21 Aprile 2004

Le sventure di Google arrivano in Europa

Avevamo già parlato molti mesi fa dei rumors sull’incipiente arrivo di Google nel mercato della posta elettronica. Ed è avvenuto: il primo aprile ci hanno stupito ancora una volta con i dettagli dell’operazione

Da lì in poi, però, è iniziato un calvario impressionante. La stessa azienda che appena pochi mesi fa aveva vinto il titolo di migliore brand 2003 imponendosi su marchi come Apple, Coca Cola, Samsung, proprio quella che da sempre riceve entusiastici commenti sulla propria immagine chiara ed essenziale, stavolta si è messa in un guaio più grande del previsto, proprio con lo stesso servizio che si sperava aprisse finalmente la strada verso la tanto rinviata quotazione in Borsa.

Prima la guerra verso le presunte vessazioni alla privacy aveva preso corpo negli Stati Uniti: Google era corsa ai ripari, mostrandosi disponibile a modificare parzialmente i contenuti della licenza. Negli scorsi giorni, autorevoli personaggi USA come Tim O’Reilly hanno criticato il tormentone. Ora, la fantomatica organizzazione Privacy International si lancia in una diffusa azione di protesta, con tanto di una lettera inoltrata alle autorità delegate in molti paesi Europei.

Il documento è interessante, perché cerca di spiegare nei dettagli cosa può e cosa potrebbe fare GMail. L’unica cosa che forse sfugge all’associazione è che, purtroppo, i concorrenti di Google fanno ben di peggio. Tra spam e pubblicità mirata, forse la seconda è un filino più utile. E tra chi dichiara apertamente le proprie strategie e chi le nasconde nei contratti di sottroscrizione da cliccare on line, forse vince Google, ancora una volta. Chissà se lo studente Sergey Brin, quando lanciò il suo servizio di ricerche con Larry Page, avrebbe lontanamente immaginato tutto questo putiferio…

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    19 Gennaio 2004

    Gli insegnamenti e le e-mail di Google

    Il logo di GoogleQualcuno ricorderà le prime interfacce di Altavista: le montagne, il logo Digital, la casella di ricerca. Probabilmente ricorderà anche l’evoluzione degli anni successivi: una marea di servizi, sino a rendere la semplice apertura della pagina un supplizio. Poi venne Google: interfacce semplici, più che essenziali. Proviamo a guardare Altavista di oggi: cosa vi ricorda?

    Google ha fatto scuola, insomma. Sia agli occhi degli utenti finali, che degli investitori pubblicitari. Ha saputo proporre elegantemente contenuti pubblicitari e diventare un’azienda (molto) redditizia: prossimamente la quotazione in borsa.

    Il prossimo progetto dell’azienda sembra quanto di più tradizionale si possa fare sul Web: sfruttare le e-mail come veicolo promozionale. Tutto ciò, ovviamente, lanciando un proprio servizio di posta. Riuscirà a rivoluzione anche il mondo del webmail? Come reagiranno le varie Hotmail e Yahoo! Mail?

    Nel frattempo, comunque, la fama di Google si allarga a vista d’occhio: prova ne siano le centinaia di domini registrati, dalla compagnia stessa (per preservare il proprio brand) o da concorrenti, per sfruttare i benefici della “parolina magica”. Parolina che ha creato qualche problema ad una nota comunità di ricercatori, CapeScience, creatori di CapeMail, un tempo GoogleMail, utile servizio di ricerca via e-mail.

    Chissà che i Google Labs non ci diano un utile assaggio di cosa il motorone potrà fare con le e-mail. A breve?

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