliziotto preferisce far abbattere la nave, ha distrutto Sansone con tutti i filistei: nessuno potrà più utilizzarla per attraversare il mare e tutti dovranno soffrire per colpa di chi ha commesso un reato al porto. Quale sarà il vantaggio per la comunità nel bloccare la nave? Come avrebbero potuto i suoi proprietari bloccare a priori la salita a bordo del malvivente?</p>
<p>Sempre in termini di metafore, <a target="_blank" href="http://blogs.it/0100206/2006/11/24.html#a6069">Beppe Caravita ha commentato</a> l&#8217;accanimento contro Google sottolineando come l&#8217;attenzione deve essere posta alla &#8220;febbre&#8221; della società civile, piuttosto che agli strumenti di comunicazione che permettono di testarla. Se i ragazzini italiani sono in preda ad un delirio collettivo di onnipotenza, sarebbe meglio prestare loro attenzione piuttosto che indignarsi a posteriori del fatto che si vantino delle proprie malefatte. Internet è utile e lo sarà sempre più in futuro proprio perché sarà il luogo di elezione per &#8220;incontrare&#8221; persone di tutte le età, giovani in primis, ma ciò che serve è comprenderne il linguaggio, non lo strumento utilizzato.</p>
<p>Da notare infatti che lo spettacolarizzare gli eventi drammatici è una tendenza che va al di là della Rete: recentemente Le Iene su Italia Uno hanno denunciato il notevole spaccio di droga tra i ragazzi ospiti di Arezzo Wave e rapidamente la ventennale manifestazione ha cambiato sede, nome e dimensioni per le prossime edizioni. Gridare cose sgradevoli in maniera spettacolare insomma a volte serve alla società, anche se chi lo fa magari ha altri intenti. Si ottengono con questo metodo più risultati che attraverso il lavoro giornalistico tradizionale: nel bene e nel male, un servizio de Le Iene riceve <a target="_blank" href="http://www.articolo21.info/notizia.php?id=4314">più attenzione di un dossier di Report</a> proprio per il suo linguaggio giovanilistico. In fin dei conti è meglio lasciar parlare un folle sul ponte di una nave piuttosto che lasciare crimini impuniti.</p>
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		<title>La maledizione di Google Video (e YouTube)</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Nov 2006 14:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci siamo riempiti la bocca, per superare gli anni post-esplosione della bolla speculativa, di riflessioni sulla riscoperta della parola scritta o sul successo di blog e wiki come sinonimo di una nuova circolazione di idee e notizie che rifuggisse dagli schemi canonici dell&#8217;informazione radiotelevisiva. Poi ci si è resi conto che le vere novità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo riempiti la bocca, per superare gli anni post-esplosione della bolla speculativa, di riflessioni sulla riscoperta della parola scritta o sul successo di blog e wiki come sinonimo di una nuova circolazione di idee e notizie che rifuggisse dagli schemi canonici dell&#8217;informazione radiotelevisiva. Poi ci si è resi conto che le vere novità di questi anni non stanno tanto in questi nostri pensierini da scolaretti formato deluxe, quanto nell&#8217;ampia condivisione di foto e video resa possibile dalla cresita della banda larga in tutto il mondo.</p>
<p>Di multimediale, negli scorsi anni, circolavano solo i file audio sulle reti P2P: poi qualcuno ha saputo creare un mercato musicale digitale e le produzioni dei grandi artisti internazionali ora ricevono nuovamente l&#8217;attenzione che meritano, stavolta sui dispositivi portatili e non su quelli più classici in vinile. Oggi il focus della Rete non è più verso suoni e parole scritte: sono le immagini a trionfare. Google, con Google Video prima e poi soprattutto con l&#8217;acquisizione di YouTube, si è posta ancora una volta sulla breccia dell&#8217;onda ed ha saputo, proprio lei che delle parole scritte ha sempre fatto il suo core business, riciclarsi come leader del nuovo mercato.</p>
<p>Mercato che, si badi bene, è profondamente diverso da quello musicale: qui i video, così come avviene per le immagini di Flickr (non a caso acquisita dalla rivale Yahoo!), sono prioritariamente geenrati dagli utenti stessi che li condividono. Anche quando il contenuto non è di propria produzione, sicuramente lo è la scelta &#8220;editoriale&#8221; di decidere come tagliare e montare gli spezzoni provenienti dai media principali, ma soprattutto di cosa pubblicare. Non siamo più ai tempi del P2P musicale: non si mette più a disposizione tutto l&#8217;archivio musicale &#8220;perché così fan tutti&#8221;. Si scelgono contenuti e li si promuove su altri mezzi, blog in primis.</p>
<p>È evidente che cotanta autonomia sia un bene per la libertà di diffusione delle infomazioni: non a caso, la maggior parte degli articoli di Corriere.it ormai include una citazione o un link a video diffusi sulle piattaforme di casa Google. Tutto ciò si trasforma in un&#8217;enorme maledizione per la Grande G, protagonista involontaria delle attenzioni spasmodiche dei media. La disinterpretazione delle parole <a target="_blank" href="http://sottorete.typepad.com/blog/2006/11/hesse_domani_io.html">del buon Stefano Hesse</a> riguardo alla storiaccia del ragazzo down maltrattato è il sinonimo più evidente della nostra scarsa sensibilità nel comprendere la difficoltà di contenere e regolare un traffico così intenso ed importante. Dobbiamo tutti fare autocritica per la leggerezza con cui pubblichiamo contenuti, ma soprattutto avvisare i giornalisti che i tempi non sono affatto maturi, per sferrare attacchi così grevi a chi sta costruendo il futuro <a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1722112&amp;r=PI">con più responsabilità</a> di ciò che si voglia far credere.</p>
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		<title>E dopo la TV, invasero anche il Web</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jul 2006 23:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[Bisogna ammettere che a Vanna Marchi e Stefania Nobile non manchi l&#8217;inventiva: la prima riesce a capitalizzare tuttora la notorietà accumulata negli anni Ottanta, la seconda dimostra una continua creatività nell&#8217;esaltare il &#8220;talento&#8221; della madre e contemporaneamente nel promuovere la sua stessa figura in maniera crescente. Non è un caso, probabilmente, che il dominio dei loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilgiorno.quotidiano.net/chan/milano:5425186:/2006/07/12"><img border="0" align="left" src="http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2006/07/12/0J2ARBJC--180x140.jpg" hspace="10" alt="Vanna &amp; Stefania all'arrembaggio" /></a>Bisogna ammettere che a Vanna Marchi e Stefania Nobile non manchi l&#8217;inventiva: la prima riesce a capitalizzare tuttora la notorietà accumulata negli anni Ottanta, la seconda dimostra una continua creatività nell&#8217;esaltare il &#8220;talento&#8221; della madre e contemporaneamente nel promuovere la sua stessa figura in maniera crescente. Non è un caso, probabilmente, che il dominio dei loro blog sia <a target="_blank" href="http://www.stefanianobile.it/">stefanianobile.it</a>: qualche anno fa sarebbe sicuramente stata la presenza della madre il fulcro del sito. Per la cronaca, la Nobile ha dichiarato tutti i propri dati personali sul <a target="_blank" href="http://www.nic.it/cgi-bin/StatoReg/whois.cgi?whois=stefanianobile.it">Registro del Nic</a>, mentre ha taroccato la <a target="_blank" href="http://www.whois.net/whois.cgi2?d=vscomunicazionisrl.com">registrazione del .com della sua azienda fantasma</a>.</p>
<p>Il palese tentativo di tramandare la notorietà di madre in figlia sembra segnare un passaggio generazionale che garantisca alla bizzarra famigliola tanta fama per molti decenni ancora: il videoblog di Stefania miete commenti, quello della madre sembra molto poco frequentato. Vanna Marchi, d&#8217;altronde, era la maestra della comunicazione commerciale televisiva una generazione fa: ora è evidente come sia stata la Nobile (col suo fidanzato) a voler comunicare agli italiani attraverso il Web. La madre è relegata a deliranti videopost del tipo &#8220;vado in discoteca gay e parlo male dei gay&#8221; oppure &#8220;oggi sono arrabbiata nera con mia figlia&#8221;.</p>
<p>L&#8217;approdo al Web non è solo un modo per sfuggire ai divieti giuridici che inibiscono alle due di vendere di tutto di più in televisione: si tratta di un evidente tentativo di replicare sé stesse a costo zero riuscendo anche a svuotare la cantina. L&#8217;idea di <a target="_blank" href="http://ilgiorno.quotidiano.net/chan/milano:5425186:/2006/07/12:">vendere sul Web</a> ha fatto come al solito scalpore, al pari della bufala della Nobile in versione porno: chi sa muovere il passaparola da un lato ed i media dall&#8217;altro riesce a raggiungere pubblici inaspettati e sempre più ampi. Non sono solo gli amanti del trash a guardare gli interventi dei videoblog, ma anche insospettabili bloggari.</p>
<p>A modo loro, le due venditrici hanno seguito la stessa strada di Beppe Grillo. Sebbene forse sanno di non poter mai arrivare alla celebrità di quest&#8217;ultimo, gli ingredienti del loro mix sono gli stessi: populismo, <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/07_Luglio/12/vanna.shtml">voglia di protagonismo</a>, commenti spicci sull&#8217;attualità. Sarà curioso vedere come si evolveranno le attività Web di madre &amp; figlia: se continueranno a vendere creme dimagranti andranno poco lontane. Piuttosto, il successo della sezione del tutto vuota dello shop erotico fa immaginare una deviazione verso ciò che tira sempre su Internet: no, non è il lotto.</p>
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		<title>E continua a succedere&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2005 19:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti tornano con la mente a Madrid, poi a New York. Che è tristemente normale, visto che dal 2001 in poi il nostro immaginario collettivo è popolato quotidianamente di immagini di bombe, attentati e schifezze varie. Peccato che, ipocritamente, quando i media ci mostrano le immagini del Medioriente tendiamo a dimenticarle (o ad ignorarle completamente), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://news.bbc.co.uk/1/shared/spl/hi/uk/05/london_blasts/html/default.stm"><img border="0" align="left" src="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/41278000/gif/_41278173_london_map_6666.gif" hspace="10" alt="La mappa degli attentati della BBC" /></a>Tutti tornano con la mente a Madrid, poi a New York. Che è tristemente normale, visto che dal 2001 in poi il nostro immaginario collettivo è popolato quotidianamente di immagini di bombe, attentati e schifezze varie. Peccato che, ipocritamente, quando i media ci mostrano le immagini del Medioriente tendiamo a dimenticarle (o ad ignorarle completamente), ma quando &#8220;qualcosa di brutto&#8221; avviene nei Paesi dell&#8217;Occidente, ci sentiamo tirati così in ballo da divenire news addicted.</p>
<p>Sarà, prevedibilmente, un&#8217;altra estate di delirio collettivo. Ripartono le fobie solo attenuate negli ultimi mesi e non c&#8217;è da meravigliarsi che i titoli legati all&#8217;economia turistica crollino sull&#8217;onda del colpo emotivo: peccato che la velocità di diffusione delle informazioni trascini giù tutti i mercati finanziari fino a toccare le decisioni delle Banche Centrali. E questo, come è noto, ha impatti profondi sulla vita quotidiana.</p>
<p>D&#8217;altra parte, non potrebbe esserci strada alternativa. Sicuramente, è un bene per i familiari delle (potenziali) vittime che la Rete, le TV e le radio riescano a trasmettere più informazioni possibili, a getto continuo. Peccato, però, che soprattutto sui media principali le notizie riguardino &#8220;le masse&#8221; e quindi l&#8217;utilità individuale si riduce di molto. Deo gratias che esista il Web non solo per gli strumenti di comunicazione che offre (pensiamo all&#8217;Istant messaging, che riesce a funzionare anche in una megalopoli in cui le reti cellulari muoiono sovraccariche o vengono spente volontariamente), ma anche perché il flusso di informazioni riesce a disperdersi in mille rivoli specializzati.</p>
<p>Chi cerca di aggregarli, poi, lo fa in modo originale e nuovo. <a target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/jemstone/24268309/">Su Flickr si nota come Wikipedia venga aggiornata ogni 30 secondi</a>, confermando la sua natura di prima enciclopedia aggiornata (ed aggiornabile) in tempo reale. Superfluo citare i soliti blog ed i relativi tag, ma utile notare come ormai anche i media &#8220;ufficiali&#8221; ormai si siano impossessati delle logiche del Web: Repubblica.it, ad esempio, da una parte ospita <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2005/g/sezioni/esteri/londrametro1/medialon/medialon.html">commenti ufficiali</a>, dall&#8217;altra permette a chiunque di <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2005/g/sezioni/esteri/londrametro/teslon/teslon.html">raccontare la propria storia</a>. Nuovi rivoli che si aprono al momento giusto, per le persone giuste&#8230; Poi, ognuno deciderà come rielabolarle: anche <a target="_blank" href="http://dolceamara.splinder.com/post/5227733">stando in silenzio</a>, ad esempio.</p>
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		<title>Caffé, strategia ed etica</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2005 21:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Mette una certa depressione, a chiunque conosca abbastanza da vicino la fragile economia calabrese, vedere naufragare l&#8217;immagine pubblica della famiglia Mauro. Un naufragio senza dubbio meritato, per chi professa il trionfo del business etico e razzola male, anzi malissimo. I Mauro perdono ogni credibilità come famiglia, ma inevitabilmente anche la loro azienda subirà contraccolpi nelle vendite: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mette una certa depressione, a chiunque conosca abbastanza da vicino la fragile economia calabrese, vedere naufragare l&#8217;immagine pubblica della famiglia Mauro. Un naufragio senza dubbio meritato, per chi <a target="_new" href="http://www.rsinews.it/newsformat1.asp?news=542">professa il trionfo del business etico e razzola male</a>, anzi malissimo.</p>
<p>I Mauro perdono ogni credibilità come famiglia, ma inevitabilmente anche <a target="_new" href="http://www.caffemauro.com/corporate.htm">la loro azienda</a> subirà contraccolpi nelle vendite: chi non guarderà con occhio (a seconda) triste o arrabbiato o ironico le confezioni sullo scaffale e deciderà di conseguenza? La legge della responsabilità sociale non permette eccezioni: una volta che il danno è fatto non lo si può ignorare.</p>
<p>I più avveduti (e cinici), rifletteranno in queste ore anche su un altro aspetto della questione: chi gliel&#8217;ha fatta fare? Evidenti i ritorni nel breve: tassi da usurai, soldi che arrivano molto più velocemente che dal business industriale. Forse meno evidenti i danni nel lungo: che senso ha, strategicamente, lacerare i portafogli ed i nervi dei clienti baristi?</p>
<p>Una volta fatti fallire i propri clienti, la forza vendita cosa vende, a chi? Il fattaccio, non a caso, è stato portato alla luce dalle <a target="_new" href="http://www.espressonline.it/eol/free/jsp/news/detail.jsp?idCategory=707&amp;idContent=926637&amp;item=2&amp;m1s=n">vittime stesse</a>. Per una volta che gli imprenditori non erano vicini alla &#8216;ndrangheta, avranno pensato, sono comunque dei malviventi. E pensare che ricoprivano ruoli prestigiosi nelle Associazioni industriali calabresi.</p>
<p>Chissà cosa avrà pensato, invece, il più giovane dei Mauro, tale Maurizio, una volta raggiunto dalle forze dell&#8217;ordine <a target="_new" href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_cronache_NOTIZIA_01.asp?IDCategoria=273&amp;IDNotizia=128222">nel resort dove trascorreva le vacanze</a>. Quanto era dentro alla vicenda? Pensare che aveva azzeccato che le Maldive quest&#8217;anno non erano la meta ideale: meglio l&#8217;Africa. </p>
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		<title>Realtà batte Comunicazione 1 a 0</title>
		<link>http://www.commeurope.com/2004/08/27/realta-batte-comunicazione-1-a-0/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2004 19:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando era apparso in video a raccontare di sé a tutto il mondo, tutti hanno avuto una reazione diversa: c&#8217;è chi (e non merita un link) ha demenzialmente pensato &#8220;un turista in cerca di brividi&#8221;, chi l&#8217;ha definito il rapito più simpatico della resistenza irakena, chi ha pensato &#8220;Che ci fa Enzo &#8211; Zonker in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="0" align="left" src="http://www.tvspot.it/interviste/baldoni-guerri.jpg" hspace="10" alt="Enzo Baldoni in giro per il mondo" />Quando era apparso in video a raccontare di sé a tutto il mondo, tutti hanno avuto una reazione diversa: c&#8217;è chi (e non merita un link) ha demenzialmente pensato &#8220;un turista in cerca di brividi&#8221;, chi l&#8217;ha definito il <a target="_new" href="http://www.repubblica.it/2004/h/sezioni/esteri/iraq31/itabag/itabag.html">rapito più simpatico</a> della resistenza irakena, chi ha pensato &#8220;Che ci fa <a target="_new" href="http://www.zonker.it/profili/zzprof-enzo.html">Enzo &#8211; Zonker</a> in TV?&#8221;&#8230;</p>
<p>In ogni caso, bisognava riconoscergli una cosa: un grande comunicatore, persino in quel momento. In barba a chi in Italia si dilettava a fare le pulci al suo profilo professionale (&#8220;è un pubblicista, non un giornalista&#8221; e banalità simili), ha dimostrato per un momento che si poteva coniugare quel mo(n)do onirico di fare pubblicità ed impegno civile profondo, sincero.</p>
<p>Enzo Baldoni, sì, proprio quello che scriveva su <a target="_new" href="http://www.linus.net/"><em>Linus</em></a> e traduceva <a target="_new" href="http://www.doonesbury.com/">Doonesbury</a> per la gioia dei fan italiani, non era solo un <a target="_new" href="http://www.balene.it/">pubblicitario</a> in cerca di sensazioni forti. Era una persona che aveva deciso di comunicare con le persone che soffrono dal vivo, non oltre la comoda cortina di un firewall aziendale.</p>
<p>L&#8217;unico problema di tutto ciò è che, semplicemente, il mondo non era pronto, ed il sistema è crashato. Come nei peggio sistemi operativi, <em>Restart the World</em>. Così i potenti di turno potranno giocarci un altro po&#8217;.</p>
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		<title>Furti di carte di credito e furti di identità</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2004 20:25:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[E-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Financial Services]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rapporto Istat citato ieri ci ha raccontato che per il 66,1% delle aziende il principale ostacolo alla vendite on line è la sicurezza dei pagamenti. Il tema, d’altronde, è un classico della Rete europea e non. Probabilmente la modesta diffusione delle carte di credito ed i costi non troppo trasparenti che le banche europee [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.commeurope.com/2004/04/08/i-pc-delle-aziende-italiane-e-commerce/" title="L'articolo 'I PC delle aziende italiane e l’e-commerce'">Il rapporto Istat citato ieri</a> ci ha raccontato che per il 66,1% delle aziende il principale ostacolo alla vendite on line è la sicurezza dei pagamenti. Il tema, d’altronde, è un classico della Rete europea e non. Probabilmente la modesta diffusione delle carte di credito ed i costi non troppo trasparenti che le banche europee addebitano agli utenti (pensiamo alle spese mensili di estratto conto o al bollo previsto in Italia per importi superiori all’ottantina di Euro) e le “favole” negative che circolano da anni sono ancora una spada di Damocle sullo sviluppo reale del commercio elettronico.</p>
<p>Non che non ci siano problemi veri: oggi <em><a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/" title="L'home page del noto quotidiano digitale">Punto informatico</a></em> ha pubblicato un interessante articolo intitolato <em><a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=478271" title="L'articolo di Gerardo Costabile su Punto Informatico">Furto d’identità, la Ue segue gli Usa</a></em>, a proposito delle prospettive di miglioramento della pessima legislazione attuale in tema di <em>identity theft</em>. Un tema che qualche settimana fa aveva fatto scalpore con il caso giapponese Softbank Corp ed i successivi <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2004/03_Marzo/04/identita.shtml" title="L'articolo 'Nel 2003 rubate sul web sette milioni di identità'">dati diffusi dagli organi di stampa</a>: i dati che vengono sottratti sono quelli anagrafici, ma anche le coordinate bancarie…</p>
<p>Poi c’è il grande mondo delle carte di credito: proprio oggi viene da Reggio Emilia la notizia di una grossa truffa avviata utilizzando numeri di carta di credito non ancora utilizzati. La cosa interessante è che, seguendo i link dell’<a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/04_Aprile/09/carte_truccate.shtml" title="L'articolo 'Bologna: ingegnosa truffa con carte di credito'">articolo del <em>Corriere della Sera</em> sull’argomento</a>, si scopre che non è certo la prima volta che avviene. Se nel giugno 2001 una mega-operazione aveva arrestato i 32 responsabili di una <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/06_Giugno/26/carte.shtml" title="L'articolo 'Milano, clonavano carte di credito: 32 arresti'">truffa lombarda da 5 miliardi di lire</a>, ad inizio marzo 2004 a Verona era stata scoperta l’<a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/03_Marzo/02/cartecredito.shtml" title="L'articolo 'Verona, clonavano carte di credito nei ristoranti'">ideona di un rumeno e dei suoi complici ristoratori</a>.</p>
<p>Attenzione a quest’ultimo particolare: le operazioni citate, sono relative a truffe organizzate e realizzate del tutto off line. L’arguto <a target="_blank" href="http://www.gbn.com/PersonBioDisplayServlet.srv?pi=22220" title="Il profilo del celebre futurologo sul sito del Global Business Network">Raimondo Boggia</a> l’ha detto e scritto più volte: siamo così sicuri quando utilizziamo la carta di credito in giro per il mondo o, addirittura, in un ristorante di Verona o nelle <em>boutique</em> milanesi? Più che durante le transazioni su server sicuri, in cui non c’è traccia di intervento umano? Perché? Riusciremo ad ammettere che le paure sono leggittime, ma devono essere equilibrate?</p>
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		<title>Ilaria Alpi e Miran Hrovatin: 10 anni inutili?</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2004 18:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni tutti i media Europei, con gli italiani in pole position, hanno abbondantemente speculato sul decimo anniversario della morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Mentre hanno eco anche in Francia le imbarazzanti testimonianze false, le indagini sulla morte dei due sono avvolte nel mistero più cupo. I due eroi sono stati un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni tutti i media Europei, con gli italiani in <em>pole position</em>, hanno abbondantemente speculato sul decimo anniversario della morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Mentre hanno eco anche in Francia le <a target="_blank" href="http://www.bellaciao.org/it/article.php3?id_article=2646" title="L'articolo 'La morte di Ilaria Alpi torna un mistero'">imbarazzanti testimonianze false</a>, le indagini sulla morte dei due sono avvolte nel mistero più cupo.</p>
<p>I due eroi sono stati un esempio, non c’è dubbio. Quello che brucia, è che nonostante gli ospedali, <a target="_blank" href="http://italy.peacelink.org/nobrain/articles/art_3821.html" title="Una recensione sul libro dedicato alla giornalista">i libri</a> ed <a target="_blank" href="http://www.ilariaalpi.it/premio" title="Il sito istituzionale del Premio giornalistico televisivo dedicato ad Ilaria Alpi">i premi “istituzionali”</a>, questo esempio venga spesso dimenticato. Ci vuole il Casini del momento per dire “Grazie” ai giornalisti. La Commissione parlamentare brancola nel buio, nonostante i proclami.</p>
<p>Verrebbe da scrivere che comunicare non è celebrare dei morti coraggiosi, ma dire &#8211; gridare, se necessario &#8211; la verità, quella verità che i morti in questione cercavano di svelare. Forse anche in questo post si sta facendo lo stesso errore: ma la rabbia è difficile da comunicare.</p>
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		<title>Alla gogna!</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2004 20:57:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Criminalità]]></category>

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		<description><![CDATA[La puntuale Adele Chiodi già un annetto fa scriveva un articolo intitolato America stregata dalla gogna elettronica, in cui notava come Punto informatico avesse iniziato a parlare di “gogna elettronica” già dal 1997. Sfogliando gli ultimi articoli sull’argomento apparsi sul quotidiano, si nota una crescita esponenziale: prima si era parlato di Corea e di sacerdoti pedofili a Baltimora, poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La puntuale Adele Chiodi già un annetto fa scriveva un articolo intitolato <a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=274198" title="L'articolo è tratto da Punto Informatico"><em>America stregata dalla gogna elettronica</em></a>, in cui notava come <em><a target="_blank" href="http://punto-informatico.it" title="L'home page del quotidiano digitale">Punto informatico</a></em> avesse iniziato a parlare di “gogna elettronica” già dal 1997. Sfogliando gli ultimi articoli sull’argomento apparsi sul quotidiano, si nota una crescita esponenziale: prima si era parlato <a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=214123" title="L'articolo 'Pedofilia, gogna digitale in Corea'">di Corea</a> e di <a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=215109" title="L'articolo 'Gogna online per 56 sacerdoti pedofili'">sacerdoti pedofili a Baltimora</a>, poi <a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=396829" title="L'articolo 'Pedofili alla gogna web anche in Maine'">del Maine</a>. Oggi il quotidiano elettronico riporta come i gestori del sito del <a target="_blank" href="http://www.sjpd.org/" title="Il sito istituzionale del San Jose Police Department">Dipartimento di polizia di San Jose</a> stiano vedendo <a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=436250" title="L'articolo 'Funziona la gogna su internet'">una netta crescita del traffico</a> grazie alle pagine dedicate ai pedofili.</p>
<p>Ma non sono solo i più beceri crimini di natura sessuale ad ispirare questo uso aggressivo della Rete da parte delle autorità di tutto il Mondo: poche settimane fa lo Stato in miniatura del Rhode Island iniziò a pubblicare sul proprio sito la lista degli evasori fiscali. Decisamente più storico è il caso di <a target="_blank" href="http://www.targetingfraud.gov.uk/" title="L'home page dell'iniziativa britannica">Targeting Fraud</a>, il sito che sin dal 2000 raccoglie le segnalazioni dei britannici sui vicini evasori…</p>
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