Viaggi nel tempo promozionali

IBM non ha bisogno di pubblicità: almeno, non più dei concorrenti. Da ormai parecchi anni le campagne sono per la maggior parte istituzionali: negli ultimi anni ha cavalcato il fenomeno e-business, completando l’evoluzione da produttore di hardware a fornitore globale di consulenza, ICT e non.

L’altra strada promozionale è quella delle grandi iniziative scientifiche: non solo attraverso investimenti a spron battuto e talvolta a fondo perduto (almeno in apparenza), ma anche portando avanti la ricerca nel campo dei supercomputer. Oggi Astron, istituzione di ricerca olandese, ha annunciato che utilizzerà una soluzione IBM per portare avanti le proprie ricerche astronomiche. Tanto per fare un po’ di spettacolo, la ricerca su Big Ben e dintorni è stata definita “un viaggio a ritroso nel tempo”: detta così, può interessare almeno una persona su mille.

I dispacci di agenzia ci rendono edotti, con una pedanteria che sa di televendita, dell’impressionante capacità di elaborazione degli oltre 12.000 microprocessori, ben 768 gigabit al secondo, con frasi del tipo

«L’equivalente della quantità di dati che sarebbero creati in un secondo se ogni persona negli Stati Uniti partecipasse a 100 chiamate telefoniche contemporaneamente».

Cosa vorrà mai dire?

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