Scalfarotto tra ignavia ed autoreferenzialità

Lo scriveva Luca Castelli qualche settimana fa: l’eccessiva autoreferenzialità di Ivan Scalfarotto e dei suoi proseliti ha fatto sì che, alla prova del fuoco del mondo reale, il boom prospettato da blog e giornali virtuali si sia sgonfiato clamorosamente. Nulla di diverso dal solito clamore sul crescente uso di Firefox, appunto.

Non è necessario entrare nel merito del fatto che Scalfarotto sia meglio di Mastella (non è difficile) o Firefox di Internet Explorer (nemmeno questo è difficile). Risulta senza dubbio più interessante riflettere sulla chiusura del blog di Scalfarotto ora, dopo la sbornia di commenti (tendenzialente negativi), stranamente (o forse no) successivi alla pubblicazione della notizia su Corriere.it. Forse i blogger si erano dimenticati di lui? Non erano più andati a leggere i suoi post dopo la clamorosa sconfitta?

Al contrario, sembrerebbe che dopo la (non) elezione si sia scatenata una gragnola di insulti, accuse e riflessioni non troppo eleganti contro il candidato. Il manager londinese non ha fatto una piega: lui ha tirato fuori “ben” 40.000 Euro per tirar su il suo sitarello con blog annesso e ha potuto quindi decidere in qualsiasi momento il destino di questo strumento di comunicazione con i suoi fan residui. Cosa succederà se, come ha auspicato, diventerà ministro in un eventuale Governo del centrosinistra? Chiuderà definitivamente il sito, per evitare critiche di spessore ben più serio sul suo operato? Lo riaprirà, come gli è stato suggerito, in modalità semi – nascosta à la Pecoraro Scanio?

In ogni caso, è pura ignavia. Ovviamente Scalfarotto non avrebbe mai potuto vincere né (con buona pace dei blogger) arrivare secondo. Ora gli vengono tirate le orecchie anche dai suoi amici come Sofri: poteva fare di meglio almeno nel salvare la faccia. La Rete non dimentica e non perdona: con questo gesto insensato si è bruciato anche il possibile sostegno di chi era riuscito a convincere nell’incredibile sforzo di abbandonare la tastiera per qualche ora ed andare nel mondo reale a votare. Sul serio: cosa voleva? Cosa vuole? Cosa vorrà?

1 pensiero su “Scalfarotto tra ignavia ed autoreferenzialità

  1. Uno scranno.

    Hai presente quella cosa che attira tanto i bambini capricciosi quando giocano al potere?

    E, se lo vuole, probabile che lo avrà.

    Scritto ispirato e chirurgico: complimenti.

    Vero: la rete non dimentica e non perdona l’ignavia. Se ci sei, t’impegni. Oppure non esisti.

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