25 Giugno 2008

Blog - Commenti = Più tempo libero

La notizia del giorno sul Web italiano non è il compleanno del tumblelog Pollicinor (ci mancherebbe), quando il cambio radicale, in termini di piattaforma tecnologica ma soprattutto di modalità di gestione e di interfaccia, di Wittgenstein, il blog di Luca Sofri. Anche chi non fosse un fan del geniale filosofo austriaco non dovrebbe far fatica a riconoscere l’alta qualità dei post del giornalista televisivo: si tratta tipicamente di uno dei blog in cima alle classifiche nostrane stile BlogBabel e, una volta tanto, non è difficile domandarsi il perché.

La peculiarità di Wittgenstein, per chi non lo conoscesse, è l’essere uno dei pochi blog italiani (sicuramente il più noto) senza commenti abilitati. I suoi lettori più affezionati, nel tempo, si sono dovuti auto-organizzare: Mr. Oz ha fondato Commenstein, sitarello poco frequentato ma utile per capire cosa pensano i lettori del sito originale dei vari temi messi in gioco sul blog originale. Su questa iniziativa sono frequenti le leggende metropolitane: c’è chi spergiura che Sofri sia un lettore assiduo e chi sostiene che non voglia nemmeno sentir nominare il fratello minore.

La notiziona, ovviamente, ha ricevuto ampia eco sugli altri principali blog italiani. Le righe sino ad ora più commentate sembrerebbero quelle di Mantellini, con tanto di riavvio di una discussione basata sulle domande preferite dai blogger di tutto il mondo: “Cos’è un blog? Può definirsi blog un insieme di articoli senza ammenicoli quali trackback e commenti?”… Molti non si capacitano, infatti, della scelta di Sofri (confermata col nuovo template) di non raccogliere i commenti dei propri lettori: Wittgenstein viene spesso “declassato” a tumblelog, quando basterebbe rendersi conto che si tratta semplicemente di un blog “prima maniera”.

Per un vip come Sofri, non aprire i commenti vuol dire risparmiare tempo e problemi. Vuol dire evitare diffide per sciocchezze scritte da qualcuno nei commenti, ma soprattutto risparmiare l’immensa quantità di tempo necessaria per leggerli, spulciarli e moderarli. Sofri non raccoglierebbe le migliaia di commenti di Beppe Grillo o le centinaia di Gigi Buffon, ma si ritroverebbe nel circolo (vizioso o virtuoso?) dello “Scrivo un post, ricevo i commenti, scrivo un post sui commenti, ricevo nuovi commenti”, abitudine su cui da un lato personaggi come Zoro hanno fondato il proprio successo, ma rispetto alla quale figure più celebri come Linus continuano a incespicare abitualmente.

Pur continuando a domandarci dove i blogger trovino il tempo necessario per dispensare perle di saggezze kilometriche più volte al giorno, probabilmente non dovremmo sorprenderci del fatto che anche i più appassionati ormai preferiscano distribuire i propri pensieri attraverso Twitter e similari o appunto tramite tumblelog. C’è un patto diverso col lettore: io condivido con te i miei pensieri, ma non sono obbligato a leggere cosa tu possa pensarne, come avviene abitualmente coi blog. Un accordo tacito che probabilmente suonerà molto meno democratico rispetto ai blog “tradizionali” ma che, comunque, è un puro sollievo per chi nella vita fa anche altro oltre a bloggare.

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    21 Giugno 2007

    Informazioni sparse in posti inaspettati in momenti improbabili

    La storia del blogging secondo Mashable.comSi era già meditato, qualche settimana fa, sul fatto che strumenti come Twitter e Tumblelog riassumino passato remoto e futuro prossimo del blogging. Le ampie possibilità di alimentazione (Web, SMS, Wap, Instant messenger e così via) da un lato ed il minor “impegno” necessario per aggiornare questo tipo di strumenti rispetto ai blog più tradizionali o alle piattaforme multimediali, fanno sì che sia facile immaginare nuove mirabolanti spazi di crescita. Molto apprezzabile, in tal senso, la presentazione di Jyri Engeström sull’evoluzione di Jaiku e dei suoi fratelli.

    Persino aziende come Apple (più formale) o Technorati (più sbracati), utilizzano Twitter come strumento per comunicare informazioni e notizie utili ai propri clienti. La febbre, ormai, è esplosa anche in Italia. Ciò fa sì che si stia riproducendo anche nei nostri lidi quanto già visto all’estero: informazioni interessanti che prima venivano pubblicate nei blog ora vengono disseminate nei “pensierini” pubblicati come “status”, a qualsiasi ora, da cinguettatori italiani di varia natura. Qualche esempio?

    Riflessioni

    «Pensa che in italia i nuovi media hanno più esperti che utenti» [10 giugno 2007, 10.49, da Gianluca Diegoli]

    «dopo attenta analisi, posso dividere i twitterers in “emuli di confuso” e “neo-omosessuali”. almeno col blog qualcuna da limonare si trovava» [20 giugno, 13.14, da Sapo]

    «si discute delle metriche per il web 2.0, page view is dead, what’s next? nobody’s knows.» [4 giugno 2007, 16.23, da Mafe]

    «gli verrebbe da dire che la stagione dei convegni 2.0 ha un po’ rotto l’anima» [15 giugno 2007, 23.12, da Massimo Mantellini]

    Citazioni

    «”Il vero spettacolo di qs mondo è la gente e per di più non si paga il biglietto” (Bukowsky)» [17 maggio 2007, 23.32, da Lele Dainesi]

    «”Internet is good because mankind is good” Esther Dyson, verbatim» [5 giugno 2007, 11.56, da Vanz]

    Segnalazioni di propri contributi

    «My two cents about feeds and spam: http://www.kurai.eu/262/feed-feed-feed/» [12 giugno 2007, 11.12, da Federico Fasce]

    «Lo segnalerei sul blog, ma è morto: “Da Gutemberg ad aNobii“» [14 giugno 2007, 11.37, da Giuseppe Granieri]

    «pubblica la sua wish list dei 35 anni http://www.wishlistr.com/axell» [13 giugno 2007, 12.09, da Axell]

    Links

    «http://tv-links.co.uk/ è una figata pazzesca» [19 giugno 2007, 22.16, da Gaspar Torriero]

    «partecipate al prossimo BarCamp: http://www.barcamp.org/CampSant» [14 giugno 2007, 12.45, Andrea Beggi]

    «http://www.teenager.somedia.it serviva davvero?» [11 giugno 2007, 16.24, da dottorgioia]

    Notizie

    «Ikea aprirà 21 pdv in Italia in sette anni» [12 giugno 2007, 21.36, da Alberico Tremigliozzi]

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