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	<title>.commEurope &#187; Musica</title>
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		<title>Horror all&#8217;ora di cena</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 22:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A fine 2010 gli amanti dei Subsonica hanno ricevuto in dono Eden: un singolo ipnotico e intrigante, con un video un po&#8217; bizzarro. Un anticipo di quello che poi è stato l&#8217;album omonimo, accompagnato in realtà da un nuovo singolo, Istrice, che parla di rapporti d&#8217;amore difficili, ma ha un video a dir poco inguardabile. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A fine 2010 gli amanti dei Subsonica hanno ricevuto in dono <em>Eden</em>: un singolo ipnotico e intrigante, <a title="Il video 'Eden' dei Subsonica sul tumblelog Pollicinor" href="http://pollicinor.giuseppemazza.it/post/2339620434" target="_blank">con un video un po&#8217; bizzarro</a>. Un anticipo di quello che poi è stato l&#8217;album omonimo, accompagnato in realtà da un nuovo singolo, <em>Istrice</em>, che parla di rapporti d&#8217;amore difficili, ma ha un video a dir poco inguardabile.</p>
<p>Il cortometraggio è stato girato da Cosimo Alemà ed è un horror ambientato per le strade di Torino. Quando i direttori artistici delle televisioni musicali l&#8217;hanno visto, sono caduti dalla sedia e hanno deciso di mandare in onda una versione con le immagini più crude pixellate, solamente di notte, fuori fascia protetta.</p>
<p>Il gruppo torinese <a title="L'articolo 'Il video Istrice non sarà trasmesso durante il giorno' del 18 febbraio 2011" href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150145526965170" target="_blank">si è sfogato su Facebook</a> della censura ricevuta, i critici hanno parlato di un tentativo di alzare un &#8220;caso&#8221; per far parlare, i fans si sono spaccati. Poi è stata prodotta una terza versione del video coi soli componenti del gruppo inquadrati, poi utilizzato da EMI nello spot a supporto del lancio del disco.</p>
<p>Nell&#8217;autodifesa del gruppo, l&#8217;enorme diffusione dei vampiri di Twilight tra i più giovani, le serie televisive a base di autopsie trasmesse da qualche tempo su Italia1 alle 19.30 al posto dei Simpsons, le violenze sui telegiornali e gli altri obbrobri che scorrono sulla televisione italiana generalista e non, senza filtri verso i bimbi.</p>
<p>In questa galleria degli orrori si potrebbero aggiungere spot terribili come quello di Wind con Aldo Giovanni e Giacomo, con tanto di spellamento dal vivo e urla di dolore mischiati a faccine che vorrebbero far ridere. Roba tremenda, che fa distogliere lo sguardo dal televisore ogni volta. Come il video di <em>Istrice</em>.</p>
<p>Forse è un trend, con sfumature diverse e diversi gradi di qualità e di sensibilità. Anche Lady Gaga si è aggiunta alla lista negli ultimi giorni, con un video interpretato da zombies che però è guardabile e ben realizzato (sulla canzone sorvoliamo): tutti saltano sullo stesso carro, ma alla fine sono molto pochi i vincitori.</p>
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		<title>Autarchia culturale edizione 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 22:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Una classifica musicale composta da 13 artisti italiani nelle prime 15 posizioni: no, non post-Sanremo, ma prima di Sanremo. Una lista guidata da Jovanotti, con nomi ormai consolidati come Ligabue o Antonacci, con qualche nome più recente come Mengoni o i Negramaro; una lista non troppo dissimile a quella attuale, in cui sono apparsi i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una classifica musicale composta da 13 artisti italiani nelle prime 15 posizioni: no, non post-Sanremo, ma <a title="La classifica FIMI della settimana dal 7 al 13 febbraio 2011" target="_blank" href="http://www.fimi.it/classifiche_result_artisti.php?anno=2011&amp;mese=02&amp;id=357"><em>prima</em> di Sanremo</a>. Una lista guidata da Jovanotti, con nomi ormai consolidati come Ligabue o Antonacci, con qualche nome più recente come Mengoni o i Negramaro; una lista non troppo dissimile a quella attuale, in cui sono apparsi i nomi dei principali protagonisti del Festival, ovviamente italiani.</p>
<p>Oggi il mix tra cantautori e interpreti &quot;da reality&quot; è molto omogeneo: un personaggio come Alessandra Amoroso ormai ha fatto un percorso professionale fuori dalla scuola di <em>Amici</em> sufficiente a levarle (o quantomeno limarle) la lettera scarlatta; stasera, che quel talent show è alla finale, è previsto un intervento di Roberto Vecchioni, la cui immagine pubblica ha avuto un cambio radicale dopo Sanremo.</p>
<p>In questa sorta di compattamento inter-generazionale di pubblico e artisti, è appunto la canzone italiana a trionfare, rispetto ai grandi nomi internazionali. Qualcosa di simile a quanto avvenuto nel cinema: appena poche settimane fa ha fatto scalpore l&#39;arrivo di <em>Che bella giornata</em> di Zalone/Nunziante al secondo posto per incassi storici nei cinema italiani, incastrato tra <em>Avatar</em> e <em>Titanic</em> di James Cameron. </p>
<p>In entrambi i campi il trionfo dell&#39;italianità era abbastanza imprevedibile: il cinema italiano ogni anno sembrava schiacciato sul cinepanettone come unico film nostrano di successo; Sanremo <a title="L'articolo 'Perché Sanremo è Sanremo (anche in classifica)' del 12 gennaio 2004" target="_blank" href="http://www.commeurope.com/2004/01/12/perche-sanremo-e-sanremo-anche-in-classifica/">fino a pochi anni</a> fa produceva fuochi fatui più che successi commerciali. A metà strada tra i due percorsi, attingendo in entrambi i campi (e dalla televisione) persino il musical italiano ha conosciuto una nuova giovinezza.</p>
<p>L&#39;unico campo in cui l&#39;italica autarchia culturale è ancora sfumata sembra essere quello della letteratura. Negli anni recenti si sono affermati blockbuster italiani come quelli di Giorgio Faletti, ma il mercato è ancora abbastanza variegato e i mattoni internazionali per ragazzetti sono le opere che vanno per la maggiore. In ogni caso, è bene che continui la contaminazione piuttosto che ci si chiuda del tutto.</p>
<p>Fa infatti piacere che artisti giovani e meno giovani trovino successo in patria, ma il vero successo sarebbe portare tutti questi capolavori musical-cinematografici fuori confine. Ciò tuttavia è ancora piuttosto raro e forse fa sorgere qualche dubbio sul rapporto tra qualità e aspettative del pubblico. Non sia mai che tutto quest&#39;innamoramento per le produzioni italiane derivi da pigrizia intellettuale verso il mondo&#8230;</p>
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		<title>Sanremo 2011 e il trionfo di Luca e Paolo</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 20:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Se l&#8217;anno scorso il Festival di Sanremo era stata una sorta di sintesi politica della situazione culturale italiana, quest&#8217;anno basta scorrere i video su YouTube e Rai.tv per cogliere la sensazione di uno spettacolo piacevole. Il merito per molti va alla direzione artistica di Morandi e Mazza, ma è evidente che lo show ha funzionato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se l&#8217;anno scorso il Festival di Sanremo era stata una sorta di <a title="L'articolo 'Il Festival di Sanremo e i segnali del Paese reale' del 21 febbraio 2010" href="http://www.commeurope.com/2010/02/21/il-festival-di-sanremo-e-i-segnali-del-paese-reale/" target="_blank">sintesi politica della situazione culturale italiana</a>, quest&#8217;anno basta scorrere i video su YouTube e Rai.tv per cogliere la sensazione di uno spettacolo piacevole. Il merito per molti va alla direzione artistica di Morandi e Mazza, ma è evidente che lo show ha funzionato nel complesso. I commenti sugli artisti di sempre quali Pravo o Albano, <a title="L'articolo 'Festival di Sanremo 2009: un parere' del 28 febbraio 2009" href="http://www.lacuccia.org/2009/02/28/festival-di-sanremo-2009-un-parere/" target="_blank">sono i soliti di ogni anno</a>; è vero che ci sono state un po&#8217; di chicche in più come la presenza dei La Crus (o di ciò che ne rimane) o dello stesso trionfante Vecchioni, ma in uno spettacolo da 4-5 ore di televisione per 5 giorni consecutivi non basterebbe portare anche i musicisti più bravi.</p>
<p>La differenza l&#8217;ha fatta così lo spettacolo portato sul palco dai cinque presentatori, che con ruoli diversi e complementari sono riusciti a destreggiarsi tra ospiti imbarazzanti quali De Niro, arroganti come Williams, ingombranti come Benigni. Morandi ha fatto il lavoro sporco, Canalis e Rodriguez sono uscite dallo stereotipo di vallette. E poi ci sono stati Bizzarri e Kessisoglu. I due artisti genovesi, oltre ad aver condotto parti importanti dello show, hanno anche cantato, recitato sketch comici, letto brani di Gramsci e reso omaggio alle esibizioni di vecchie coppie d&#8217;oro dello spettacolo italiano. Sul Web l&#8217;audience delle loro performance supera quella di molti cantanti.</p>
<p>Luca e Paolo sono stati negli anni tra i pochi attori di <a title="L'articolo 'Short-com cotte (e mangiate)' del 30 giugno 2006" href="http://www.commeurope.com/2006/06/30/short-com-cotte-e-mangiate/" target="_blank">successo nelle short-com italiane</a>, hanno scritto e/o interpretato film interessanti e spesso (ma non pedissequamente) divertenti, hanno condotto programmi di culto come <em>Ciro</em> o <em>Le Iene</em>, hanno girato l&#8217;Italia coi loro spettacoli. Solo ora però sembrano ottenere il meritato successo di massa. Molti di noi hanno vissuto il Festival senza televisore o radio, ma partecipando via Web a <a title="Le principali comunità si sono sviluppate su FriendFeed" href="http://friendfeed.com/remo-contro-sanremo" target="_blank">comunità come <em>Remo contro Sanremo</em></a> o commentando su Twitter tutti i passaggi dello spettacolo. Così abbiamo saputo del disastro continuo dei fonici, ma anche delle perle, musicali e non: Luca e Paolo hanno avuto molti feedback positivi.</p>
<p>In questo doppio successo presso la &#8220;massa&#8221; televisiva e presso gli Internettari senza televisore, Bizzarri e Kessisoglu hanno attirato anche numerose critiche, dovute al continuo tentativo di equilibrare la critica sociale e politica durante i propri interventi, spesso sul filo del qualunquismo ma sempre riscattati da piani di lettura magari sofisticati, ma premianti. Il tutto poi ha assunto una luce diversa con lo sfogo finale, almeno all&#8217;apparenza molto istintivo, contro il &#8220;bipartizan a tutti i costi&#8221;. Paolo e (soprattutto) Luca si sono esposti e sono riusciti ad attrarre l&#8217;interesse di un pubblico eterogeneo in un momento di enorme spaccatura sociale. Massimo rispetto per due bravi artisti.</p>
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		<title>Il Festival di Sanremo e i segnali del Paese reale</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 00:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Febbraio 2009: all&#8217;ultimo giro di votazioni del Festival di Sanremo un brivido scorre per l&#8217;Italia. La triade finale è formata da Sal Da Vinci, da Marco Carta e da Povia: se vince il primo è un brutto segno (il trionfo dei neomelodici?), se vince il secondo è un bruttissimo segno (la musica italiana è in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Febbraio 2009: all&#8217;ultimo giro di votazioni del Festival di Sanremo un brivido scorre per l&#8217;Italia. La triade finale è formata da Sal Da Vinci, da Marco Carta e da Povia: se vince il primo è un brutto segno (il trionfo dei neomelodici?), se vince il secondo è un bruttissimo segno (la musica italiana è in mano ai talent show?), se vince il terzo è un pessimo segno (l&#8217;Italia è così omofoba da appoggiare chi odia i gay?).</p>
<p>Alla fine, vince il giovane sardo Marco Carta, sia al televoto (con quasi il 60% dei voti), sia nelle classifiche di vendita dei dischi (con oltre 120.000 copie). Tutti si convincono che <a title="L'articolo 'Festival di Sanremo 2009: un parere' del 28 febbraio 2009" href="http://www.lacuccia.org/2009/02/28/festival-di-sanremo-2009-un-parere/" target="_blank">ha vinto il male minore</a>, che in fin dei conti &#8216;sto ragazzotto allievo di Maria De Filippi non è così male, che è la solita canzone d&#8217;amore sanremese: viene consacrato un nuovo &#8220;Big&#8221; della canzone italiana, idolo delle ragazzine.</p>
<p>Febbraio 2010: all&#8217;ultimo giro di votazioni del Festival di Sanremo il terrore scorre per l&#8217;Italia. La triade finale è formata da Marco Mengoni, da Valerio Scanu e dal trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici: se vince il primo è un brutto segno (il trionfo di <em>X-Factor</em>?), se vince il secondo è un bruttissimo segno (di nuovo un prodotto creato nel laboratorio di <em>Amici</em>?), se vincono i terzi&#8230; No comment.</p>
<p>Alla fine, vince il giovane sardo Valerio Scanu ed è sancita nuovamente la superiorità del programma di Canale5 rispetto a quello di Rai2 (che comunque si consola col primo premio al &#8220;giovane&#8221; Tony Maiello). Poche decine di minuti prima, Maurizio Costanzo ha lasciato il suo segno indelebile sulla finale del Festival; poche ore dopo, la trasmissione della De Filippi scorrerà sull&#8217;ammiraglia Mediaset.</p>
<p>La loro <a title="L'articolo 'La televisione come modello formativo' del 7 febbraio 2010" href="http://www.commeurope.com/2010/02/07/la-televisione-come-modello-formativo/" target="_blank">egemonia culturale</a> è sempre più palese. E questo Festival di Sanremo così surreale, con le Tagliatelle di Nonna Pina mischiate con la Banda dei Carabinieri mischiata con Dita Von Teese mischiata con la Fiat di Termini Imerese è un degno specchio del Paese reale, quello da cui gli heavy users di Internet, che stravedono per i (pochi) cantanti &#8220;eleganti&#8221; saliti sul palco dell&#8217;Ariston <a title="L'articolo 'I Blogger alle prese col Paese reale' del 20 dicembre 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/12/20/i-blogger-alle-prese-col-paese-reale/" target="_blank">sono lontani anni luce</a>.</p>
<p><img src="http://www.commeurope.com/images/sanremo_2010_rivolta_orchestra.jpg" alt="La rivolta degli orchestrali contro il podio di Sanremo 2010" width="620" height="412" /></p>
<p>I monarchici populisti vs. gli orchestrali in rivolta, i fan dei talent show vs. gli intellettuali che stravedono per la vincitrice del premio per la critica. Qualcuno ha qualche dubbio su chi vincerà le prossime elezioni? E quelle successive? E quelle di fine legislatura? Se ce l&#8217;ha, è perché ha infilato la testa sotto la sabbia e non ha colto quelli che una volta erano &#8220;segnali deboli&#8221; ed ora sono tronchi di albero.</p>
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		<title>I figli so&#8217; piezz&#8217; e clone</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 19:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che Madonna sia un genio del (self) marketing è cosa nota; né stupisce la sua ultima canzone (self) Celebration. Si odono strali riguardo al coinvolgimento della dodicenne Lourdes, ma in fin dei conti siamo nei limiti del previsto/prevedibile: una mossa per fare notizia, per far parlare di un singolo dimenticabile e in qualche modo spianare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che Madonna sia un <a title="L'articolo 'T.a.f.k.a.M.' del 18 giugno 2004" href="http://www.commeurope.com/2004/06/18/tafkam/" target="_blank">genio del (self) marketing è cosa nota</a>; né stupisce la sua ultima canzone (self) Celebration. Si odono <a title="L'articolo 'Media in allarme: «Madonna vuol fare di sua figlia Lourdes il proprio clone»' di Alessandra Farkas" href="http://www.corriere.it/spettacoli/09_settembre_05/farkas_madonna_lourdes_figlia_clone_01d0ab4e-99fb-11de-80e2-00144f02aabc.shtml" target="_blank">strali riguardo al coinvolgimento della dodicenne Lourdes</a>, ma in fin dei conti siamo nei limiti del previsto/prevedibile: una mossa per fare notizia, per far parlare di un singolo dimenticabile e in qualche modo spianare la strada alla Madonna 2.0. La figlia, appunto.</p>
<p>In qualche modo, quasi cogliamo il dramma di una persona che ha passato una vita ad assumere pose sexy in calzamaglia ed ora riesce a stimolare un&#8217;unica domanda sex-related tra i fan: &#8220;Ma prenderà le pastiglie per la menopausa?&#8221; (in attesa che la menopausa stessa venga lanciata da Madonna come la nuova moda per le ventenni). Tanto vale riportare indietro le lancette del tempo e rilanciare.</p>
<p>Nulla di meglio di una (prossima) teenager, che diventi allo stesso tempo la Britney e la Madonna del prossimo decennio. E senza troppo biasimo per la madre: non è il primo caso, quello di Madame Ciccone, di genitore che voglia estendere all&#8217;infinito la propria fama creandosi in casa un clone. Al momento, in Italia, sono ad esempio numerose le campagne pubblicitarie che presentano insieme genitori e figli.</p>
<p>Può sempre essere che tu sia Kirk Douglas e tuo figlio Michael riesca ad essere al tempo stesso la tua reincarnazione e la tua nemesi: nella maggior parte dei casi, tuttavia, i figli furbetti ripercorrono  a memoria i passi dei genitori, riuscendo a conquistare i figli dei fan che proprio i genitori avevano esaltato. L&#8217;effetto Scarpetta/De Filippo, insomma: di padre in figlio, un tentativo continuo di innovare nella tradizione.</p>
<p>Un po&#8217; quello che in questi mesi ha fatto Giovanni Baglioni, erede naturale del padre Claudio ma sufficientemente diverso per attrarre (anche) nuove fette di pubblico. La stessa cosa che ha fatto Ziggy Marley, che da un lato ha cercato di produrre qualcosa di nuovo, dall&#8217;altro si è adagiato tranquillamente nel solco tracciato dal padre Bob. Nulla di diverso dai tanti &#8220;figli&#8221; che oggi corrono in Formula 1.</p>
<p>Poca meraviglia per Madonna, dunque, e per le sue aspirazioni di mamma in carriera. Il pubblico è abbastanza cattivo da selezionare e quindi Lourdes dovrà lottare per affermarsi ai livelli della madre. Anzi, in qualche modo, la sua vita professionale sarà resa difficile dal continuo confronto con una madre ingombrante. Una madre che è un vero marchio di fabbrica, anzi una fabbrica proprio.</p>
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		<title>Michael Jackson e il successo che uccide</title>
		<link>http://www.commeurope.com/2009/06/28/michael-jackson-e-il-successo-che-uccide/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 19:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia della morte di Michael Jackson ha velocemente travolto prima la Rete e poi tutti i media. In poche ore è riemerso un pubblico di fan silenzioso da anni, composto da persone cresciute con l&#8217;idolo musicale Michael che spesso si sono sentite tradite dall&#8217;uomo Jackson. Ora che è morto, contribuiscono alla corsa generalizzata a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia della morte di Michael Jackson ha velocemente travolto prima la Rete e poi tutti i media. In poche ore è riemerso un pubblico di fan silenzioso da anni, composto da persone cresciute con l&#8217;idolo musicale Michael che spesso si sono sentite tradite dall&#8217;uomo Jackson. Ora che è morto, contribuiscono alla corsa generalizzata a riscoprire la musica, più che il personaggio discusso e discutibile. Si sa, in fin dei conti dei morti si parla sempre bene.</p>
<p>Michael Jackson è l&#8217;ultimo di una serie di personaggi che, dopo aver segnato interi periodi delle nostre vite, hanno subito nemesi feroci nelle vite private, culminate sempre nella morte. Personaggi quasi sempre legati al mondo dello spettacolo e nella maggior parte dei casi alla musica pop: in un certo senso, è l&#8217;ennesimo Elvis che si spegne travolto dagli scandali, l&#8217;ennesimo artista che ha raggiunto l&#8217;apice in età giovanile e gli inferi una volta diventato adulto.</p>
<p>Altri si sono tolti la vita, in maniera volontaria o involontariamente auto-indotta, prima di &#8220;scadere&#8221;. Si fa fatica a immaginare Kurt Cobain o James Dean da vecchi, si continua a venerarli come icone di giovinezze turbinose ma avvincenti. Persone che hanno cercato di vivere a doppia velocità lontano dai riflettori, ma che hanno scoperto la durezza omologante dei ritmi delle stagioni e della vita quotidiana, solo in parte sostituibili dalla ricchezza e dalla fama.</p>
<p>Jackson non c&#8217;è più, stroncato da un successo cui non è riuscito a sopravvivere. Di lui rimaranno <a title="La voce 'Michael Jackson' su Wikipedia Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Jackson" target="_blank">sterminate pagine di Wikipedia</a> che, in maniera un po&#8217; imperfetta come avviene in questi giorni post mortem, proveranno a raccontare la vita di una stella precipitata troppo dall&#8217;alto per non farsi male. Rimarranno i milioni di dischi disseminati nelle case di tutto il mondo. Rimarrà soprattutto un nome, perché di Michael Jackson, nella storia, non ce saranno altri.</p>
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		<title>Fantàsia, la fantasia in danza</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 19:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se per la maggior parte dei nostri connazionali &#8220;Fantàsia&#8221; è il nome del regno de La storia infinita di Michael Ende, per un piccolo (ma in forte crescita) nucleo di appassionati di danza contemporanea è piuttosto il titolo di un musical che, ormai da qualche anno, spunta qui e lì nei programmi di teatri e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se per la maggior parte dei nostri connazionali &#8220;Fantàsia&#8221; è il nome del regno de <em>La storia infinita</em> di Michael Ende, per un piccolo (ma in forte crescita) nucleo di appassionati di danza contemporanea è piuttosto il titolo di un musical che, ormai da qualche anno, spunta qui e lì nei programmi di teatri e centri congressi italiani, suscitando generalmente buoni riscontri.</p>
<p>Fantàsia è uno spettacolo molto particolare: vuol essere un musical, ma anche uno <em>show competence</em> dell&#8217;eccellenza salseira in Italia. Un musical atipico, insomma, in cui più degli attori parla la musica caraibica e soprattutto la danza. Tanta salsa, appunto, ma anche cha cha cha ed altri spunti stilistici che, miscelati in maniera quantomeno originale, riescono ad emozionare.</p>
<p>Obiettivo (centrato) di Fantàsia è riuscire a destare interesse anche in chi non è affatto appassionato di danza e magari guarda con sospetto ai trenini da villaggio turistico su sfondo musicale latino-americano. Finalmente si ha la possibilità di capire, divertendosi e imparando, il perché di tanto successo dei ritmi latini in scuole di danza e palestre di mezza Italia.</p>
<p>Sul palco, i gruppi Tropical Gem e Flamboyan Dancers danzano con entusiasmo ed emozione, riuscendo a trasmettere al pubblico la sana follia di uno spettacolo che, di rappresentazione in rappresentazione, cambia pelle, si allunga, evolve, sotto la guida matura (ma non per questo appassita) di <a target="_blank" href="http://www.salsa.it/interviste_intervista_a_fernando_sosa_sul_bilancio_di_fantasia.aspx" title="Un'intervista di Salsa.it a Fernando Sosa in vista della rappresentazione di Fantàsia tenutasi oggi a Rozzano">Fernando Sosa, motore ultimo dell&#8217;iniziativa</a> e ballerino eccellente.</p>
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		<title>L&#8217;alta definizione? Non interessa a tutti</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 19:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Intrattenimento digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sei in giro per la città e sbadigli nel traffico mentre cerchi di sintonizzare la radio. Passi una, due, tre frequenze e poi ti fermi su quella che si sente decentemente. Scendi dall&#8217;auto, indossi le cuffiette e vai a fare una corsetta: alle orecchie hai l&#8217;iPod e ti congratuli con te stesso per la qualità dell&#8217;audio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sei in giro per la città e sbadigli nel traffico mentre cerchi di sintonizzare la radio. Passi una, due, tre frequenze e poi ti fermi su quella che si sente decentemente. Scendi dall&#8217;auto, indossi le cuffiette e vai a fare una corsetta: alle orecchie hai l&#8217;iPod e ti congratuli con te stesso per la qualità dell&#8217;audio rispetto a quella sentita prima in auto. Fai un allungo fino a Blockbuster per riportare un DVD noleggiato, scaduto da mesi.</p>
<p>Torni a casa e accendi il televisore: Inizi lo zapping e guardi un po&#8217; di secondi di tante trasmissioni in onda. Alla fine ti fermi su un canale che sembra attirare la tua attenzione ma in realtà ti viene in mente che devi fare altro, nella stanza vicina. La TV sta accesa in sottofondo e magari la ricezione non sarà perfetta, ma non ti va di accendere il decoder per cercare il canale più pulito tra quelli in arrivo via satellite.</p>
<p>&#8220;Fare altro&#8221; si traduce nel dare un occhio alla coda del client P2P che hai lasciato a scaricare bit per tutto il giorno. Al mattino hai scelto due-tre film tra i più popolari del momento ed ora puoi guardarli senza andare al cinema o aspettare che siano pubblicati in DVD. Spegni la TV accesa nella stanza vicina ed inizi a guardare un DivX che, si direbbe, è stato ripreso con una telecamera nel buio di un cinema di provincia.</p>
<p>Mentre il film va avanti, ti cade l&#8217;occhio sulla fotocamera che hai lasciato domenica sera accanto al PC. Approfitti della serata attaccata allo schermo (altrimenti sarebbe difficile carpire il parlato del film) e inizi la copia delle foto. Il download è veloce: nonostante la tua fotocamera supporti i 7 MegaPixel, tu scatti le foto con qualità media. Tanto pensi che non le stamperai mai e così sulla schedina SD ce ne vanno di più.</p>
<p>Poi vai a dormire e ti fermi un attimo a pensare: continui a circondarti di apparecchi elettronici di alta qualità ed alta definizione, poi li utilizzi alla meno peggio. Ti diletti con i video formato francobollo di YouTube invece di vedere gli originali sullo schermo al plasma nel soggiorno, ascolti <a target="_blank" href="http://www.thecollectiveshelf.com/2008/07/home-media-part-1-why-we-dont-care.html?showComment=1216810500000" title="L'articolo 'Home Media Part 1: Why we don’t care about Blu Ray' di Linton Davies">le canzoncine sull&#8217;iPod a 128 Kbps</a> invece di ricorrere all&#8217;ampia discografia in CD che giace impolverata sulla libreria.</p>
<p>Preferisci scaricare film in bassissima qualità in DivX piuttosto che ricorrere al DVD fisico da comprare o noleggiare sotto casa. Hai <a target="_blank" href="http://www.tvblog.it/post/9688/mysky-e-hd-gratuiti-per-tutti-gli-abbonati" title="L'articolo 'MySky e Hd gratuiti per tutti gli abbonati' su TVblog.it">MySky HD compreso nel tuo pacchetto satellitare</a>, ma alla fine lo utilizzi sì e no una volta l&#8217;anno per registrare una partita di basket che poi non guarderai mai. Se tutti fossero come te, il mercato dei dischi ad alta definizione tipo Blu-Ray non decollerebbe mai.</p>
<p>E in effetti il mercato dei dischi ad alta definizione non sta decollando affatto. Chissà perché?</p>
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		<title>Tra alberghi in Costa Azzurra e frutta fresca in camerino</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jul 2007 21:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i tanti meriti artistici che si possono attribuire a Keith Jarrett, è innegabile quello di aver introdotto milioni di persone alle meraviglie del jazz: il suo Concerto di Colonia è uno degli album più venduti di tutti i tempi e non solo nella categoria ristretta dei dischi jazz. Le meraviglie del suo pianoforte circolano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="10" align="left" width="230" src="http://www.commeurope.com/images/keith_jarrett_the_koln_project.jpg" hspace="10" alt="La copertina del Köln Concert, il capolavoro di Keith Jarrett" height="229" />Tra i tanti meriti artistici che si possono attribuire a Keith Jarrett, è innegabile quello di aver introdotto milioni di persone alle meraviglie del jazz: il suo Concerto di Colonia è uno degli album più venduti di tutti i tempi e non solo nella categoria ristretta dei dischi jazz. Le meraviglie del suo pianoforte circolano da decenni sui supporti più comuni: le audiocassette casalinghe prima, i CD masterizzati poi, i lettori MP3 per il jogging adesso. Se il Maestro lo scoprisse, però, avrebbe un attacco di ira: è nota la sua attenzione spasmodica per la qualità delle (rare) registrazioni ufficiali. Altrettanto note, a dire il vero, sono le sue idiosincrasie, che gli sono valse addirittura un <a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Keith_Jarrett#Idiosyncrasies" title="Il profilo di Keith Jarrett su Wikipedia in lingua inglese">cospicuo capitolo della sua scheda su Wikipedia</a>.</p>
<p>I suoi fan, perciò, non saranno tanto sorpresi <a target="_blank" href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=5024" title="L'articolo 'Jarrett 'il furioso' nega i bis per un flash'">dalla brutta storia che lo ha visto protagonista a Perugia</a>, durante Umbria Jazz: ha interrotto ancora una volta il suo concerto, sgattaiolando insieme ai suoi soci Gary Peacock e Jack DeJohnette verso il consueto alloggio in Costa Azzurra. La motivazione adottata (il flash di una macchina fotografica durante la pausa tra concerto e bis) è sembrata ai più una scusa per tornarsene nel lontano alloggio francese: d&#8217;altra parte, per tutta la serata Jarrett sembrava avere la luna storta, fino ad aver insultato la città ospitante. Gli organizzatori del sempre ottimo festival umbro si sono perciò affrettati ad apporre una croce sul suo nome, escludendo future presenze.</p>
<p>Promessa, questa, che sarà difficile da mantenere: di geni simili in circolazione ce ne sono veramente pochi e pochissimi sono i nomi che riescono ad attrarre folle ampie alle costose serate perugine. Quest&#8217;anno l&#8217;attenzione si è velocemente <a target="_blank" href="http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=10288" title="L'articolo 'Pat Metheny e Brad Mehldau in tour in Italia dal 12 al 22 luglio'">spostata verso Pat Metheny</a>, ma è evidente che fin quando il genio del pianoforte sarà attivo, ogni anno la tentazione di invitarlo sarà forte. D&#8217;altra parte, è un bel po&#8217; di tempo che Jarrett attira l&#8217;attenzione del mondo su di sé: sbraita, <a target="_blank" href="http://www.ilfoglio.it/uploads/camillo/jarrett.html" title="Un articolo di Camillo di sette anni fa">si lamenta delle proprie malattie</a>, minaccia e poi (qualche volta) si scusa. In ogni caso, qualsiasi cosa fa, sa che è &#8220;IL&#8221; protagonista del jazz contemporaneo e quindi non si può fare a meno di invitarlo a pié sospinto in ogni manifestazione che si voglia ritenere di spessore internazionale.</p>
<p>Il divismo di Keith Jarrett, in realtà, è la versione più raffinata di quello dei protagonisti classici del gossip: ci lasciamo andare sempre ad un &#8220;Ooooh!&#8221; meravigliato quanto sentiamo storielle di attrici affascinanti o cantanti famosi che &#8220;non si esibiscono&#8221; se nel proprio camerino non trovano <a target="_blank" href="http://news2000.libero.it/webmagazine/6105.jhtml" title="L'articolo 'Vip in trappola'">frutta fresca o portaceneri di vetro</a> ed altre amenità. Perché sappiamo che loro sanno che noi li riteniamo indispensabili, ma invece di rinsavire, facciamo finta di dimenticarcene: perché i divi stra-pagati, nei nostri anni, sono anche un po&#8217; delle divinità stra-pagane.</p>
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		<title>Che brutto spot. Punto.</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 21:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Michael Buble è un discreto cantante. Piace agli amanti del pop, strizza l&#8217;occhio a quelli del jazz, ammicca ai fanatici del soul. Sentire la sua Oh Marie orribilmente remixata ed inserita come spot dell&#8217;ultimo spot di casa Fiat, però, fa venire i brividi. E non di piacere. La brutta versione della canzone, unita al delirio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img valign="left" vspace="10" align="left" src="http://www.commeurope.com/images/fiat_grande_punto_the_italian_job.jpg" hspace="10" alt="Un fotogramma della campagna per la Fiat Grande Punto" />Michael Buble è un discreto cantante. Piace agli amanti del pop, strizza l&#8217;occhio a quelli del jazz, ammicca ai fanatici del soul. Sentire la sua <em>Oh Marie</em> orribilmente remixata ed inserita come spot dell&#8217;ultimo spot di casa Fiat, però, fa venire i brividi. E non di piacere. La brutta versione della canzone, unita al delirio delle immagini delle tre Punto verde rospo &#8211; bianco sporco &#8211; rosso fuoco che vagano per Torino scimmiottando lo storico <em>Italian Job</em> di Michael Caine e soci, fa invece venire le convulsioni: sorprende che le migliaia di viaggiatori in transito dalla Stazione Centrale di Milano non abbiano attacchi di epilessia al decimo passaggio dello spot in dieci minuti sui mega-schermi LG.</p>
<p>Com&#8217;era prevedibile, in Rete gli appassionati di motori si sono <a target="_blank" href="http://www.ilpistone.com/smf/index.php?topic=33923">lanciati in lunghe discussioni</a> in cui confrontano la propria (eventuale) simpatia per lo spot e le connotazioni dello stesso: è evidente che il 90% degli spettatori televisivi non colgano il senso dello spot ed al massimo hanno un vago ricordo del film <em>The Italian Job</em> con Charlize Teron, di pochi anni fa, piuttosto che di quello originale. Da notare che il film è rimasto poco nella memoria comune e quel poco è legato quasi esclusivamente all&#8217;esasperato accento posto sul ruolo delle BMW Mini come protagoniste del film stesso. Un motivo in più per non comprendere il perché la Fiat sia voluta a tutti i costi ricorrere ad una campagna il cui portato è quasi del tutto legato ad un&#8217;auto concorente.</p>
<p>Da notare che già un anno e mezzo fa, <a target="_blank" href="http://www.commeurope.com/2005/09/22/lo-sport-nazionale-non-e-il-calcio/">quando la Grande Punto venne lanciata</a>, era stata utilizzata l&#8217;idea del rilancio dell&#8217;economia nazionale attraverso l&#8217;acquisto dell&#8217;utilitaria parzialmente prodotta in Italia. Ciò che si cerca di aggiungere ora, è un tocco glamour: in tal senso può essere letta anche la notizia che Daniel Radcliffe (per gli amici Harry Potter in versione celluloide) non aspetta altro che <a target="_blank" href="http://www.axellweb.com/2007/06/03/giovane-milionario-inglese-acquista-la-sua-prima-auto/">diventare maggiorenne per acquistare l&#8217;Italian scàtolett</a>. La quale sicuramente è più comoda della Mini ma, <a target="_blank" href="http://www.dotmagazine.it/">con buona pace del Punto Racing Club</a> che vi vede un mezzo per fare dello sport amatoriale, ha lo stile di un rospo che non diventerà mai principe. Soprattutto quella di colore verde rospo, appunto.</p>
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