Auguri e business

Le cartoline per gli auguri “virtuali” sono ancora in voga, così tanti anni dopo le loro prime apparizioni sul Web. All’inizio fu BlueMountain, che proponeva delle scarne pagine HTML che, con uso sapiente delle Gif animate, dei file Midi e delle ancore intrapagina davano la sensazione di essere a dir poco multimediali, in un periodo in cui il Web era soprattutto testo nero su sfondi bianchi e non era così dissimile dal Gopher che l’aveva preceduto.

Poi vennero i concorrenti, primo tra tutti Hallmark, che da anni può contare su un vero e proprio impero di buoni sentimenti, veicolati in biglietti cartacei o persino attraverso canali televisivi visti in tutto il mondo. Una partnership vittoriosa fu quella con Yahoo!, che tra i primi link “fissi” della sua Yahoo!Mail inserì proprio quello alle cartoline del gigante degli auguri. Se era arrivata Hallmark, il business doveva esserci!

Peccato che, come al solito, nessuno ha mai capito granché quale dovesse essere, questo business model. Gli unici soldi che giravano sembravano essere quelli delle mega acquisizioni, come quella di Excite@Home su BlueMountain, poi finita in altre mani. I primi siti nascevano anche in Italia, ma tanto per cambiare l’unico tentativo di racimolare qualche cent era quello di inserire qui e lì qualche link pubblicitario: erano pur sempre e-mail indirizzate a destinatari realmente esistenti (almeno a livello di indirizzo). Ciò che è necessario per un po’ di spam leggero, insomma.

Gli ultimi tentativi, negli ultimi anni, sono stati quelli di vendere cartoline sempre più elaborate, solitamente in Flash, lasciando solo qualche teaser a disposizione delle spedizioni gratuite. Come dire: comunicate pure in maniera cool, ma dateci l’obolo. In questi giorni di festa, a sensazione è che la gente continui a comunicare sì con le cartoline virtuali, ma di oboli nemmeno l’ombra. Tra l’altro, l’aveva già scoperto The Industry Standard molti anni fa…

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