I britannici, gli italiani e le comunità di toothers

Non si parla d’altro, nel mondo virtuale europeo: una serie di articoli sui principali quotidiani (in Italia ha provveduto La Repubblica) ha diffuso presso il grande pubblico la tecnica del toothing, presentato come moda che impera sui mezzi pubblici britannici. L’idea è semplice ma divertente: abbattere l’enorme noia dei viaggi da pendolari attraverso l’invio di messaggi, tramite tecnologia Bluetooth, a cellulari, PDA, notebook delle altre persone presenti nel mezzo. La finalità, però, non è tanto parlottare, ma dedicarsi ad un passatempo decisamente più avvincente: la domanda esplicita, “Toothing?” è un invito a dedicarsi, magari nella toilette, ad atti sessuali.

L’idea, insomma, non è creare una specie di comunità basata su interessi professionali o personali: si tratta di stabilire rapporti uno-ad-uno nel minor tempo possibile, magari inoltrando l’invito all’ingrosso. Qualcuno abboccherà: la noia è forte ed il tempo è tanto. A posteriori, la comunità la si costruisce on line: guidati da tale Toothy Toothing, i toothers scambiano consigli ed esperienze su un forum in lingua inglese. Qui inizia l’aspetto che colpisce di più: la comunità virtuale è diventata rapidamente internazionale, in base allo spazio che i media dei vari paesi hanno offerto al sistema di (diciamo così) abbordaggio tecnologico.

Così si scopre che gli italiani, in un lasso di tempo rapidissimo, hanno letteralmente riempito il forum. Se gli inglesi si dilettano a discutere di “etiquette”, gli italiani si lanciano subito in offerte a dir poco dirette. Allo stesso modo, mano a mano che tutta l’Europa scopre il fenomeno attraverso quotidiani cartacei ed on line, nuovi astanti partecipano alla discussione sul forum che, tra l’altro, in queste ore ha evidenti problemi di sovraccarico. Si tratta di una comunità particolare non solo per il tema dominante, ma anche per come è nata e cresce: del tutto guidata dai media, del tutto in totale evoluzione.

Quando a marzo Wired aveva parlato del fenomeno, le frecciatine andavano verso la “stranezza” degli inglesi: meno di un mese dopo, l’iniziativa sembra ormai interessare tutta l’Europa. I più attenti ai fenomeni della Rete scommettono che sarà una moda passeggera ed al prossimo articolo di costume nascerà una nuova moda ed una nuova comunità. L’esperimento, però, è istruttivo: vedremo cosa succederà quando le tecnologie di social networking permetteranno di condividere qualcosa di più di un’avventura sul treno. A quel punto, i confini tra comunità virtuali e condivisioni dal vivo saranno molto più sfumate di oggi.

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