Les merveilles du mercatique Français

L’ordinateur, con il suo système d’exploitation ed i suoi logiciels, lo conoscono un po’ tutti: nessuna sopresa nemmeno per il “Démarrer” al posto dello “Start” di Windows. In fondo, anche in Italia Windows 95 e 98 avevano il tasto “Avvio”, prima della campagna pubblicitaria internazionale che proprio del tasto “Start” faceva il motore di un mondo di immagini, suoni, etcetera etcetera.

Un po’ meno conosciuti sono gli altri termini tecnici dell’economia, della scienza e della tecnologia, tradotti ufficialmente da una Commissione Governativa il cui unico compito è, appunto, far da sentinella all’entrata di tali termini nella lingua quotidiana francese. Peccato per i milioni di blogger francesi che sono stati “condannati” a cambiar nome ai loro strumenti di comunicazione.

I bloc, d’altronde, sono una realtà felice in Francia ed in gran parte dell’Europa, Italia compresa: essendo il segno più evidente del “trionfo del passaparola”, difficilmente hanno bisogno di campagne pubblicitarie o promozionali, soprattutto di carattere internazionale. Al tempo stesso, sono redatti solitamente nella lingua madre del tenutario: sembrerebbero fuori, dunque, da ogni possibile preoccupazione di marketing (anzi, di mercatique) internazionale. Nessuno avrà la voglia di forzare un cambiamento come nel caso della Microsoft alle prese con l’Europa.

Questa decisione cultural – politica, con tanto di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, scava tuttavia un ulteriore scalino nella direzione dell’isolazionismo culturale francese, ormai ampiamente esteso anche ai nuovi mondi della comunicazione. Mentre gli spammer ricorrono al latino per sfuggire ai controlli linguistici sul contenuto dei messaggi, i francesi sfuggono (involontariamente) dalla condivisione delle informazioni: cosa succederà quando tutti i tag (chissà come si dirà in francese) saranno scritti ognuno nella propria lingua?

Semplice, avremo tante conversazioni interrotte: nessuno vuole un Web anglocentrico, ma i compromessi devono essere sottoscritti da tutti. Altrimenti, c’è poco da meravigliarsi del probabile insuccesso della Costituzione Europea in Francia: se si è sicuri di essere una spanna sopra tutti gli altri (cosa tra l’altro vera in molti campi della multimedialità), non si avrà nessuna voglia di comunicare con il resto dell’Europa. Perché condividerne le strutture politiche e sociali, a quel punto?

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