Etichette controproducenti

Succede che si sia un player così grande nel proprio mercato che nemmeno l’idea di accettare i buoni sconti dei concorrenti basti più per attrarre e fidelizzare i propri clienti. Succede che ci si chiami Tesco e li si voglia convicere che non solo si è i più a buon mercato, ma anche i più “buoni” e basta. Con buona pace di Corporate Watch e dei suoi profili.

Succede, dunque, che si strombazzi a maggio che i propri prodotti verranno etichettati, da settembre, con un semaforino che segnali i prodotti “un po’ dannosetti” per la salute, un’idea che nemmeno la Coop… Succede che arrivi la Food Standards Agency e faccia notare a Tesco che tra i suoi prodotti, di luci rosse dovrebbero essercene molte di più. Succede che Tesco reagisca così,

«Customers don’t want us to remove all foods that might not be healthy but they do want us to provide information and choice so that they can follow a healthier diet if they so wish»,

e guai a dargli torto. Succede che sia una buona lezione di comunicazione aziendale: se fai il furbo e strombazzi ciò che non puoi garantire, qualcuno ti scopre. Succede che si impari anche la risposta: dai la colpa al consumatore.

3 pensieri su “Etichette controproducenti

  1. Beh ti ringrazio per i complimenti. lo faccio qui in casa tua: non ho ancora capito bene di cosa tratta questo blog, è molto vario e non è facile da assimilare… Mi riprometto di leggerlo meglio, un saluto.

  2. Interessante il servizio Confronta prezzi che puoi veder on line su Tesco. Anche la grande distribuzione può fare iniziative di valore on line senza dover “per forza” vendere… Chissà se qualcuno in Italia farà qualcosa di simile.

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