La sofferenza continua a dare spettacolo

Al di là di ogni possibile giudizio (etico e morale) di merito, il caso di Terri Schiavo sta esageratamente sostenendo gli ascolti dei telegiornali europei, oltre a quelli americani: Beppe Grillo – un comico, una persona “normale”, non un santo – chiede di staccare la spina della TV, di far tacere per un attimo i media che strillano ogni particolare pulp per poterla far tornare la ragazza sconosciuta ai più che era prima della terribile lotta che va avanti da anni ed anni.

La difficoltà a giudicare “il caso umano”, però, non deve far dimenticare, con Vittorio Zucconi, che sì, la vicenda della bulimica Terri è triste, ma è solo l’apice politicizzato di qualcosa molto più grande di lei. I media utilizzano lei ed il marito come l’alfa e l’omega della santità e della perdizione, perdendo tutte le sfumature positive e negative di entrambi i personaggi. Il sito ufficiale continua a sputare anatemi e raccogliere l’enorme rassegna stampa sull’argomento.

Morirà presto, Terri. Moriranno presto, probabilmente, anche il Papa e Ranieri di Monaco. Ognuno di loro sarà santificato, perché il / la morente è una persona buona per principio. Le telecamere ci canteranno le lodi di questi personaggi mediatici mantenendo alto il loro ricordo. Poi si stuferanno, ed andranno a cercare altre notizie.

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