Gli italiani hanno una certa simpatia per Tiscali, soprattutto quando si ascoltano le mirabolanti avventure internazionali dell’ISP, cresciuto notevolmente in Europa con acquisizioni chiave come quella di World On Line o quelle avvenute in Francia, Germania, Gran Bretagna. I francesi, probabilmente, riservano altrettanta e maggiore simpatia per Wanadoo, l’operatore Internet del gruppo France Télécom.
La storia è simile: negli ultimi anni Wanadoo si è espanso verso la Spagna, i Paesi Bassi, la Gran Bretagna. La notizia di oggi è che anche Freeserve, storico operatore “free” britannico, assumerà il marchio francese, inconfondibilmente arricchito con quella doppia “oo” che sembra necessaria per sfondare su Internet (vedi Yahoo! o Google…).
Ma le similitudini di Wanadoo con altri operatori europei, sono forse ancora maggiori se si confronta la situazione societaria francese con quella della tedesca T-Online e Telecom Italia Media, titolare di Virgilio e Tin.it. Se in Francia il monopolista ancora controllato dallo Stato ha riassorbito lo spin-off internettaro, ora sembra essere il turno di Deutsche Telekom. Inutile prevedere che presto verrà in mente di fare altrettanto a Telecom Italia.
E le authority antitrust? Non hanno nulla da dire su queste “coagulazioni” di aziende che erano state smembrate per garantire un minimo di concorrenza nei settori del wireline, del mobile, del Web? Sembrano quasi rasserenanti, oggi, le parole che Tronchetti Provera aveva detto poco più di una settimana fa…


Deutsche Telekom

France Télécom

Google

Marco Tronchetti Provera

T Online

Telecom Italia

Telecom Italia Media

Tiscali

Virgilio

Wanadoo

Yahoo
Due comunicati stampa pubblicati in queste ore mostrano l’evoluzione, dopo il tanto discusso scoppio dell’Internet bubble, di due realtà Internettiane italiane: Tiscali e CDB Web Tech. Sulla prima c’è poco da dire: partita in sordina come ISP alternativo italiano, è diventato un gigante europeo che realizza solo il 18% del proprio business nel nostro Paese. La seconda è una più eterogenea realtà, avviata nel 2000 da Carlo de Benedetti e subito quotata in borsa.
Tiscali fa notizia perché il suo fondatore, Renato Soru, rinuncerà alle sue cariche come promesso, dopo la candidatura a Governatore della Sardegna. Un manager di estrazione nordica, Ruud Huisman, prenderà il suo posto, ma ciò che colpisce di più è che l’arrivederci di Soru ha fatto sì che (finalmente?) Tiscali abbia creato una subsidiary espressamente dedicata all’Italia. Strano il destino delle multinazionali casarecce…
Cdb Web Tech, invece, pare aver rispettato una promessa fatta all’atto della quotazione: chiude in utile il suo quarto esercizio e si lancia nelle nanotecnologie. In fatto di risultati economici, negli scorsi giorni Investor-Relations.it aveva pubblicato un’interessante analisi per cui le migliori aziende quotate al Nuovo mercato sono quelle che, considerando tutta la Borsa italiana, hanno i migliori saldi positivi della posizione finanziaria netta.
Alzi la mano chi aveva avuto fiducia nel 2000 ed è riuscita a conservarla sino ad ora.


Carlo De Benedetti

CDB Web Tech

ISP

Renato Soru

Ruud Huisman

Tiscali