15 Aprile 2004

C’era una volta Tripod…

A metà anni Novanta, chi voleva pubblicare il suo sito gratis sul Web, probabilmente finiva nelle mani di Geocities, oggi uno dei tanti servizi di Yahoo!… In Italia regnava il Freeweb di Aspide, successivamente venduto a Dada. Nel frattempo era cresciuta molto Tripod: lo splendido archivio di Archive.org ci permette di vederne l’(elegante) home page nel 1996.

Tripod sposò Lycos, che a sua volta sposò Terra, l’ambizioso progetto di un portale “ispanico” worldwide. Il polpettone è cresciuto così tanto da aver tirato dentro anche Angelfire, concorrente di Tripod, poi mille altri servizi e servizietti.

Ma cos’è oggi Tripod? Prendiamo il caso italiano: uno dei tanti fornitori di spazi gratuito… Finita l’era in cui il vantaggio competitivo era nell’offrire “ben” 100 Megabyte, contro i 2 - 3 dei concorrenti. Oggi il servizio, in tutta Europa, non si distingue per nulla da tutti i concorrenti.

La gara, ormai, è a chi mette più pubblicità. Nella curiosa vicenda dell’hosting gratuito, la prima onda era stata quella dei banalissimi banner. Poi, in Italia, Francia ed altri paesi europei, la pubblicità era misteriosamente sparita: il vantaggio di pubblicare su Interfree, ad esempio, era quello di non avere messaggi e frame ingombranti. Ora siamo alla fase dei link testuali di Google, su Tripod come su Digiland e così via.

Comprare un dominio, ormai, costa veramente poco. Così chi finisce sui siti italiani ospitati da Tripod non solo si becca degli splendidi pop-up fino a 770*600 pixel (!), ma se curiosa nella lista dei “Tripodiani più esperti” riceve risultati esilaranti

  • Permalink • Stampa • Commenti

    2 Aprile 2004

    Wanadoo ed i suoi gemelli

    Gli italiani hanno una certa simpatia per Tiscali, soprattutto quando si ascoltano le mirabolanti avventure internazionali dell’ISP, cresciuto notevolmente in Europa con acquisizioni chiave come quella di World On Line o quelle avvenute in Francia, Germania, Gran Bretagna. I francesi, probabilmente, riservano altrettanta e maggiore simpatia per Wanadoo, l’operatore Internet del gruppo France Télécom.

    La storia è simile: negli ultimi anni Wanadoo si è espanso verso la Spagna, i Paesi Bassi, la Gran Bretagna. La notizia di oggi è che anche Freeserve, storico operatore “free” britannico, assumerà il marchio francese, inconfondibilmente arricchito con quella doppia “oo” che sembra necessaria per sfondare su Internet (vedi Yahoo! o Google…).

    Ma le similitudini di Wanadoo con altri operatori europei, sono forse ancora maggiori se si confronta la situazione societaria francese con quella della tedesca T-Online e Telecom Italia Media, titolare di Virgilio e Tin.it. Se in Francia il monopolista ancora controllato dallo Stato ha riassorbito lo spin-off internettaro, ora sembra essere il turno di Deutsche Telekom. Inutile prevedere che presto verrà in mente di fare altrettanto a Telecom Italia.

    E le authority antitrust? Non hanno nulla da dire su queste “coagulazioni” di aziende che erano state smembrate per garantire un minimo di concorrenza nei settori del wireline, del mobile, del Web? Sembrano quasi rasserenanti, oggi, le parole che Tronchetti Provera aveva detto poco più di una settimana fa

  • Permalink • Stampa • 1 commento

    19 Gennaio 2004

    Gli insegnamenti e le e-mail di Google

    Il logo di GoogleQualcuno ricorderà le prime interfacce di Altavista: le montagne, il logo Digital, la casella di ricerca. Probabilmente ricorderà anche l’evoluzione degli anni successivi: una marea di servizi, sino a rendere la semplice apertura della pagina un supplizio. Poi venne Google: interfacce semplici, più che essenziali. Proviamo a guardare Altavista di oggi: cosa vi ricorda?

    Google ha fatto scuola, insomma. Sia agli occhi degli utenti finali, che degli investitori pubblicitari. Ha saputo proporre elegantemente contenuti pubblicitari e diventare un’azienda (molto) redditizia: prossimamente la quotazione in borsa.

    Il prossimo progetto dell’azienda sembra quanto di più tradizionale si possa fare sul Web: sfruttare le e-mail come veicolo promozionale. Tutto ciò, ovviamente, lanciando un proprio servizio di posta. Riuscirà a rivoluzione anche il mondo del webmail? Come reagiranno le varie Hotmail e Yahoo! Mail?

    Nel frattempo, comunque, la fama di Google si allarga a vista d’occhio: prova ne siano le centinaia di domini registrati, dalla compagnia stessa (per preservare il proprio brand) o da concorrenti, per sfruttare i benefici della “parolina magica”. Parolina che ha creato qualche problema ad una nota comunità di ricercatori, CapeScience, creatori di CapeMail, un tempo GoogleMail, utile servizio di ricerca via e-mail.

    Chissà che i Google Labs non ci diano un utile assaggio di cosa il motorone potrà fare con le e-mail. A breve?

  • Permalink • Stampa • 2 commenti
    Made with WordPress and the Semiologic theme and CMS • Boxed skin by Denis de Bernardy