E la buzzword del 2005 è: blog

Un annetto fa sembrava che tutti andassero pazzi per i social network: non sembra che abbiano fatto grossi passi in avanti, nei mesi successivi, LinkedIn a parte. Ora il tema dominante è quello dei blog: ma non più tra gli addetti ai lavori e tra i blogger, ma in tutto il mondo dei media e progressivamente degli affari.

«Now it’s getting completely mainstream», nota Neville Hobson a proposito degli articoli di Business Week e Wall Street Journal a proposito della “rivoluzione” dei blog. Nei giorni scorsi Il Corriere della Sera aveva parlato delle “star che si ribellano ai blog“, oggi Microsoft spara numeri a casaccio per mostrare quanti blog è riuscita a tirar su da inizio 2005, quando è iniziata la febbre.

Grandi eventi come la tragedia dello tsunami, la morte di Giovanni Paolo II, l’elezione di Ratzinger hanno assunto non solo un profilo mediatico mai visto prima, ma sono stati anche i fenomeni che nel 2005 hanno dato la spinta propulsiva al blog for dummies. Una piattaforma solo italiana come Splinder vanta già 110.000 blog e la crescita si misura in migliaia di nuovi blog alla settimana. Eventi come WebDays riescono a conquistare l’attenzione delle istituzioni e c’è da scommetterci che gli esperimenti dei politici, non tutti felici come quello di Bassolino, avranno nuovo smalto nelle prossime elezioni politiche.

Ma ormai i blog trasbordano anche su altri media non testuali: Marco Montenegro, che già di per sé è un aficionado del mezzo, citava qualche giorno fa l’esigenza di Nbc di innovare le proprie trasmissioni proprio attraverso i blog. Chissà se ci riusciranno, al di là dell’ovvia operazione di facciata di affidare ad un redattore della trasmissione di punta il blog a nome del conduttore famoso.

L’articolo di Business Week, comunque, è sicuramente quello più interessante e probabilmente di impatto: l’aver dedicato la copertina al tema è segno di una rinnovata attenzione al tema molto più del blog lanciato per l’occasione, non del tutto rodato. La lettura è consigliatissima soprattutto per comprendere come si vuol presentare il fenomeno ai decision makers aziendali: da loro dipenderà, probabilmente, l’evoluzione del concetto stesso di blog, com’è avvenuto, ormai un decennio fa, con quello di posta elettronica. Sempre che quel 99.9% di blogger – fuffa (secondo l’articolo) siano d’accordo.

3 pensieri su “E la buzzword del 2005 è: blog

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