Treni tra immagine ed immaginario

Negli ultimi anni l’ufficio marketing di Trenitalia ha fatto un buon lavoro: offerte speciali mirate e segmentate, prezzi spesso interessanti, nuovi collegamenti su tratte strategiche, con modalità innovative. Non sempre azzeccato il lato pubblicitario, ma non è il fulcro del problema: certo, ogni volta che un treno è in ritardo, non ha l’aria condizionata o è gestito da personale poco disponibile, la battuta classica dei passeggeri è “Ed hanno anche il coraggio di fare pubblicità in TV!”…

Quello che proprio non funziona, nel marketing mix ferroviario, è il prodotto. Chi lo spiega, ai poveri emigrati siciliani, che tornare da Agrigento a Milano richiede “solo” 20,5 ore di viaggio, ritardi esclusi? Ore che, tra l’altro, vengono trascorse nella “storica” Freccia del Sud, un treno che più che al popolo del Mezzogiorno non ricorda solo la strage di 30 anni fa, ma anche le intere giornate trascorse al traino di locomotive di 50 anni fa, in carrozze con le stampe ai muri sempre uguali a sé stesse?

Il problema – prodotto, evidentemente, non è necessariamento legato a percorsi così lunghi e pseudo – low budget come vengono ritenuti quelli dei pochi Espressi superstiti: non è difficile trovare in linea racconti di viaggi deliranti in Intercity, quelli che la documentazione del Gruppo FS descrive come “treni di qualità in servizio diurno”. Peggio ancora, come prevedibile, va ai pendolari: i biglietti aumentano e la qualità scende.

Certo, sulle tratte più redditizie i servizi stanno migliorando: il nuovo progetto di Giugiaro per l’Alta Velocità è affascinante e moderno, visti gli interni hi-tech. Tra Roma e Milano, ad esempio, è nettamente preferibile prendere un Eurostar tra i due centri storici in 4 ore e mezzo piuttosto che sobbarcarsi il tormentone Roma Centro – Fiumicino – Linate – Milano Centro. I prezzi, come si è detto, sono abbastanza interessanti, non richiedono costi di trasferimento e soprattutto più chiari di quelli aerei, ormai soffocati da tasse e supplementi.

Per rallegrare i lettori, si può comunque citare una notiziola carina di oggi riguarda l’ultima idea di “pacchetto vacanza” ideato da Trenitalia, dopo il successo di esperimenti come quello dell’anno scorso con Venezia: con 50 Euro si va a Bologna da 50 città del Nord e Centro Italia, si pernotta, si assiste ad uno spettacolo di BolognaEstate05 e si torna a casa. Come sarebbe bello, se tali guizzi creativi avvenissero meno sporadicamente e coinvolgessero l’intero territorio nazionale…

5 pensieri su “Treni tra immagine ed immaginario

  1. Caspiterina! impossibile non concordare.

    Ricordo con somma disperazione il trenino sovraffollato che tenta di riportarmi a Milano da Sestri Levante in una domenica pomeriggio di luglio. No, non costa poco; no, non c’è un buco nemmeno in prima (e comunque anche la prima fa schifo, sporco, caldo, cigolii sinistri e tutti in piedi a mò di carro bestiame). Sì, quando vedo le splendide pubblicità penso che i nostri soldini potrebbero spenderli meglio… aggiungere qualche treno, gestire un po’ meglio quelli che ci sono… e chissenefrega degli interni di Giugiaro! 😉

  2. E cosa dire dell’offerta “noleggio un dvd e lettore” per farti compagnia durante il viaggio…

    I treni dei pendolari continuano però a fare pensa… Sporchi, in ritardono, caldi e bollenti d’estate…

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