26 Aprile 2008

Saluti da Nizza

Un tempo si mandavano le cartoline agli amici, ora si passa un week-end lontano da casa e si scrive un post. Così, senza particolare motivazione, se non aggiornare gli amici di come vanno le cose dall’altra parte del confine di Ventimiglia: in questo caso, di cosa succede a Nizza, città già apparsa in passato su .commEurope se non altro per motivi affettivi, visto che si tratta della città in cui questo blog è nato. Citata, ad esempio, parlando del famoso Carnevale di Nizza, che è un po’ il simbolo dell’animo “markettaro” della perla delle Alpi Marittime, che sa vendere sé stessa e le sue iniziative, le sue spiagge e le sue attività culturali.

Nizza è un posto in cui è piacevole tornare in ogni periodo dell’anno, con motivi e modalità diversi: l’Ufficio del Turismo continua a lavorare in maniera sinergica con le Istituzioni locali, attraendo flussi consistenti e motivati. Le Istituzioni stesse, a loro volta, riescono ad utilizzare questa leva per un’ampia politica di marketing territoriale volta ad attrarre investitori. Nizza è il secondo aeroporto francese e questo ne fa una meta insostituibile per tutte le principali linee aeree internazionali, ma è contemporaneamente facile arrivarvi anche con le compagnie low cost e con i mezzi terrestri.

L’effetto di questo circolo virtuoso tra attrazioni turistiche, mezzi di trasporto e accoglienza di buon livello è consistito nella possibilità di avere due città integrate e coesistenti sullo stesso territorio: una, a vocazione profondamente turistica, è una specie di Rimini con spiagge libere e mare trasparente; l’altra, è una delle capitali economiche del Paese, con la presenza sul territorio di aziende importanti (anche grazie al vicino distretto tecnologico di Sophia Antipolis) e business school prestigiose. Due città che in realtà sono una sola proprio grazie alla loro integrazione intelligente e naturale.

Oggi a Nizza tutti i marchi importanti del Retail e della GDO vogliono avere una vetrina: è facile trovare sulla stessa via catene francesi come FNAC e fast food americani come KFC, ma anche filiali di Banche italiane e boutique di alta moda di tutto il mondo. Il risultato di questa ampia presenza commerciale? Un ulteriore contributo al circolo virtuoso di cui si parlava sopra, quello che garantisce alla soleggiata Nizza di continuare a dominare nelle classifiche turistiche europee. Alla faccia delle città liguri, tristi e sconsolate ad appena qualche decina di kilometri.

  • Permalink • Stampa • 2 commenti

    10 Gennaio 2004

    Guadagnare sul Carnevale

    In questi giorni i cittadini di Nizza sfogliano la brochure del Carnevale cittadino, la cui edizione 2004 è ormai prossima. Evento molto interessante, per almeno due motivi:

    • perché evidentemente i nizzardi riescono a vendere bene le proprie creazioni;
    • perché evidentemente gli italiani non ci riescono.

    Il logo di Nice CarnavalLa visita al sito ufficiale (consigliata la versione in Flash, evidentemente) è utile a capire meglio: per accedere alle manifestazioni in programma, è necessario pagare. Dieci Euro per il biglietto popolare, venti Euro per quello “top”, in tribuna numerata, cinque per accedere al Giardino delle meraviglie.

    Come si fa a far pagare uno spettacolo che si svolge per le strade cittadine? Semplice: chiudendo tutto il centro, con barricate. Così, per accedere alla Promenade des Anglais (il lungomare su cui si svolgono le sfilate) o a Place Masséna (la piazza principale della città, in cui si svolgono gli altri eventi), bisogna accedere agli appositi botteghini. Impressionante, a guardarlo dall’esterno… Ed i lavori sono iniziati mentre in Italia si festeggiava l’Epifania, praticamente appena finiti i festeggiamenti per Capodanno.

    Ma l’Ufficio del Turismo e dei Congressi di Nizza non si ferma a contribuire all’organizzazione dell’evento: propone pacchetti completi con albergo a 2 stelle, sino a pacchetti da 4 stelle. E sono differenziati: i primi vanno da 165 a 330 Euro, i secondi da 215 a 1.103 Euro.

    Cosa dovrebbero imparare gli italiani (senza far nomi: Venezia, Viareggio, Cento)? Che è possibile trovare un equilibrio: magari non arrivare agli eccessi nizzardi, ma che un turista qualcosa deve lasciare, in una città. Soldi, possibilmente.

  • Permalink • Stampa • 2 commenti
    Made with WordPress and an easy to customize WordPress theme • Boxed skin by Denis de Bernardy