Spadroneggia da diversi giorni, su Google News, una notizia che, semplicemente, non è una notizia. Nonostante sia stata diffusa da AdnKronos, Ansa e Reuters, la buona novella di un servizio per gestire blog fotografici non contiene niente di nuovo né in termini di blogosfera, né in termini di diffusione in Italia: Splinder ospita decine di “fotoblog”.
C’è da supporre che i tre studenti veronesi autori della piattaforma Fotolog abbiano saputo gestire meglio di tanti altri i canali dell’informazione: una volta che una “notizia” raggiunge le agenzie, automaticamente viene ripresa da decine di portali, ma anche linkata in Google News e, soprattutto, citata da chissà quanti bloggers.
Massimo Mantellini, ad esempio, ha semplicemente deriso l’idea: tuttavia, probabilmente, quel post (e questo qui, ovviamente), serviranno principalmente ad aumentare la notorietà di Fotolog. Che, in realtà, non è un “blog fotografico”, ma una piattaforma che cerca di vendere gadget personalizzati con tanto di immagini “bloggate”, da sé o da altri. Non così diversamente da tanti altri che, in un modo o nell’altro, sul termine “blog” stanno speculando allegramente…


Adnkronos

Ansa

Fotolog

Google News

Massimo Mantellini

Reuters
Quanti seguono il football americano, in Italia? Pochi, si può immaginare: vero che in Italia esistono siti specializzati, ma appare essere uno sport di nicchia in termini, ad esempio, di ascolti televisivi.
Tutto il mondo, tuttavia, conosce il mito del Super Bowl: un evento che si ripete ogni anno, di questi tempi. Anche chi è a digiuno di sport verrà accompagnato da un vero e proprio turbinio di notizie. I siti in lingua italiana ci fanno riflettere sugli stipendi degli atleti, ci illustrano le misure di sicurezza, spettogalano sul cast musicale (con la clamorosa esclusione degli U2) o mettono in allerta gli scommettitori.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la consueta enfasi sugli investimenti pubblicitari: la Rai sottolinea i costi proibitivi, Reuters sottolinea come la CBS possa permettersi di rifiutare spot milionari, se contrari alla politica dell’azienda. Proprio il broadcaster statunitense lancia l’iniziativa più originale: una “gara” tra i 10 commercial più “memorabili” visti nel SuperBowl. Da non perdere, per gli amanti della storia della pubblicità…


Bono

CBS

NFL

Rai

Reuters

Super Bowl

U2
Un italiano legge Il Corriere della Sera… Apprende così che «Kodak si dedicherà solo al digitale in Occidente», come recita il titolo dell’articolo. Vista così, sembra che ben poca vita rimanga all’idea “tradizionale” del rullino, dello sviluppo, della stampa. Punto Informatico sembra confermare questo scenario, titolando il suo articolo «Kodak: la pellicola è superata».
In realtà, leggendo gli articoli, si capisce che la decisione del colosso statunitense Eastman Kodak Company è ben più modesta: smetterà la vendita di apparecchi delle macchine fotografiche APS, la bufala fotografica degli ultimi anni. Reuters sembra molto più precisa nel commentare la notizia: il titolo è «Fotografia, Kodak sospende produzione di apparecchi Aps» e schematicamente vengono chiarite le decisioni dell’azienda. Verrebbe da dire “viva le agenzie di stampa”, anche perché i principali media europei hanno trattato la vicenda in maniera simile a Corriere.it.
Tanto vale leggere il comunicato ufficiale dell’azienda, allora: le cose cambiano ancora. Come da manuale, gli addetti stampa dell’azienda sottolineano le notizie positive, relegando in posizione marginale quelle di carattere dubbio. La realtà ha più sfaccettature di ciò che può sembrare…


APS

Il Corriere della Sera

Kodak

Punto Informatico

Reuters