25 Agosto 2005

Google, monopolizzare in un soffio

Qualche anno fa Carmine Laltrelli parlava di Jabber come di uno dei motori dello sviluppo delle comunità virtuali degli allora convergenti Inwind / IOL (poi confluiti entrambi in Libero). L’adozione di una piattaforma di sviluppo open source per il proprio instant messenger sembrava una buona idea di ecumenicità in un mercato in cui rispetto ad ICQ (leader in Europa) ed Aol IM (radicato soprattutto in USA) stavano rapidamente acquisendo importanza i sistemi di Yahoo! e Microsoft.

La situazione è evoluta nel più classico dei modi: negli ultimi anni la maggior parte degli utenti del mondo hanno iniziato a comunicare col sistema integrato nel sistema operativo (Windows Messenger ed il suo gemello più “liberal” MSN Messenger) e solo i geek si sono seriamente orientati su sistemi alternativi. L’unica vera novità del mercato è stato il progressivo affermarsi di Skype anche come sistema di messaggistica oltre che leader incontrastato della telefonia VoIP.

Ora arriva Google e come al solito anche qui la favola è già scritta. Come avveniva un tempo per Microsoft, ora è Google l’attore che piomba sui mercati, spiazza i concorrenti e si guadagna la fiducia dei clienti, da quelli più “mass market” a quelli più sofisticati. Basti pensare alla febbre GMail che è stata saggiamente controllata negli ultimi anni con il sistema degli inviti ed oggi continua ad essere regolata con sagge misure di sicurezza via mobile.

A poche ore dal lancio, Google Talk viene già smontato, analizzato e migliorato da programmatori e appassionati. C’è da scommettere che presto diverrà una delle piattaforme più aperte, come è nella filosofia di Google: a quel punto forse sarà più chiaro il business model, che stavolta mette in discussione ben più del mercato dei servizi Web. Nel prossimo futuro, forse telefoneremo ordinando “Talk” al nostro sistema operativo, oppure cercheremo su Google (e sul desktop) sussurrando un “Search” od otterremo le “News” con un semplice comando. Ovviamente, il tutto avverrà utilizzando Google OS. Forse a qualcuno diverrà simpatico persino Bill Gates, a quel punto.

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Comments on Google, monopolizzare in un soffio »

26 Agosto 2005

nikink @ 1:19 am

Sei birbante e tratti male i gemellini 😉

Grazie per la scoperta di future feeds, davvero potente.

Ti ricambio con un articolo sulle future possibili strategie finanziarie di Page & Brin, che magari può interessarti.

Giuseppe Mazza @ 10:26 am

Grazie, molto interessante (anche perché è su MSN Slate). Come tutti sanno (…) io vado pazzo per Google, però forse ultimamente si stanno muovendo un po’ troppo in stile Microsoft.

nikink @ 12:44 pm

Fai bene a seminare salutari inquietudini. Però, finché i due moschettieri approcciano la finanza e l’open source a modo loro, restano diversi dal modello dominante.

Hai letto la mia recente analisi su come il giornalista medio tratta la rete?

Giuseppe Mazza @ 3:18 pm

Sì, interessante. Ti consiglio di linkarla…

27 Agosto 2005

nikink @ 12:59 am

Giuseppe, scusa se resto su questo topic quando hai già ripostato (dopo leggo), ma penso che possa interessare a te ed ai nostri lettori quest’articolo di Zeus (e soprattutto il post che vi viene linkato).

A proposito di futuri padroni del vapore.

Magari potremmo scriverne.

[…] Google non sarebbe esistita senza gli sforzi iniziali di Altavista o Lycos e i loro studi nel data mining. Ora, ovviamente, viviamo in piena era-Google. Il sistema è pervasivo non tanto e non solo nel suo essere il motore di ricerca più utilizzato, ma anche e soprattutto nell’essere diventato la piattaforma più utile per declinare la maggior parte delle nostre attività in Rete. […]

17 Maggio 2009
(Pingback)

Pingback dall'articolo » Crolla Google, crolla la Rete @ 1:36 am

[…] Sul ruolo crescente di Google come monopolista della Rete si discute d’altronde da molto tempo: proprio l’affetto che molti di noi nutrono nei confronti della Big G ci fa da un lato annotare con preoccupazione il suo rendersi ogni giorno più arrogante, dall’altro sottolineare che, tra servizi lanciati in proprio e acquisizioni di startup, non ha sbagliato un colpo e pertanto il ruolo di traino della Rete è meritato. […]

[…] Il lato osuro è che Nokia sia uscita dalla vicenda come l’ennesima pedina in mano a Microsoft in un’arena molto più ampia, quella del personal computing, in cui proprio Google è il competitor più agguerrito. […]

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