23 Dicembre 2007

Twitter, i contenuti a rischio e l’inconfondibile sapore del riflusso

Gli strali lanciati da Dave Winer a proposito del lungo blackout di Twitter avranno fatto sicuramente del male ai poveri creatori di questa supposta gallina dalle uova d’oro, ma anche a molti degli utilizzatori della piattaforma in questione. Intorno a Twitter si è infatti creata una comunità di utilizzatori che amano il mezzo in modo viscerale, di persone che sino ad ora hanno sempre difeso il loro spacciatore di cinguettii anche durante i momenti di assenza fisiologici, seguendone la crescita fulminea ed aiutandolo a diventare famoso. Queste stesse persone ora rimangono stupite dalla violenza con cui un super-vip del loro club ha gridato che il re è nudo. È così evidente a tutti che è iniziata la fase del riflusso: e se Dave Winer è tra quelli che ha fiutato il vento ed ha cambiato bandiera, vuol dire che il riflusso è ufficiale.

Basti guardare le critiche forti che ultimamente vengono rivolte a Pownce, sistema imitazione di Twitter prima pompatissimo da alcuni top-blog internazionali e poi lasciato morire tra il disinteresse generale. Allo stesso modo, le critiche a Twitter lasciano il segno, ma in maniera decisamente più amplificata, poiché si tratta della piattaforma originale e non di un’imitazione, si tratta del Blogger del twittering (appunto) e non di una piattaformina locale. Tutti coloro che qualche anno fa hanno vissuto il passaggio di Blogger.com sotto l’egida di Google, sanno che Twitter ora è arrivato allo stesso bivio tipico dei primi della classe: lasciarsi comprare come è avvenuto a Flickr o YouTube e diventare uno standard mondiale, oppure svanire nel nulla a favore del nuovo standard lanciato dal leader di un mercato vicino (vedi il caso MSN Messenger vs. primi IM).

Le critiche di Dave Winer elevano Twitter al rango di media, rendendo però questa piattaforma elemento debole in paragoni impietosi con mezzi di comunicazione ben più consolidati. Esercizio che rende merito alla pur giovane piattaforma, ma che perde di vista la portata del mezzo: non è corretto caricare un singolo provider di responsabilità superiori allo scope per cui lo stesso è nato. Passi utilizzare Twitter come mezzo col quale raccontare agli amici fatti ed episodi della propria vita quotidiana; passi utilizzarlo per spiare (in senso bonario o meno) quella degli altri; passi il volerlo scegliere come mezzo per promuovere i propri contenuti in Rete (per quanto questo non attirerà di certo le simpatie degli altri cinguettatori); passi l’utilizzarlo in sola lettura come fonte per trovare interessanti spunti quotidiani… Ma Twitter e sistemi analoghi non possono e non devono essere utilizzati per trasmettere informazioni critiche.

Quando qualche settimana fa si è cercato di far passare la notiziola rimbalzata su Twitter di una grande nube nera a Londra come segno di una presunta censura dei grandi media riguardo ad un “probabile” atto terroristico, proprio l’intervento tranquillizzante dei mezzi tradizionali ha abbassato i toni dell’isteria in partenza, riportandoli sui binari dell’incendio di quartiere. Una lezione che dovrebbe farci riflettere: lasciamo Twitter alla sua dimensione, lasciamo che sia un sistema in crescita naturale e non sovraccarichiamolo di responsabilità ed attese eccessive. Altrimenti il riflusso gli sarà fatale ed a quel punto l’acquisizione da parte del big player arriverà davvero… Ed a quel punto il lavoro dei pionieri che l’hanno creato e seguito in questi primi mesi di vita, sarà stato nullo: rimpiangeranno tutta la vita il non aver venduto al massimo del ciclo di hype.

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    10 Agosto 2007

    Un anno di pancakes

    È trascorso un anno da quando James Provan, per gli amici Gir2007, ha pubblicato su YouTube “Pancakes!”: da quel momento il video è stato visualizzato oltre 2,2 milioni di volte. Non è il più visto della storia del celebre sito, tuttavia è stato una pietra miliare nell’esplosione di celebrità che YouTube ha vissuto in questi mesi. Si tratta del primo video che ha avuto risonanza mondiale sui media tradizionali: in pochi giorni, infatti, durante la scorsa estate, l’ipnotizzante musichina ha trascinato il video sui maggiori canali televisivi di lingua anglosassone.

    Quando il Times ha dedicato un articolo al video un paio di settimane dopo la pubblicazione, la canzoncina in questione era già arrivata al 3° posto della classifica musicale israeliana. Nel frattempo, una serie infinita di post (anche riflessioni in italiano sul suo successo) ne ha decretato il primo posto stabile per la chiave di ricerca “pancakes” in Google, contribuendo ulteriormente al successo del filmato e del suo autore. Il quale ormai viene venerato da molti affezionati utenti della piattaforma, che gli dedicano decine di filmati in cui ne imitano lo stile ed i contenuti.

    Gir2007, dopo aver pubblicato diversi altri filmati, ha sancito ufficialmente il suo affetto per la piattaforma con il video “Addicted to YouTube”, realizzato con la raffinata tecnica stop-motion, ottenendo un nuovo successo da 1,6 milioni di contatti. Un caso positivo, insomma, dopo tanti contenuti solo fintamente creati dagli utenti, ma in realtà ripresi da canali televisivi: i contenuti del giovane scozzese vengono apprezzati perché richiedono sforzi immani per essere realizzati (anch’essi documentati in video di backstage) e sono sicuramente più divertenti di molti videoclip musicali mainstream.

    Un anno di pancakes ci ha fatto capire che c’è un’attenzione diffusa e non marginale anche per contenuti non prodotti dalle major (motivo di sviluppo del mercato P2P negli anni a cavallo del cambio di millennio) né porno (eterno driver della tecnologia). Per ora i Gir2007 che hanno successo on line sono giovani e felici di ottenere fama, commenti e stelline: sarebbe interessante capire cosa li gratificherà quando si renderanno conto che le grandi piattaforme passano di mano a cifre miliardarie grazie al loro talento.

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