15 Marzo 2004

Microsoft: vittima o carnefice?

I governanti europei hanno approvato all’unanimità l’idea del commissario Europeo per la concorrenza di sanzioni milionarie per Microsoft, colpevole di aver abusato della propria posizione dominante nel campo dei lettori multimediali con la tecnologia Windows Media ed in particolare col Player. La storia si ripete: stavolta è Real a lamentarsi. Qualche anno fa il tormentone era stato quello dell’agonizzante Netscape, ex monopolista travolto dallo sviluppo di Microsoft Internet Explorer.

Non è difficile immaginare che la prossima sfida la lanceranno i produttori di instant messenger, visto che come è avvenuto nei due casi precedenti, Microsoft ha proposto MSN Messenger ed ha spazzato la concorrenza, imponendolo come standard mondiale: nulla hanno potuto fare attori pur storici del mercato come ICQ.

Come se non bastasse, negli scorsi giorni è stata avviata l’ennesima vicenda giudiziaria oltreoceano: cittadini ed aziende del Minnesota hanno avviato la prima mozione collettiva contro la società, stavolta colpevole di posizione dominante con Office.

Le notizie giudiziarie non bastano? No: Microsoft ha anche lanciato l’ennesima invettiva contro Lindows, non gradendo molto l’iniziativa Lin—ws.com.

Riusciremo mai ad ascoltare notizie che hanno a che fare con la tecnologia, non con i giudici e le autorità antitrust?

Qualcuna c’è: proprio oggi il gigante ha mostrato un gigantesco progetto pseudo-open source: sono ormai oltre un milione i membri della comunità che hanno avuto accesso ai codici sorgenti dei prodotti Microsoft.

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    19 Febbraio 2004

    Lin—s o Lindows?

    I cittadini di Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svezia sono invitati a partecipare al gioco disponibile sul sito Lin—s.com: si tratta del classico “Impiccato”. Stranamente, le uniche lettere che mancano ancora da scegliere sono la D, la O, la W. Verrebbe quasi il dubbio che, visto il logo, ci sia simile qualcosa di simile a Lindows.com.

    Avevamo già parlato un paio di settimane fa della scelta di Lindows di sfruttare la potenza del P2P per autopropagarsi, ma anche dei suoi problemi con la giustizia. Se Microsoft continua a vincere battaglie contro il sistema operativo Linux-based di Robertson, la scelta di chiamarsi LinDash ha in sé un briciolo di perfidia che vince sul piano dell’immagine. Nonostante iniziative come ChoicePC, però, di Lindows si sente parlare ben poco in termini di una reale alternativa ai sistemi operativi più diffusi. Peccato: poteva essere interessante avere delle alternative.

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    5 Febbraio 2004

    Il ritorno di Morpheus e le (solite) nuvole sul P2P

    Il logo di MorpheusTorna alla carica Morpheus, prodotto di StreamCast Networks che per qualche tempo era stato il “gemello scemo” di KaZaA, oggi leader incontrastato nel settore dei programmi peer to peer. Lo fa con una versione 4 che, interessante sulla carta (permette infatti un’ampia interoperabilità tra i maggiori network mondiali), è un concentrato di spyware ed adware: i commenti sul Forum di Punto Informatico vanno tutti nella direzione di allertare gli utenti a non scaricare il prodotto. Più complessi i giudizi pubblicati sulle piattaforme che permettono il download: c’è chi si lamenta che il programma gli ha “distrutto” il sistema operativo, costringendolo alla reinstallazione da zero, chi plaude all’innovatività.

    Peccato che proprio Morpheus, nel luglio scorso, aveva dichiarato

    «Morpheus 3.2 è la risposta alle legittime preoccupazioni dei nostri utenti circa l’invasione della loro privacy. Sebbene noi non giustifichiamo la violazione del copyright, non siamo neppure disposti a passare sopra il bersagliamento dei nostri utenti e l’invasione della loro privacy»,

    come è ancora possibile leggere nell’archivio di Punto Informatico.

    La stessa rivista elettronica, qualche giorno fa, informava dell’iniziativa del consorzio P2P United, l’“associazione di categoria” di alcuni dei maggiori produttori di software P2P statunitensi, di premere sul Congresso USA per essere scagionati dall’idea di favorire la diffusione di contenuti pedopornografci. Un modo per togliersi dalle scarpe almeno un sassolino, rispetto alle continue lotte legali che accompagnano la crescita del P2P.

    Le lotte sono arrivate ad esiti paradossali: KaZaA porterà in giudizio RIAA e MPAA per violazione dei propri copyright… (!) Un altro protagonista di ripetute disavventure legali, il Michael Robertson CEO di Lindows, ha nel frattempo lanciato una versione gratuita del proprio sistema operativo attraverso i vari sistemi P2P. Un modo di superare le controversie legali che l’hanno visto soccombere in molti stati europei…

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