Basta un’e-mail, basta pagare

Secondo Stanca, mandare una comunicazione allo Stato costa 20 Euro. Con la nuova normativa sulla Posta elettronica certificata, approvata oggi dal Consiglio dei Ministri, il prezzo della comunicazione dovrebbe arrivare a circa 2 Euro. Con tutti i vantaggi, economici e non, che l’uso della posta elettronica comporta.

Vantaggi che, tuttavia, non sono poi così immaginifici: tutta la flessibilità che ha reso l’e-mail prima lo strumento principe nella comunicazione aziendale e poi l’ha travolto per l’eccessiva presenza di virus e spam, si perde definitivamente tra i meandri della burocrazia. È vero, le comunicazioni saranno “protette”, di fatto blindate: ma l’uso quotidiano di questi strumenti è praticamente fuor di luogo. Il vantaggio di uffici pubblici e privati paperless si scontra con l’uso proibitivo del mezzo.

Il Ministero usa più volte la metafora della posta raccomandata, con ricevuta di ritorno: il mezzo più vetusto per comunicare formalmente con enti pubblici, aziende e cittadini, eppure l’unico riconosciuto dalla Normativa. Accettando la metafora, l’e-mail tradizionale sarebbe equiparabile alla posta tradizionale, lo spam alle direct mail non troppo targetizzate che intasano le caselle postali nel meatspace. Il dubbio, allora, è: perché non proporre una via di mezzo, una sorta di posta prioritaria?

Ognuno di noi, soprattutto nella burocratica Europa, ha la necessità di comunicare velocemente anche con istituzioni ed aziende. Ma non sempre, ad esempio, si potrebbe aver voglia di comunicare al proprio capo una giornata di malattia utilizzando i fantasiosi kit proposti dai certificatori, di fatto tutti soggetti riconducibili al mondo bancario, sebbene la fase di sperimentazione aveva visto interagire aziende di tutte le dimensioni, anche private, magari specializzate in e-business e dintorni.

Basterebbe un’e-mail un filo più sicura di quella tradizionale: qualcosa di pagabile pochi centesimi (millesimi, magari) di Euro, ma che di sicuro arrivi al destinatario senza essere scambiata per spam, anche allegando documenti pesanti o eseguibili. Ed invece no, la via europea (soprattutto quella italiana) all’e-mail certificata non ammette vie di mezzo: o un’e-mail gratuita senza nessuna valenza legale, o un pacchetto blindato che, si spera, forse verrà letto da quegli impiegati che, prima, dovrebbero imparare ad utilizzare quella base.

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