Lilli ed i vagabondi

Da queste parti non si parla di politica, ma di comunicazione politica qualche volta sì. E visto la vocazione “europea” di .commEurope, le imminenti elezioni europee sono un buono spunto.

Tralasciamo le grandi campagne off line: di manifesti elettorali è piena l’Europa e tutti potrebbero ironizzare su tutto.

Tralasciamo la pubblicità televisiva: quella politica non ha mai dato grandi frutti, né in Italia né nel resto d’Europa.

Tralasciamo pure la massa dei siti istituzionali: tanto sono una riproduzione on line dei volantini off line.

Lilli GruberDiamo un’occhiatina, invece, ad un sito “alternativo”: quello di Lilli Gruber, ad esempio. L’ultima giornalista a salire sul carrozzone dei giornalisti candidati europei, dopo Corrado Augias, Lucio Manisco e mille altri. Così prorompente da aprire il sito con la sua voce da anchorwoman, così rossa (di capelli) da far dimenticare le mille tinte precedenti. C’è persino una sezione “Lavora con Lilli”, probabilmente quella più cliccata dagli under 30 eternamente disoccupati. Peccato che scoprano di dover fare volantinaggio gratis. Quello che lascia perplessi, comunque, è il programma: si spera non scritto da Lilli stessa, vista la scarsa padronanza della punteggiatura. Verrebbero da rimpiangere i collegamenti dall’Iraq.

Tutto sommato, comunque, il sito di Lilli è molto più “sensato” di quello di tanti concorrenti. Più “corretto” dei vagabondi che usano “Silvio Berlusconi” come AdWord su Google. Forse perché, in quanto capolista, la Gruber sa già che sarà eletta: ha meno bisogno di gridare.

2 pensieri su “Lilli ed i vagabondi

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