Allarghiamo la banda larga

Son sempre scritti bene, i comunicati stampa del Ministero dell’Innovazione. Riescono a trasmettere entusiasmo, ottimismo, vivacità. Quello sullo sviluppo della banda larga in Italia non fa eccezione: squillino le trombe, il 37% delle aziende ed il 19% delle famiglie usa la banda larga, così come il 73% delle scuole ed addirittura l’85% delle strutture sanitarie (qualsiasi cosa esse siano).

Al di là dei dati sulla pubblica amministrazione, cui va un plauso per l’effettivo investimento in nuove tecnologie (i soldi pubblici non sono un problema, si direbbe), è importante notare che, letti da un’altra luce, i dati vogliano anche dire che il 63% delle aziende italiane e l’81% delle famiglie non ha ancora, nel 2005, nessuna connessione broadband. Non ce l’hanno magari non perché non la vogliono, ma perché magari nessuno riesce loro ad offrirla.

Il problema non è strettamente commerciale: di pubblicità di Alice e delle sue sorelle son piene le fosse. Il problema è biecamente infrastrutturale: la mappa dell’Italia pubblicata nella seconda slide degli allegati al comunicato stampa fa paura. L’Italia appare da un lato afflitta da un rossastro morbillo, dall’altra preoccupantemente ingiallita: la sintesi visuale dice più dei numeri quanto territorio italiano sia ancora largamente scoperto, non raggiunto dall’Adsl.

Si badi bene: dall’Adsl, non dalla vera banda larga. In Italia ormai in pochi investono nella fibra ottica e ciò non lascia prevedere nulla di buono sul lungo termine. Per quanto l’invenzione dell’Asdl sia stato un assegno in bianco per il futuro tecnologico italiano, la mancanza di investimenti infrastrutturali rischia di diventare un problema eccessivo nel lungo termine. Non è un caso che, una volta confrontati i nostri dati con i benchmark europei, la verità di un’Italia fanalino di coda venga prepotentemente alla luce.

Continuiamo a tenere d’occhio i lavori dell’Osservatorio Banda Larga, ma cerchiamo di farlo con senso critico: proprio perché gli attori coinvolti sono così importanti per il mercato italiano, è importante che orientino le loro strategie verso uno sviluppo che tenga conto delle necessità dell’economia reale. La banda larga non è un gingillo per scaricatori indefessi: è uno strumento di comunicazione e di lavoro che può far fare un salto di qualità notevole a tutti noi.

3 pensieri su “Allarghiamo la banda larga

  1. …..esatto!

    Nel paesuncolo dove vivo [o come preferisco dire, dove vado a cambiare le camicie] non esiste nè adsl nè affini e per poter, come giustamente ci dici, LAVORARE ho dovuto adottare l’adsl con parabola satellitare che costa una fortuna e funziona solo in download; upload a 56 K!

    Il digital divide con molti paese del nord europa continua ad essere una realtà anche da qs. punto di vista.

    Un abbraccio.

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