Creiamo valore, Ipse dixit

Pare che il Tesoro voglia verificare se la decisione del Consiglio di Amministrazione Enel di acquisire Ipse possa realmente creare valore per gli azionisti dell’azienda energetica e (di fatto) per i cittadini italiani. Bella strategia per cercare di salvarsi le spalle e soprattutto l’immagine pubblica. D’altra parte, c’è già l’H3G di turno che si lamenta

Non è la prima volta che assistiamo a questi balletti per cercare di convincere l’opinione pubblica che sì, può sembrare strano che un’azienda controllata dallo Stato continui a fare shopping di disastri economico – finanziari, ma tant’è, a volte è meglio accettare il male minore. Forse.

La storia di Ipse 2000, come la raccontano i pochi dipendenti superstiti, non è molto esemplare: un’escalation drammatica che segue uno startup a pieno ritmo. Sembra la storia di molti altri fallimenti della bolla speculativa che scoppiò in Europa proprio con la gara – farsa per le licenze UMTS. La differenza principale, però, è che la vicenda di Ipse 2000 coinvolge nomi notevoli dell’economia europea: non solo le italianissime Banca di Roma (poi Capitalia) e Falck, ma anche imprese a vocazione internazionale come Telefonica o Acea Electrabel. Proprio Telefonica, d’altra parte, ha cercato sino alla fine di inglobare il tutto secondo gli schemi aziendali, cercando di ispirarsi a Tim e sognando di diventare la Vodafone dei poveri: con pessimi risultati, ovviamente.

C’era una volta NoiCom, ed ora non c’è più. C’era una volta Blu, ed ora rimane solo come spauracchio per chi vuole investire nel settore della telefonica mobile senza un approccio sensato. C’erano una volta tante altre piccole e grandi aziendine telefoniche, di telecomunicazione, di comunicazione. Di valore per gli azionisti, nemmeno l’ombra. Di clienti ancora meno. E lo Stato, o chi per esso, decideva (e decide) il loro destino secondo un’algebra bizzarra, spesso facendo le orecchie da mercante.

E che mercante.

1 pensiero su “Creiamo valore, Ipse dixit

  1. Io non vedo l’ora che esploda Telecom. Il giorno dopo ci sarà una mezza catastrofe. Vincente da tutto questo, come al solito, uscirà Silvio; quell’uomo se la cava sempre tanto.

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