La SIAE alla frutta

Già non particolarmente amata (da nessuno), la SIAE è ultimamente al centro di attacchi da tutte le parti. Bisogna ammettere che la Società Italiana degli Autori ed Editori non brilli per trasparenza, ma effettivamente l’odio collettivo nei suoi confronti sta raggiungendo livelli di guardia, con seri rischi per il delicato tema del diritto d’autore in Italia.

Ormai l’organizzazione non viene biasimata più solo dai cittadini comuni: anche le Istituzioni ne diffidano e importanti organizzazioni ne chiedono la riforma. Dopo le insistenti richieste di commissariamento da parte dei Sindacati, ora è il turno dell’Associazione Sistemi e Supporti Multimediali (ASMI), che ha presentato un’azione legale contro la SIAE.

I numeri in gioco sono impressionanti: su un fatturato annuo di circa 700 milioni di Euro, la sconfitta legale con l’ASMI potrebbe provocare un ammanco di 70-80 milioni. Dall’altra parte, l’Associazione dei produttori reclama un crollo delle vendite del 40%, che viene legato al rincaro fino al 60% nel prezzo dei supporti multimediali, a causa dell'”ecquo compenso”.

Si tratta del balzello che, una SIAE ormai evidentemente alla frutta, ha negli anni introdotto e progressivamente reso più caro, facendolo incidere su ogni singola transazione: ogni disco venduto al cliente finale prevede infatti questo tipo di costo extra. Chissà come andrà a finire la faccenda… L’importante è che anche il diritto d’autore non finisca alla frutta!

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