Amori un po’ troppo virtuali

Qualche sospetto poteva venire notando la longevità del post di Stefano Hesse a proposito delle dubbie pratiche di fidelizzazione ed incentivazione adottate da un player italiano del florido mercato del dating: dopo sei mesi, l’attualità di questi temi viene sottolineata da nuovi commenti che cercano di mettere in guardia i potenziali acquirenti delle truffe adottate per farli iscrivere ai servizi o far loro rinnovare le quote di abbonamento.

Tuttavia, se qualcuno avesse ironizzato sulla “italianità” di questi espedienti da furbetti del quartierino del Web, ora dovrà scontrarsi contro uno scandalo di dimensioni sensibilmente maggiori: coinvolgendo Match.com e Yahoo! Personals, questa volta, le segnalazioni degli utenti alle autorità giudiziarie mettono in risalto il marcio che aleggia al fondo di questi business model basati su una sorta di volontaria tratta delle bianche. Idee imprenditoriali in cui le donne si candidano gratuitamente a ricevere centinaia di messaggi da parte di uomini che, al contrario, pagano profumatamente la possibilità di poter entrare in contatto con loro.

In un ambiente simile, la distinzione tra cliente pagata per rispondere e cliente che non paga per rispondere è più labile di quanto possa sembrare: tutto sommato, a nessuno interessa la felicità dei potenziali amanti, quando la redditività che ogni singolo galletto di periferia può garantire al sito di dating preferito. Ci si potrebbe augurare che tutti abbiano il fascino e la fortuna dell’Incontrista: non è difficile, al contrario, immaginare che per molti le “relazioni” si concludono con qualche breve incontro in chat o qualche messaggio sulle caselle blindate dei siti stessi.

L’Europa ha trovato i suoi campioni nel campo (Meetic è l’esempio migliore) e tutto sommato dovrebbe farci felici vedere iniziative di e-commerce che fatturano agevolmente in Euro a 6 – 7 zeri, ma al contrario tutto ciò fa molta tristezza: è la solita mercificazione dei corpi che trova nuove strade e nuove applicazioni. Come scriveva ieri Mr. [mini]marketing, la carne continua a vendere. Persino quando si virtualizza al punto da divenire irreale. Anzi, falsa.

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