28 Dicembre 2007

2007, l’anno dell’esplosione della Rete Sociale

Finisce l’anno 2007 e così anche il quarto anno di vita di .commEurope merita qualche riflessione finale: niente di noioso, però, perché è più tempo di panettoni che di melodrammi. Solo qualche nota a piè di pagina di un anno per riflettere sull’esito dei buoni propositi di inizio anno, ma soprattutto per rendere merito all’unico, vero e prepotente trend visto nel 2007: l’affermazione della Rete Sociale in tutti gli strati della popolazione europea. Una vera e propria rivoluzione nella vita quotidiana di molti di noi, che magari ha colto meno impreparati quelli che tra noi avevano già da tempo intravisto le potenzialità degli strumenti di social networking e di personal publishing, ma che è soprattutto riuscita a conquistare insospettabili soggetti un tempo del tutto impermeabili.

Basti guardare alle statistiche dei nostri blog: su .commEurope, ad esempio, sono frequenti le visite di persone provenienti dalle reti di Barilla, Perfetti, Mediaset, ENI, Unilever, E-Polis, Rai, Basko, Ferrero, SitCom, 3M, Gruppo L’Espresso, Alitalia, Mondadori, Bain, Juventus FC, Reply, Sky Italia, Trenitalia, Autogrill e da un numero imbarazzante di Banche di tutte le dimensioni. Nemmeno a dirlo, si tratta nella maggior parte dei casi delle aziende di cui si è parlato di più su questo blog; nemmeno a dirlo, non è stato affatto infrequente ricevere i contatti da parte dei relativi dipendenti, di volta in volta esaltati, arrabbiati, rivoltosi, incuriositi da quanto scritto in questi post e commentato dai lettori di .commEurope. Inutile anche aggiungere una messe di visite da parte di agenzie pubblicitarie e di PR ed il relativo flusso di proposte di temi “interessanti” (sigh), richieste di rettifica, insulti personali e complimenti interessati.

Ma ovviamente sono state soprattutto le singole persone ad essere protagoniste del successo delle piattaforme di condivisione dei contenuti, sia in ambito aziendale (vedi il successo di TamTamy in Reply), sia presso il grande pubblico (vedi la crescita impressionante di Facebook). Persone variegate, solo parzialmente coincidenti con lo stereotipo del blogger autoreferenziale: se quest’ultimo si è creato i suoi parchi giochi ideali (vedi la febbre adolescenziale di Twitter), i suoi familiari magari si sono lanciati su Flickr, MySpace, YouTube, aNobii, in un’esplosione di gusti personali che diventano interesse pubblico. Un incremento di attenzione collettiva che, però, non sempre ha visto le aziende gestrici di queste piattaforme in grado di reggere a picchi di afflusso e fenomeni esterni: basti scorrere la lista dei piccoli-grandi-disastri 2007 per trovare tra le vittime nomi illustri come Skype, Google, T-Mobile.

Qualunque sia l’esito del riflusso 2.0 nei prossimi mesi, potremo ricordare il 2007 come l’anno in cui la Rete ci ha permesso di conoscere ottime persone ed ottimi professionisti: su [mini]marketing sono citati molti eventi nel post di fine 2007, qui basti citare i Marketing Blog Playoffs 2007 ed i vari barcamp visti e vissuti in giro per l’Italia, come esempi felici di come questo anno di ore passate in Rete siano state, per molti di noi, l’investimento personale e professionale migliore da anni a questa parte. Siamo tutti cresciuti un po’, anche se le strategie di marketing sono rimaste un po’ quelle di sempre, con qualche sprazzo di originalità in più. Buon 2008 a tutti ed a Gianluca, nikink, Pier Luca, Mondoboia, Marco, SuperCopy, Enrico, Massimo, Alberico, Gioia (top utenti .commEurope 2007) in particolare.

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    23 Dicembre 2007

    Twitter, i contenuti a rischio e l’inconfondibile sapore del riflusso

    Gli strali lanciati da Dave Winer a proposito del lungo blackout di Twitter avranno fatto sicuramente del male ai poveri creatori di questa supposta gallina dalle uova d’oro, ma anche a molti degli utilizzatori della piattaforma in questione. Intorno a Twitter si è infatti creata una comunità di utilizzatori che amano il mezzo in modo viscerale, di persone che sino ad ora hanno sempre difeso il loro spacciatore di cinguettii anche durante i momenti di assenza fisiologici, seguendone la crescita fulminea ed aiutandolo a diventare famoso. Queste stesse persone ora rimangono stupite dalla violenza con cui un super-vip del loro club ha gridato che il re è nudo. È così evidente a tutti che è iniziata la fase del riflusso: e se Dave Winer è tra quelli che ha fiutato il vento ed ha cambiato bandiera, vuol dire che il riflusso è ufficiale.

    Basti guardare le critiche forti che ultimamente vengono rivolte a Pownce, sistema imitazione di Twitter prima pompatissimo da alcuni top-blog internazionali e poi lasciato morire tra il disinteresse generale. Allo stesso modo, le critiche a Twitter lasciano il segno, ma in maniera decisamente più amplificata, poiché si tratta della piattaforma originale e non di un’imitazione, si tratta del Blogger del twittering (appunto) e non di una piattaformina locale. Tutti coloro che qualche anno fa hanno vissuto il passaggio di Blogger.com sotto l’egida di Google, sanno che Twitter ora è arrivato allo stesso bivio tipico dei primi della classe: lasciarsi comprare come è avvenuto a Flickr o YouTube e diventare uno standard mondiale, oppure svanire nel nulla a favore del nuovo standard lanciato dal leader di un mercato vicino (vedi il caso MSN Messenger vs. primi IM).

    Le critiche di Dave Winer elevano Twitter al rango di media, rendendo però questa piattaforma elemento debole in paragoni impietosi con mezzi di comunicazione ben più consolidati. Esercizio che rende merito alla pur giovane piattaforma, ma che perde di vista la portata del mezzo: non è corretto caricare un singolo provider di responsabilità superiori allo scope per cui lo stesso è nato. Passi utilizzare Twitter come mezzo col quale raccontare agli amici fatti ed episodi della propria vita quotidiana; passi utilizzarlo per spiare (in senso bonario o meno) quella degli altri; passi il volerlo scegliere come mezzo per promuovere i propri contenuti in Rete (per quanto questo non attirerà di certo le simpatie degli altri cinguettatori); passi l’utilizzarlo in sola lettura come fonte per trovare interessanti spunti quotidiani… Ma Twitter e sistemi analoghi non possono e non devono essere utilizzati per trasmettere informazioni critiche.

    Quando qualche settimana fa si è cercato di far passare la notiziola rimbalzata su Twitter di una grande nube nera a Londra come segno di una presunta censura dei grandi media riguardo ad un “probabile” atto terroristico, proprio l’intervento tranquillizzante dei mezzi tradizionali ha abbassato i toni dell’isteria in partenza, riportandoli sui binari dell’incendio di quartiere. Una lezione che dovrebbe farci riflettere: lasciamo Twitter alla sua dimensione, lasciamo che sia un sistema in crescita naturale e non sovraccarichiamolo di responsabilità ed attese eccessive. Altrimenti il riflusso gli sarà fatale ed a quel punto l’acquisizione da parte del big player arriverà davvero… Ed a quel punto il lavoro dei pionieri che l’hanno creato e seguito in questi primi mesi di vita, sarà stato nullo: rimpiangeranno tutta la vita il non aver venduto al massimo del ciclo di hype.

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    21 Giugno 2007

    Informazioni sparse in posti inaspettati in momenti improbabili

    La storia del blogging secondo Mashable.comSi era già meditato, qualche settimana fa, sul fatto che strumenti come Twitter e Tumblelog riassumino passato remoto e futuro prossimo del blogging. Le ampie possibilità di alimentazione (Web, SMS, Wap, Instant messenger e così via) da un lato ed il minor “impegno” necessario per aggiornare questo tipo di strumenti rispetto ai blog più tradizionali o alle piattaforme multimediali, fanno sì che sia facile immaginare nuove mirabolanti spazi di crescita. Molto apprezzabile, in tal senso, la presentazione di Jyri Engeström sull’evoluzione di Jaiku e dei suoi fratelli.

    Persino aziende come Apple (più formale) o Technorati (più sbracati), utilizzano Twitter come strumento per comunicare informazioni e notizie utili ai propri clienti. La febbre, ormai, è esplosa anche in Italia. Ciò fa sì che si stia riproducendo anche nei nostri lidi quanto già visto all’estero: informazioni interessanti che prima venivano pubblicate nei blog ora vengono disseminate nei “pensierini” pubblicati come “status”, a qualsiasi ora, da cinguettatori italiani di varia natura. Qualche esempio?

    Riflessioni

    «Pensa che in italia i nuovi media hanno più esperti che utenti» [10 giugno 2007, 10.49, da Gianluca Diegoli]

    «dopo attenta analisi, posso dividere i twitterers in “emuli di confuso” e “neo-omosessuali”. almeno col blog qualcuna da limonare si trovava» [20 giugno, 13.14, da Sapo]

    «si discute delle metriche per il web 2.0, page view is dead, what’s next? nobody’s knows.» [4 giugno 2007, 16.23, da Mafe]

    «gli verrebbe da dire che la stagione dei convegni 2.0 ha un po’ rotto l’anima» [15 giugno 2007, 23.12, da Massimo Mantellini]

    Citazioni

    «”Il vero spettacolo di qs mondo è la gente e per di più non si paga il biglietto” (Bukowsky)» [17 maggio 2007, 23.32, da Lele Dainesi]

    «”Internet is good because mankind is good” Esther Dyson, verbatim» [5 giugno 2007, 11.56, da Vanz]

    Segnalazioni di propri contributi

    «My two cents about feeds and spam: http://www.kurai.eu/262/feed-feed-feed/» [12 giugno 2007, 11.12, da Federico Fasce]

    «Lo segnalerei sul blog, ma è morto: “Da Gutemberg ad aNobii“» [14 giugno 2007, 11.37, da Giuseppe Granieri]

    «pubblica la sua wish list dei 35 anni http://www.wishlistr.com/axell» [13 giugno 2007, 12.09, da Axell]

    Links

    «http://tv-links.co.uk/ è una figata pazzesca» [19 giugno 2007, 22.16, da Gaspar Torriero]

    «partecipate al prossimo BarCamp: http://www.barcamp.org/CampSant» [14 giugno 2007, 12.45, Andrea Beggi]

    «http://www.teenager.somedia.it serviva davvero?» [11 giugno 2007, 16.24, da dottorgioia]

    Notizie

    «Ikea aprirà 21 pdv in Italia in sette anni» [12 giugno 2007, 21.36, da Alberico Tremigliozzi]

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