25 Febbraio 2004

Nostalgia di Arlecchino

Mentre a Nizza i simpatici francesi fanno i milioni col carnevale, in Italia ci si dispera per i risultati dell’indagine dell’elusiva Eta Meta Research (chi è mai riuscito a rintracciarne il sito?), che ci informa del fatto che meno di un bambino su dieci sa chi è Arlecchino ed uno su venti è convinto che Pulcinella sia un testimonial delle mozzarelle.

Secondo alcuni quotidiani on line, la colpa è della televisione. D’altra parte, se si sostiene che ora i bambini si vestono da Carabiniere perché una serie televisiva ha interessato questo lavoro, è facile trarre conclusioni del tipo che ci dobbiamo attendere un boom nelle partecipazioni alle selezioni per l’Arma da qui a qualche anno. Speriamo facciano anche un serial sulla ricerca scientifica, magari otterremo anche buoni candidati ai dottorati…

Tanto per aggiungere un po’ di informazioni fondamentali per il nostro vivere quotidiano, Panorama ci informa anche di un ulteriore sondaggio carnevalesco, stavolta realizzato da Coldiretti: i bambini vedrebbero il Carnevale come festa tradizionale, ma solo in quanto portatrice di bontà culinarie locali. Il comunicato stampa sull’indagine Dimmi come Mangi ti dirò come cresci si conclude con una lista di dolci tipici regionali: ma una volta la Coldiretti non si occupava di agricoltura?

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    10 Gennaio 2004

    Guadagnare sul Carnevale

    In questi giorni i cittadini di Nizza sfogliano la brochure del Carnevale cittadino, la cui edizione 2004 è ormai prossima. Evento molto interessante, per almeno due motivi:

    • perché evidentemente i nizzardi riescono a vendere bene le proprie creazioni;
    • perché evidentemente gli italiani non ci riescono.

    Il logo di Nice CarnavalLa visita al sito ufficiale (consigliata la versione in Flash, evidentemente) è utile a capire meglio: per accedere alle manifestazioni in programma, è necessario pagare. Dieci Euro per il biglietto popolare, venti Euro per quello “top”, in tribuna numerata, cinque per accedere al Giardino delle meraviglie.

    Come si fa a far pagare uno spettacolo che si svolge per le strade cittadine? Semplice: chiudendo tutto il centro, con barricate. Così, per accedere alla Promenade des Anglais (il lungomare su cui si svolgono le sfilate) o a Place Masséna (la piazza principale della città, in cui si svolgono gli altri eventi), bisogna accedere agli appositi botteghini. Impressionante, a guardarlo dall’esterno… Ed i lavori sono iniziati mentre in Italia si festeggiava l’Epifania, praticamente appena finiti i festeggiamenti per Capodanno.

    Ma l’Ufficio del Turismo e dei Congressi di Nizza non si ferma a contribuire all’organizzazione dell’evento: propone pacchetti completi con albergo a 2 stelle, sino a pacchetti da 4 stelle. E sono differenziati: i primi vanno da 165 a 330 Euro, i secondi da 215 a 1.103 Euro.

    Cosa dovrebbero imparare gli italiani (senza far nomi: Venezia, Viareggio, Cento)? Che è possibile trovare un equilibrio: magari non arrivare agli eccessi nizzardi, ma che un turista qualcosa deve lasciare, in una città. Soldi, possibilmente.

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