26 Febbraio 2004

Alla gogna!

La puntuale Adele Chiodi già un annetto fa scriveva un articolo intitolato America stregata dalla gogna elettronica, in cui notava come Punto informatico avesse iniziato a parlare di “gogna elettronica” già dal 1997. Sfogliando gli ultimi articoli sull’argomento apparsi sul quotidiano, si nota una crescita esponenziale: prima si era parlato di Corea e di sacerdoti pedofili a Baltimora, poi del Maine. Oggi il quotidiano elettronico riporta come i gestori del sito del Dipartimento di polizia di San Jose stiano vedendo una netta crescita del traffico grazie alle pagine dedicate ai pedofili.

Ma non sono solo i più beceri crimini di natura sessuale ad ispirare questo uso aggressivo della Rete da parte delle autorità di tutto il Mondo: poche settimane fa lo Stato in miniatura del Rhode Island iniziò a pubblicare sul proprio sito la lista degli evasori fiscali. Decisamente più storico è il caso di Targeting Fraud, il sito che sin dal 2000 raccoglie le segnalazioni dei britannici sui vicini evasori…

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    5 Febbraio 2004

    Il ritorno di Morpheus e le (solite) nuvole sul P2P

    Il logo di MorpheusTorna alla carica Morpheus, prodotto di StreamCast Networks che per qualche tempo era stato il “gemello scemo” di KaZaA, oggi leader incontrastato nel settore dei programmi peer to peer. Lo fa con una versione 4 che, interessante sulla carta (permette infatti un’ampia interoperabilità tra i maggiori network mondiali), è un concentrato di spyware ed adware: i commenti sul Forum di Punto Informatico vanno tutti nella direzione di allertare gli utenti a non scaricare il prodotto. Più complessi i giudizi pubblicati sulle piattaforme che permettono il download: c’è chi si lamenta che il programma gli ha “distrutto” il sistema operativo, costringendolo alla reinstallazione da zero, chi plaude all’innovatività.

    Peccato che proprio Morpheus, nel luglio scorso, aveva dichiarato

    «Morpheus 3.2 è la risposta alle legittime preoccupazioni dei nostri utenti circa l’invasione della loro privacy. Sebbene noi non giustifichiamo la violazione del copyright, non siamo neppure disposti a passare sopra il bersagliamento dei nostri utenti e l’invasione della loro privacy»,

    come è ancora possibile leggere nell’archivio di Punto Informatico.

    La stessa rivista elettronica, qualche giorno fa, informava dell’iniziativa del consorzio P2P United, l’“associazione di categoria” di alcuni dei maggiori produttori di software P2P statunitensi, di premere sul Congresso USA per essere scagionati dall’idea di favorire la diffusione di contenuti pedopornografci. Un modo per togliersi dalle scarpe almeno un sassolino, rispetto alle continue lotte legali che accompagnano la crescita del P2P.

    Le lotte sono arrivate ad esiti paradossali: KaZaA porterà in giudizio RIAA e MPAA per violazione dei propri copyright… (!) Un altro protagonista di ripetute disavventure legali, il Michael Robertson CEO di Lindows, ha nel frattempo lanciato una versione gratuita del proprio sistema operativo attraverso i vari sistemi P2P. Un modo di superare le controversie legali che l’hanno visto soccombere in molti stati europei…

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