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	<title>.commEurope &#187; Televisione</title>
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		<title>Lo strano rapporto tra Italiani e informazione televisiva</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 20:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il XXXIII Osservatorio sul capitale Sociale di Demos focalizza la propria attenzione sul rapporto tra Italiani e informazione. I dati sono interessanti soprattutto perché includono un minimo di prospettiva storica, permettendo di ragionare sull&#8217;evoluzione dei consumi informativi dal 2007 a oggi. Sorvolando sull&#8217;esiguità del campione (appena 1.301 intervistati), la ricerca conferma prima di tutto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="È possibile scaricare il documento dal sito Demos" href="http://demos.it/2011/pdf/2090capsoc32_informazione.pdf" target="_blank">Il XXXIII Osservatorio sul capitale Sociale di Demos</a> focalizza la propria attenzione sul rapporto tra Italiani e informazione. I dati sono interessanti soprattutto perché includono un minimo di prospettiva storica, permettendo di ragionare sull&#8217;evoluzione dei consumi informativi dal 2007 a oggi. Sorvolando sull&#8217;esiguità del campione (appena 1.301 intervistati), la ricerca conferma prima di tutto la forte frequenza di utilizzo della Televisione come fonte informativa quotidiana. Per ben l&#8217;83,6% la TV è il canale di riferimento, che cuba quasi 2 volte e mezzo Internet e Radio, 3 volte i quotidiani.</p>
<p><img class="alignnone" title="Una delle immagini del XXXII Osservatorio sul  Capitale Sociale degli Italiani" src="http://www.commeurope.com/images/frequenza_utilizzo_mezzi_informazione_italia.png" alt="" width="492" height="450" /></p>
<p>Ma è appunto il dato storico a incuriosire: mentre i valori di TV, radio e quotidiani sono tutti in calo di 3-4 punti tra 2007 e 2011, Internet si staglia aumentando del 50% di preferenze nel periodo, passando dal 24,8% al 37,8% delle citazioni. Un valore quantitativo che però non è l&#8217;unico asse di analisi interessante: la Rete viene infatti oggi citata da oltre il 40% degli intervistati come principale canale per avere un&#8217;informazione «libera e indipendente», circa il doppio della TV. Un atto di fiducia notevole, forse sopravvalutato, ma probabilmente scevro dall&#8217;effetto-Wikileaks degli scorsi mesi.</p>
<p>Le valutazioni qualitative sono sorprendenti sopratutto parlando di televisione. La credibilità di tutti i telegiornali nazionali, a parte quella di La7 e Rai News24, è in caduta libera; questo farebbe presupporre un atteggiamento maturo degli spettatori che premiano servizi informativi che cercano di puntare sulla qualità pur avendo (almeno nella percezione del campione) una connotazione politica verso centrosinistra. Sensazione probabilmente comune a Ballarò e Report, i programmi che ottengono il miglior rating in termini di fiducia (anche se il primo è in calo e il secondo in crescita).</p>
<p>Ma la stranezza implicita nella ricerca non è solo in questa identità tra qualità dell&#8217;informazione e voto a sinistra dei giornalisti; è anche e soprattutto nella netta preferenza per Striscia la notizia, che mette d&#8217;accordo circa 2 italiani su 3 come programma nel quale aver fiducia, seppur di taglio comico. Il &#8220;TG&#8221; di Ricci sembra avere una credibilità illimitata su tutti i potenziali spettatori, indipendentemente dal loro colore politico; molti gli riconoscono la dignità di servizio pubblico e appunto una significativa capacità di indipendenza. Forse non fa ridere più nessuno, ma è ritenuto utile (d)a tutti.</p>
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		<title>Tra factual entertainment e disastri naturali</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 20:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il successo televisivo di Real Time sul Digitale terrestre è ormai un dato di fatto. In estate il canale principe del factual entertainment ha toccato punte del 3% dell&#8217;Auditel, superando reti ben più blasonate quali La7 e talvolta equiparando l&#8217;ascolto totale di decine di canali free. Un successo dovuto probabilmente al contenuto &#8220;familiare&#8221; dei programmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="L'articolo 'TV: Real Time trionfa con il “factual entertainment”' di Mirco Maestrini e Alessia Raia" href="http://www.comuniclab.it/79982/tv-real-time-trionfa-con-il-factual-entertainment" target="_blank">Il successo televisivo di Real Time</a> sul Digitale terrestre è ormai un dato di fatto. In estate il canale principe del factual entertainment ha toccato punte del 3% dell&#8217;Auditel, superando reti ben più blasonate quali La7 e talvolta equiparando l&#8217;ascolto totale di decine di canali free. Un successo dovuto probabilmente al contenuto &#8220;familiare&#8221; dei programmi e allo stile non gridato dei conduttori.</p>
<p>Il canale è prodotto da Discovery Networks Western Europe, società che negli anni ha saputo affiancare all&#8217;ingombrante Discovery Channel una serie di contenuti specifici per ogni piattaforma, vista la presenza su Sky e Mediaset Premium oltre che sul DTT. Proprio quest&#8217;ultima piattaforma sembra costituire la sfida più difficile, vista l&#8217;assenza di abbonamenti e la necessità di vendere pubblicità.</p>
<p>La nuova risposta, che nei piani dell&#8217;emittente dovrebbe costituire l&#8217;alternativa maschile al più femminile Real Time, è <a title="L'articolo 'Dmax: al via oggi il nuovo canale di Discovery gratis sul digitale terrestre' di Loris Zanini" href="http://www.dtti.it/novita-canali-tv/dmax-al-via-oggi-il-nuovo-canale-di-discovery-gratis-sul-digitale-terrestre-9673/" target="_blank">Dmax, lanciato qualche giorno fa</a> con una programmazione interamente basata sulla library internazionale di Discovery, con particolare attenzione a motori, catastrofi naturali, crime e altre amenità che i produttori ritengono adatte al pubblico maschile adulto, over-30.</p>
<p><a href="http://www.dtti.it/novita-canali-tv/dmax-al-via-oggi-il-nuovo-canale-di-discovery-gratis-sul-digitale-terrestre-9673/" target="_blank"><img src="http://www.commeurope.com/images/programmazione_dmax.png" alt="Un assaggio della programmazione iniziale di Dmax in Italia" width="394" height="600" border="0" /></a></p>
<p>La scelta dei contenuti è raccapricciante, in tutti i sensi. Gli uomini vengono immaginati come spettatori perversi di tutto ciò che è borderline, esplosioni violente od omicidi seriali poco importa. Una scelta che stride profondamente coi toni pacati di Real Time, che contrariamente alle aspettative dei produttori ha coinvolto negli anni un pubblico maschile evidentemente meno maniaco.</p>
<p>Si dirà che l&#8217;altro canale espressamente dedicato allo stesso target, Italia2, presenti spesso contenuti simili, siano essi monster truck o documentari estremi. Eppure, la programmazione della rete Mediaset sembra più equilibrata, con cartoni, videoclip e programmi comici a intramezzare gare di wrestling e film dell&#8217;orrore. Su Dmax invece non ci sarà nulla di tutto ciò, solo tensione a go go.</p>
<p>Ci sono alternative più sobrie, quali Rai5, che però falliscono nel coinvolgimento dell&#8217;utente e spesso si risolvono in un approccio opposto, troppo sonnolento e poco attento al contemporaneo. In qualche modo, per ora sembrano migliori i canali &#8220;femminili&#8221; quali La5 o La7d o appunto Real Time; nessuno sembra aver trovato il giusto mix che equilibri divertimento e interessi per gli uomini.</p>
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		<title>Gli effetti di CSI sulla vita reale</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 19:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#39;Europa ha accolto con notevole entusiasmo l&#39;ondata di produzioni televisive che, da una decina di anni, hanno invaso le televisioni di tutto il mondo: da CSI in poi, un numero imprecisato di telefilm ispirati al mondo della medicina forense ha costituito probabilmente il principale filone di fiction di questi anni. Non a caso, il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#39;Europa ha accolto con notevole entusiasmo l&#39;ondata di produzioni televisive che, da una decina di anni, hanno invaso le televisioni di tutto il mondo: da <em>CSI</em> in poi, un numero imprecisato di telefilm ispirati al mondo della medicina forense ha costituito probabilmente il principale filone di fiction di questi anni. Non a caso, il primo impatto di questo successo globale è stato l&#39;avvio di produzioni europee dello stesso tipo, tanto per amplificare ulteriormente il fenomeno.</p>
<p>Ma gli effetti di queste serie vanno ormai molto al di là dell&#39;entertainment. <em>CSI</em> e le serie figlie/sorelle han cambiato la vita di poliziotti, giudici, medici, avvocati, persino di ladri e assassini. Come un enorme manuale che si dipana di settimana in settimana, lo svolgersi delle puntate del serial statunitense ha insegnato ai criminali come evitare di lasciare tracce, ha reso cool anatomopatologi e coroner, ha illuso i giurati nei processi che la scienza spieghi sempre le scene del crimine.</p>
<p>Gli esperti di comunicazione scientifica parlano ormai di <a title="L'articolo 'La fiction sul banco degli imputati' di Doriana Rodino" target="_blank" href="http://jekyllarchive.sissa.it/index.php?document=742">un vero e proprio &quot;Effetto CSI&quot;</a>, una riedizione moderna del Perry Mason Effect che 50 anni fa ha iniziato a modificare la percezione della giustizia negli Stati Uniti. Oggi i ragazzini amano guardare <a title="L'articolo 'Horror all’ora di cena' del 22 marzo 2011" target="_blank" href="http://www.commeurope.com/2011/03/22/horror-all-ora-di-cena/"><em>CSI</em> all&#39;ora di cena</a>, poi magari sogneranno di diventare bravi consulenti medico-legali come i protagonisti dei telefilm. Sarebbe interessante vedere le loro facce il giorno in cui si troveranno davanti al primo cadavere caldo.</p>
<p>Negli scorsi giorni i giornali di tutto il mondo hanno segnalato l&#39;<a title="L'articolo 'CSI: the Experience, la tv al museo e lo spettatore diventa detective' di Filippo Brunamonti" target="_blank" href="http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/10/10/news/csi_the_experience-22990698/">apertura della mostra CSI: the experience</a> a New York, che permette ai visitatori di simulare le indagini scientifiche post-delitto tipiche della serie televisiva. Sicuramente sarà un successone, come tutto il resto dei prodotti derivati dalla serie madre. La grande curiosità collettiva è invece per gli anni a venire: quanto durerà ancora la &quot;moda&quot;? Nuove serie si affiancheranno o il fenomeno andrà a morire?</p>
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		<title>Sissi reloaded</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 19:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[I dati di ascolto estivi delle principali reti televisive sono proporzionalmente simili a quelli degli altri periodi dell&#8217;anno, ma abbastanza ridicoli in valore assoluto. Gli Italiani scappano dal televisore e d&#8217;altra parte le reti non si sforzano tanto per trattenerli, in un circolo vizioso per cui meno si spende meno spettatori si hanno, così si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I dati di ascolto estivi delle principali reti televisive sono proporzionalmente simili a quelli degli altri periodi dell&#8217;anno, ma abbastanza ridicoli in valore assoluto. Gli Italiani scappano dal televisore e d&#8217;altra parte le reti non si sforzano tanto per trattenerli, in un circolo vizioso per cui meno si spende meno spettatori si hanno, così si spende poco (ad libitum).</p>
<p>Repliche a qualsiasi ora del giorno e della notte, ma finalmente anche qualche film in prima serata. Pochi e vecchi per la maggior parte: capita ad esempio di veder programmate le repliche dei film di Sissi ogni sabato sera su RaiUno e poi prime visioni a notte fonda sullo stesso canale, <a title="L'articolo 'Sissi e le principesse dello share Tornano gli evergreen dell'Auditel' di Benedetta Perilli" href="http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/07/17/news/sissi_regina_dello_share_i_casi_strani_dell_auditel-19238604/" target="_blank">con ovvi successi delle prime</a> a scapito dei pellegrini nottambuli.</p>
<p>PPare che la rete ammiraglia Rai stia modificando anche la programmazione dei sabati successivi, togliendo dal cartellone i tipici film indiani che trasmetteva negli anni precedenti e cercando di mettere più film Sissi-like: sulla principale rete concorrente fioccano le repliche di trasmissioni con Paolo Bonolis e il suo clan, non serve aver troppa fantasia.</p>
<p>Già i cinefili sono costretti a guardare su Rai Movie o Iris repliche frequenti e a distanza di pochi giorni l&#8217;una dall&#8217;altra: almeno dalle due-tre reti principali ci si aspetterebbe un po&#8217; di coraggio in più. Persino programmi di ieri come <em>Giochi senza frontiere/em&gt; sembrano irraggiungibili, persino le peggiori produzioni &#8220;invernali&#8221; di oggi sono un miraggio.</em></p>
<p><a title="L'articolo 'Ora la televisione italiana sta cambiando davvero' del 10 gennaio 2011" href="http://www.commeurope.com/2011/01/10/ora-la-televisione-italiana-sta-cambiando-davvero/" target="_blank">A vincere sono sempre più le reti satellitari/a&gt;, che in queste settimane di caldo asfissiante mantengono una programmazione ai limiti della decenza e riescono ad attrarre chi preferisce o è costretto a rimanere a casa a guardare la TV. Per chi non può permettersele, c&#8217;è Sissi a fare compagnia, come un filmino casalingo di altri tempi, rovinato dall&#8217;uso.</a></p>
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		<title>Il valzer eterno</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 19:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Omnitel e Infostrada erano nate come costole di un&#8217;Olivetti febbricitante, con grandi campagne pubblicitarie e una spinta amichevole da parte delle Società del Gruppo L&#8217;Espresso nel presentarle al grande pubblico come le prime vere alternative ai monopoli del Gruppo Telecom Italia. Esattamente l&#8217;azionista che poi, sotto la guida di Colannino, avrebbe preso a breve la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Omnitel e Infostrada erano nate come costole di un&#8217;Olivetti febbricitante, con grandi campagne pubblicitarie e una spinta amichevole da parte delle Società del Gruppo L&#8217;Espresso nel presentarle al grande pubblico come le prime vere alternative ai monopoli del Gruppo Telecom Italia. Esattamente l&#8217;azionista che poi, sotto la guida di Colannino, avrebbe preso a breve la proprietà di Olivetti e dismesso le società &#8220;in verde&#8221; per ovvi motivi di libera concorrenza.</p>
<p>Nel frattempo, sempre il Gruppo Telecom Italia elaborava <a title="L'articolo 'Le mirabolanti sinergie pubblicitarie (e non?) del Gruppo Telecom Italia' dell'8 aprile 2005" href="http://www.commeurope.com/2005/04/08/le-mirabolanti-sinergie-pubblicitarie-e-non-del-gruppo-telecom-italia/" target="_blank">fantasiose sinergie</a> tra tutte le sue attività, concentrando in Seat Pagine Gialle attività eterogenee come ISP, TV, directory, cancelleria. Il passaggio a Telecom Italia Media aveva permesso di razionalizzare un po&#8217; le attività, tra cui MTV Italia, il cui marchio era arrivato in Italia su Rete A, lo stesso canale che negli anni successivi è stato comprato dal Gruppo L&#8217;Espresso per diventare Deejay TV.</p>
<p>Così come MTV Italia aveva preso il posto di Videomusic, anche l&#8217;altro canale, TMC divenuta poi La7, derivava dall&#8217;acquisizione delle attività dal Gruppo Cecchi Gori. L&#8217;altra attività televisiva di Telecom Italia, Stream, è andata a farsi benedire confluendo in Sky. Con l&#8217;arrivo del satellite prima e del digitale terrestre poi, Telecom Italia Media ha lanciato ulteriori canali, anche se l&#8217;audience complessiva è sempre stata minima rispetto ai grandi gruppi televisivi.</p>
<p>Ora si parla di un possibile ingresso del Gruppo L&#8217;Espresso nel capitale Telecom Italia Media, per realizzare un polo televisivo con tre canali sull&#8217;LCN (La7 è il canale 7 del digitale terrestre, MTV l&#8217;ottavo, Deejay TV il nono), alla pari di Rai e Mediaset (ma si parla di una razionalizzazione con cessione di frequenze a Sky/Cielo), ma soprattutto una nuova squadra di conduttori importanti, per la maggior parte di identità politica simile a quella di De Benedetti.</p>
<p>Sarebbe l&#8217;ennesimo passaggio di un valzer eterno che negli anni ha visto semi-immobili Rai e Mediaset/Mondadori ma ha visto turbinare il resto del mondo editoriale/Telco. Un polo Telecom Italia Media/L&#8217;Espresso/Sky, in tutte le possibili configurazioni alternative, è comunque l&#8217;unico a poter concentrare sufficiente competenze e forza politica per costruire un player significativo in ambito televisivo. Poi l&#8217;audience verrà, qualificatissima o di massa, ma arriverà.</p>
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		<title>Current, LinkedIn e la necessità di un business model autonomo</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 20:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Vita in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[La vicenda della possibile chiusura di Current Italia ha travolto le cronache degli ultimi giorni: lo staff di Al Gore prima è riuscito a innescare il malcontento virale dei blogger, poi ha mandato l&#39;ex Vicepresidente degli Stati Uniti ospite di Annozero, riuscendo a far arrivare la vicenda sui media mainstream, preoccupati per un&#39;eventuale voglia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda della possibile chiusura di Current Italia ha travolto le cronache degli ultimi giorni: lo staff di Al Gore prima è riuscito a innescare il malcontento virale dei blogger, poi ha mandato l&#39;ex Vicepresidente degli Stati Uniti ospite di Annozero, riuscendo a far arrivare la vicenda sui media mainstream, preoccupati per un&#39;eventuale voglia di censura da parte di Sky.</p>
<p>Tutto si è ingarbugliato quando i Manager della piattaforma satellitare hanno tirato fuori gli aspetti economici del rinnovo dell&#39;accordo e i dati di ascolto del canale. I meno avvezzi alle dinamiche della televisione italiana sono rimasti colpiti dai numeri degli ascolti (<a title="L'articolo 'La fine ingloriosa della coda lunga' del 29 novembre 2009" target="_blank" href="http://www.commeurope.com/2009/11/29/la-fine-ingloriosa-della-coda-lunga/">qualche migliaio di spettatori al giorno</a>) e dai numeri delle richieste di Current (qualche milione di Euro).</p>
<p>Nelle stesse ore, negli Stati Uniti l&#39;attenzione era tutta nei confronti di LinkedIn, fino a poco tempo fa social network un po&#39; elitario, oggi azienda da un migliaio di dipendenti che, con una quotazione miliardaria, sembra aver riaperto la gara delle IPO che speravamo di non veder più dai tempi dell&#39;esplosione della bolla delle dot-com, ormai una decina di anni fa.</p>
<p>Due vicende lontane nello spazio, ma accomunate da un problema simile: nessuna delle due iniziative ha un business model sostenibile nel lungo periodo. I programmi pur originali di Current e i servizi ai professionisti di LinkedIn sono sicuramente nicchie dalle grandi potenzialità, ma che ancora basano troppo la propria fortuna sulla speranza di ricavi pubblicitari.</p>
<p>In nessuna delle sue edizioni mondiali Current starebbe in piedi senza i ricavi della pubblicità e i contributi delle piattaforme ospitanti, che in alcuni casi poggiano sugli abbonamenti, o indirettamente sulla pubblicità. LinkedIn prova a vendere qualche account premium, ma di fatto il suo futuro sembra più legato al divenire una piattaforma per le inserzioni dei recruiter.</p>
<p>Sono sicuramente aziende che almeno hanno un fatto un passo avanti rispetto alle loro concorrenti, che di pubblicità vivono al 100%, ma sono troppo in balia delle onde, siano esse quelle del Nasdaq o quelle della News Corporation, per essere davvero autonome. Meritano di avere successo e seguito, ma devono ancora lavorare tanto per ottenere <a title="L'articolo 'Il trade off dei media commerciali è vecchio ma molto attuale' del 16 ottobre 2005" target="_blank" href="http://www.commeurope.com/2005/10/16/il-trade-off-dei-media-commerciali-e-vecchio-ma-molto-attuale/">l&#39;autonomia necessaria</a>.</p>
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		<title>Frequenze da riorganizzare urgentemente</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 21:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli amici che vivono in alcune zone dell&#39;Emilia Romagna per anni hanno visto il TG regionale del Veneto, a causa della configurazione del ripetitore sul Monte Venda (in provincia di Padova). Per molto tempo è stato detto loro che l&#39;arrivo del digitale terrestre avrebbe risolto il problema; così non è stato e per mesi il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli amici che vivono in alcune zone dell&#39;Emilia Romagna per anni hanno visto il TG regionale del Veneto, a causa della configurazione del ripetitore sul Monte Venda (in provincia di Padova). Per molto tempo è stato detto loro che l&#39;arrivo del digitale terrestre avrebbe risolto il problema; così non è stato e per mesi il TG dell&#39;Emilia Romagna è stata ancora un&#39;utopia.</p>
<p>Il caso è diventato rapidamente il più citato da chi ha criticato le modalità di passaggio al digitale terrestre, sottolineando come raramente abbia risolto i problemi pregressi e al contrario ne abbia introdotti di nuovi. Così tutto il mercato ha guardato con curiosità <a title="L'articolo 'Digitale Terrestre: interventi in Emilia Romagna, torna il TGR giusto su RaiTre?' di Gabriele Capasso" target="_blank" href="http://www.tvblog.it/post/24975/digitale-terrestre-interventi-in-emilia-romagna-torna-il-tgr-giusto-su-raitre">alla notizia di qualche giorno fa</a> relativa agli interventi di miglioramento della situazione emiliano-romagnola.</p>
<p>L&#39;attesa degli specialisti è ovviamente che aspetti contingenti di questo tipo vengano rapidamente risolti e <a title="L'articolo 'Frequenze e DTT. Tempi più lunghi per l’asta dei canali 61-69. Ma tempi più brevi per lo switch-off' di Luisa Bamonte" target="_blank" href="http://www.newslinet.it/notizie/frequenze-e-dtt-tempi-piu-lunghi-per-l-asta-dei-canali-61-69-ma-tempi-piu-brevi-per-lo-switc">il più volte annunciato anticipo dello switch-off</a> nelle numerose regioni mancanti possa accelerare la liberazione delle frequenze da tempo destinate, almeno nelle dichiarazioni governative, al potenziamento della banda larga offerta dalle compagnie telefoniche mobile.</p>
<p>Sono in ballo gare da miliardi di Euro, contributi di risarcimento per operatori minori, piani di investimento pluriennali sia nel mondo televisivo che in quello delle telecomunicazioni: i <a title="L'articolo 'Ora la televisione italiana sta cambiando davvero' del 10 gennaio 2011" target="_blank" href="http://www.commeurope.com/2011/01/10/ora-la-televisione-italiana-sta-cambiando-davvero/">palinsesti &quot;digitali&quot; iniziano ad avere un certo successo</a>, ma è necessaria la copertura nazionale per renderli competitivi; sull&#39;altro fronte, le reti LTE scalpitano per diventare realtà in Europa.</p>
<p>Ci saranno sicuramente delle vittime di questa evoluzione nello spettro dell&#39;etere, ma è urgente che questa fase di incertezza termini al più presto. Qualcuno si lamenta delle frequenze tolte alle radio DAB, qualcuno ha paura che sparisca qualche TV locale: l&#39;unica certezza è che solo a valle della redistribuzione delle frequenze almeno gli utenti saranno soddisfatti.</p>
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		<title>Horror all&#8217;ora di cena</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 22:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[A fine 2010 gli amanti dei Subsonica hanno ricevuto in dono Eden: un singolo ipnotico e intrigante, con un video un po&#8217; bizzarro. Un anticipo di quello che poi è stato l&#8217;album omonimo, accompagnato in realtà da un nuovo singolo, Istrice, che parla di rapporti d&#8217;amore difficili, ma ha un video a dir poco inguardabile. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A fine 2010 gli amanti dei Subsonica hanno ricevuto in dono <em>Eden</em>: un singolo ipnotico e intrigante, <a title="Il video 'Eden' dei Subsonica sul tumblelog Pollicinor" href="http://pollicinor.giuseppemazza.it/post/2339620434" target="_blank">con un video un po&#8217; bizzarro</a>. Un anticipo di quello che poi è stato l&#8217;album omonimo, accompagnato in realtà da un nuovo singolo, <em>Istrice</em>, che parla di rapporti d&#8217;amore difficili, ma ha un video a dir poco inguardabile.</p>
<p>Il cortometraggio è stato girato da Cosimo Alemà ed è un horror ambientato per le strade di Torino. Quando i direttori artistici delle televisioni musicali l&#8217;hanno visto, sono caduti dalla sedia e hanno deciso di mandare in onda una versione con le immagini più crude pixellate, solamente di notte, fuori fascia protetta.</p>
<p>Il gruppo torinese <a title="L'articolo 'Il video Istrice non sarà trasmesso durante il giorno' del 18 febbraio 2011" href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150145526965170" target="_blank">si è sfogato su Facebook</a> della censura ricevuta, i critici hanno parlato di un tentativo di alzare un &#8220;caso&#8221; per far parlare, i fans si sono spaccati. Poi è stata prodotta una terza versione del video coi soli componenti del gruppo inquadrati, poi utilizzato da EMI nello spot a supporto del lancio del disco.</p>
<p>Nell&#8217;autodifesa del gruppo, l&#8217;enorme diffusione dei vampiri di Twilight tra i più giovani, le serie televisive a base di autopsie trasmesse da qualche tempo su Italia1 alle 19.30 al posto dei Simpsons, le violenze sui telegiornali e gli altri obbrobri che scorrono sulla televisione italiana generalista e non, senza filtri verso i bimbi.</p>
<p>In questa galleria degli orrori si potrebbero aggiungere spot terribili come quello di Wind con Aldo Giovanni e Giacomo, con tanto di spellamento dal vivo e urla di dolore mischiati a faccine che vorrebbero far ridere. Roba tremenda, che fa distogliere lo sguardo dal televisore ogni volta. Come il video di <em>Istrice</em>.</p>
<p>Forse è un trend, con sfumature diverse e diversi gradi di qualità e di sensibilità. Anche Lady Gaga si è aggiunta alla lista negli ultimi giorni, con un video interpretato da zombies che però è guardabile e ben realizzato (sulla canzone sorvoliamo): tutti saltano sullo stesso carro, ma alla fine sono molto pochi i vincitori.</p>
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		<title>Sanremo 2011 e il trionfo di Luca e Paolo</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 20:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Se l&#8217;anno scorso il Festival di Sanremo era stata una sorta di sintesi politica della situazione culturale italiana, quest&#8217;anno basta scorrere i video su YouTube e Rai.tv per cogliere la sensazione di uno spettacolo piacevole. Il merito per molti va alla direzione artistica di Morandi e Mazza, ma è evidente che lo show ha funzionato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se l&#8217;anno scorso il Festival di Sanremo era stata una sorta di <a title="L'articolo 'Il Festival di Sanremo e i segnali del Paese reale' del 21 febbraio 2010" href="http://www.commeurope.com/2010/02/21/il-festival-di-sanremo-e-i-segnali-del-paese-reale/" target="_blank">sintesi politica della situazione culturale italiana</a>, quest&#8217;anno basta scorrere i video su YouTube e Rai.tv per cogliere la sensazione di uno spettacolo piacevole. Il merito per molti va alla direzione artistica di Morandi e Mazza, ma è evidente che lo show ha funzionato nel complesso. I commenti sugli artisti di sempre quali Pravo o Albano, <a title="L'articolo 'Festival di Sanremo 2009: un parere' del 28 febbraio 2009" href="http://www.lacuccia.org/2009/02/28/festival-di-sanremo-2009-un-parere/" target="_blank">sono i soliti di ogni anno</a>; è vero che ci sono state un po&#8217; di chicche in più come la presenza dei La Crus (o di ciò che ne rimane) o dello stesso trionfante Vecchioni, ma in uno spettacolo da 4-5 ore di televisione per 5 giorni consecutivi non basterebbe portare anche i musicisti più bravi.</p>
<p>La differenza l&#8217;ha fatta così lo spettacolo portato sul palco dai cinque presentatori, che con ruoli diversi e complementari sono riusciti a destreggiarsi tra ospiti imbarazzanti quali De Niro, arroganti come Williams, ingombranti come Benigni. Morandi ha fatto il lavoro sporco, Canalis e Rodriguez sono uscite dallo stereotipo di vallette. E poi ci sono stati Bizzarri e Kessisoglu. I due artisti genovesi, oltre ad aver condotto parti importanti dello show, hanno anche cantato, recitato sketch comici, letto brani di Gramsci e reso omaggio alle esibizioni di vecchie coppie d&#8217;oro dello spettacolo italiano. Sul Web l&#8217;audience delle loro performance supera quella di molti cantanti.</p>
<p>Luca e Paolo sono stati negli anni tra i pochi attori di <a title="L'articolo 'Short-com cotte (e mangiate)' del 30 giugno 2006" href="http://www.commeurope.com/2006/06/30/short-com-cotte-e-mangiate/" target="_blank">successo nelle short-com italiane</a>, hanno scritto e/o interpretato film interessanti e spesso (ma non pedissequamente) divertenti, hanno condotto programmi di culto come <em>Ciro</em> o <em>Le Iene</em>, hanno girato l&#8217;Italia coi loro spettacoli. Solo ora però sembrano ottenere il meritato successo di massa. Molti di noi hanno vissuto il Festival senza televisore o radio, ma partecipando via Web a <a title="Le principali comunità si sono sviluppate su FriendFeed" href="http://friendfeed.com/remo-contro-sanremo" target="_blank">comunità come <em>Remo contro Sanremo</em></a> o commentando su Twitter tutti i passaggi dello spettacolo. Così abbiamo saputo del disastro continuo dei fonici, ma anche delle perle, musicali e non: Luca e Paolo hanno avuto molti feedback positivi.</p>
<p>In questo doppio successo presso la &#8220;massa&#8221; televisiva e presso gli Internettari senza televisore, Bizzarri e Kessisoglu hanno attirato anche numerose critiche, dovute al continuo tentativo di equilibrare la critica sociale e politica durante i propri interventi, spesso sul filo del qualunquismo ma sempre riscattati da piani di lettura magari sofisticati, ma premianti. Il tutto poi ha assunto una luce diversa con lo sfogo finale, almeno all&#8217;apparenza molto istintivo, contro il &#8220;bipartizan a tutti i costi&#8221;. Paolo e (soprattutto) Luca si sono esposti e sono riusciti ad attrarre l&#8217;interesse di un pubblico eterogeneo in un momento di enorme spaccatura sociale. Massimo rispetto per due bravi artisti.</p>
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		<title>Le molte vite di Daniel McVicar</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 20:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando negli anni Novanta Beautiful era riuscita a diventare un fenomeno di costume da prima serata, persino noi (ai tempi) ragazzini maschi conoscevamo volti e principali caratteristiche dei personaggi principali: Ridge, Brooke e tutti gli altri erano stati accolti nella nostra cultura popolare come veri e propri eroi di un nuovo tipo di narrazione, lontanissima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando negli anni Novanta <em>Beautiful</em> era riuscita a diventare un fenomeno di costume da prima serata, persino noi (ai tempi) ragazzini maschi conoscevamo volti e principali caratteristiche dei personaggi principali: Ridge, Brooke e tutti gli altri erano stati accolti nella nostra cultura popolare come veri e propri eroi di un nuovo tipo di narrazione, lontanissima dalle serie TV all&#8217;italiana, ma anche dalle telenovelas brasilane.</p>
<p>Tra i personaggi che avevano incuriosito di più i non-appassionati, sicuramente spiccava tale Clarke Garrison, un tipo un po&#8217; losco ma che faceva sorridere le sciure grazie ai siparietti con una buffa signora coi capelli rossi. Il personaggio, allora e per molti lustri successivi, era interpretato da Daniel McVicar, uomo di bell&#8217;aspetto apparso nella serie a meno di 30 anni e oggi cinquantenne, invecchiato come il resto del cast.</p>
<p>Fin qui la storia potrebbe essere quella di tutti i personaggi (e dei relativi attori) della fortunata serie statunitense. La vita di Daniel McVicar cambia infatti pochissimi anni fa: nel 2006 apre un Vlog e inizia a dimostrare una certa predisposizione a coniugare entertainment, produzione televisiva e conoscenza del mondo digitale. Questa esperienza sfocia in un&#8217;attività imprenditoriale, Magmawave, con sede a Los Angeles.</p>
<p>Per ovvi motivi, i nuovi fan &#8220;digitali&#8221; di Daniel sono molto diversi da quelli della sua esperienza storica nella soap opera. L&#8217;attore però è intraprendente e poiché ormai la sua partecipazione a <em>Beautiful</em> sta esaurendosi, nel 2007 capisce che è il momento di capitalizzare quell&#8217;esperienza sul target di riferimento prima che venga dimenticato, partecipando a <em>Notti sul ghiaccio 2</em>, in Italia. <a title="L'articolo 'Notti sul Ghiaccio 2 - i concorrenti' del 17 febbraio 2007" href="http://www.tvblog.it/post/4463/notti-sul-ghiaccio-2-i-concorrenti" target="_blank">Scriveva allora Lord Lucas</a>:</p>
<blockquote><p>«DANIEL MCVICAR (48 anni), attore, è il Clarke di &#8220;Beautiful&#8221;. &#8220;Mi sono fatto un provino da solo a Los Angeles e l’ho spedito via Internet. Non so pattinare, ma ho colto la sfida perché è uno show elegante&#8221;. La sua partner è Virginia De Agostini. Nome in codice: Trichecone.»</p></blockquote>
<p>Quell&#8217;esperienza cambia profondamente la vita dell&#8217;attore. Si innamora della sua istruttrice di pattinaggio e si trasferisce in Italia, portando qui anche la sua attività professionale. Magmawave inizia così a lavorare a Torino, sempre con un baricentro forte nel suo fondatore e la tendenza virtuosa a mescolare tipi di media diversi per pubblici diversi. Daniel McVicar insomma si smarca definitivamente da Clarke Garrison.</p>
<p>Di lui non si hanno grandi notizie negli ultimi anni: diventa un imprenditore della comunicazione come altri, con qualche puntata nel mondo di TV e cinema. Ricompare sui giornali a inizio 2011, quando annuncia con grande dolore la scomparsa del giovane figlio per un incidente in auto a Los Angeles. Poi, pochi giorni dopo, una notizia di segno completamente opposto: farà parte del cast dell&#8217;imminente <em>Isola dei famosi</em>.</p>
<p>Non è difficile immaginare che, se Daniel riuscirà a superare il dramma familiare e mostrare il suo carattere duro ma affascinante, potrà ricostruirsi un nuovo ruolo nell&#8217;immaginario delle spettatrici del reality show. Questo ovviamente avrà ripercussioni positive sulla sua carriera, magari con l&#8217;avvio dell&#8217;ennesima vita, con un nuovo risvolto del suo mestiere di comunicatore a tutto tondo. In bocca al lupo, Mr. McVicar.</p>
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