CDB Web Tech, Tiscali & company

Due comunicati stampa pubblicati in queste ore mostrano l’evoluzione, dopo il tanto discusso scoppio dell’Internet bubble, di due realtà Internettiane italiane: Tiscali e CDB Web Tech. Sulla prima c’è poco da dire: partita in sordina come ISP alternativo italiano, è diventato un gigante europeo che realizza solo il 18% del proprio business nel nostro Paese. La seconda è una più eterogenea realtà, avviata nel 2000 da Carlo de Benedetti e subito quotata in borsa.

Tiscali fa notizia perché il suo fondatore, Renato Soru, rinuncerà alle sue cariche come promesso, dopo la candidatura a Governatore della Sardegna. Un manager di estrazione nordica, Ruud Huisman, prenderà il suo posto, ma ciò che colpisce di più è che l’arrivederci di Soru ha fatto sì che (finalmente?) Tiscali abbia creato una subsidiary espressamente dedicata all’Italia. Strano il destino delle multinazionali casarecce…

Cdb Web Tech, invece, pare aver rispettato una promessa fatta all’atto della quotazione: chiude in utile il suo quarto esercizio e si lancia nelle nanotecnologie. In fatto di risultati economici, negli scorsi giorni Investor-Relations.it aveva pubblicato un’interessante analisi per cui le migliori aziende quotate al Nuovo mercato sono quelle che, considerando tutta la Borsa italiana, hanno i migliori saldi positivi della posizione finanziaria netta.

Alzi la mano chi aveva avuto fiducia nel 2000 ed è riuscita a conservarla sino ad ora.

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