5 Ottobre 2008

Intelligence in Lifestyle, troppo lungo per essere vero

Scrive Antonio Sofi a proposito dell’uscita di IL - Intelligence in Lifestyle, il nuovo magazine della casa editrice Il Sole 24 Ore dedicato ad un pubblico maschile di fascia alta:

«non mi sembra che in molti abbiano parlato del nuovo magazine mensile del Sole 24 Ore. Chissà forse è colpa anche del nome complicatissimo da cercare su Internet: IL (Intelligence in Lifestyle). Il primo numero a me è piaciuto: si legge con piacere, ha pagine ben costruite, con belle fotografie (straordinarie per esempio quelle del reportage di Marco Beck Peccoz, quel biliardino sulla piattaforma…) e rubriche che funzionano (”Luoghi non paralleli” per esempio). Con le storie e gli incontri più o meno tradizionali messi a sandwich tra due pancarrè global (Report e Agenda).»

Commenti forse ancora più positivi a casa di Fabrizio Verrocchi

«Nonostante sia una sorta di XL per ometti cresciuti, con un rapporto pubblicità/contenuti forse anche peggiore, gli articoli scorrono via piacevoli alla lettura. Anche quelli meno ben scritti vengono aiutati da un impatto visivo decisamente fludio, minimale senza essere scialbo, elegante senza apparire snob. Insomma, per quanto riguarda la grafica e - a tratti - la scelta degli articoli, è indubbiamente un bel lavoro. Pur non essendo mai stato un lettore di riviste simili (ho abbandonato XL dopo i primi numeri e ne compro uno ogni tanto, pentendomene sempre) sono convinto che al momento non ce ne siano di altrettanto ben fatte in giro, almeno per quanto riguarda l’Italia.»

Un po’ troppo enfatici, invece, i toni della presentazione ufficiale, a cura di Walter Mariotti.

«Pensato come supplemento maschile del giornale, IL s’iscrive nella linea di sviluppo editoriale della casa editrice, varata con Ventiquattro e proseguita con le felici esperienze di House 24 e de I Viaggi del Sole. Come gli altri mezzi, anche IL vuole contribuire ad ampliare gli orizzonti culturali ed esistenziali del lettore del Sole, proponendosi come un giornale capace di compiere una piccola, grande svolta editoriale: innovare il segmento delle passioni declinando l’alfabeto dell’uomo contemporaneo in un approccio giornalistico di standing superiore.» 

E ancora…

«Proprio come il lettore del Sole, anche il lettore di IL appartiene a un’élite. Di spirito e pensiero, però, prima ancora che di censo e frequentazioni. È un protagonista della tradizione, certo, ma caratterizzato da un’innata propensione al rischio, al cambiamento, che gli permette di anticipare la realtà. Sempre all’avanguardia dell’economia, della finanza, delle professioni, non può che trovarsi all’avanguardia delle idee, dello status, dei consumi culturali e materiali.»

Un commento anche su .commEurope? Bel prodotto editoriale, ma incapace di giungere al target di elezione. Non è credibile l’idea che un professionista dai tratti descritti sopra possa muoia la voglia di aspettare un mese per ricordarsi di acquistare ilsuomensilepreferitissssimo, ma soprattutto che riesca a dedicargli il tempo infinito necessario anche solo a scorrere le oltre 300 pagine, o almeno guardare le pubblicità.

Il primo numero di IL ha una bella grafica e una bella impostazione generale, sebbene pecchi spesso di banalità nel cercare di essere originale (es. non tutti i brani musicali segnalati sono all’altezza/hanno una correlazione con l’articolo in cui sono citati). Si tratta di un bell’esperimento, che però rischia di soccombere sotto l’eccessiva attesa di cui è rivestito: forse sarebbe bastato un (leggero) allegato al quotidiano, forse sarebbe bastato rieditare Ventiquattro.

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