La Costituzione Italiana garantisce la libertà di pensiero e di espressione

Sebbene non dedichino al tema la stessa enfasi che negli Stati Uniti viene data al quinto emendamento, le Costituzioni europee pongono al cuore stesso del loro sistema i temi delle libertà civili, in particolare di quella di pensiero e di espressione. Lo fanno in maniera più o meno ampia, più o meno estesa, ma sembrano crederci fino in fondo: le democrazie europee sono nate grazie al sacrificio di chi quei diritti non ha potuto esercitarli, ma ha donato la propria vita ed il proprio lavoro affinché altri potessero darli per scontati.

Questo, ovviamente, fa sì che oggi si goda, per diritto acquisito, della possibilità di dire, fare e vedere ciò che si desidera, come e quando lo si desidera. Persino l’accusa ai fanatici del calcio di sfruttare lo streaming delle televisioni orientali per guardare in formato francobollo le partite potrebbe, in qualche modo, essere un esercizio di libertà e diventare perciò una limitazione l’impedirne l’uso tramite inquietanti filtri su scala nazionale. Si tratta dello stesso atteggiamento visto sulla vicenda delle scommesse sportive: per impedire l’utilizzo illecito di servizi forniti da stranieri si cerca di tutelare gli operatori italiani attraverso limiti alla libertà. Se non è possibile sconfiggere diplomaticamente il nemico, si abbatte il ponte che ci collega alle sue terre.

Per fortuna, verrebbe da dire, lo Stato tutela almeno la stampa tradizionale, anche quando la sua diffusione è inferiore a quella di un sito Web di media rilevanza: vengono tutelate le idee dei giornalisti, spesso portavoci di importanti questioni di interesse comune. Un tema caldo, sentito dai cittadini, che due settimane dopo il post sul tema di Beppe Grillo, continuano a commentare la sua indignazione per i contributi “a pioggia”, in particolare a quelli editi da cooperative e movimenti politici. In un generale clima di sfiducia verso politici e tycoon dei media (quando la figura non coincide…), d’altra parte, ci si schiera rapidamente su un lato o sull’altro della barricata.

Il sonno della ragione populistica, però, genera mostri: Grillo tira in mezzo persino Il Mucchio selvaggio, storica rivista appoggiata dalla scena alternative italiana. Al contrario, sfuggono dalla trivella operazioni editoriali poco chiare in cui interessi economici e sostentamenti alla politica si mischiano: tema molto più preoccupante dei contributi dello Stato, ufficiali e noti a tutti. Contributi che, comunque, sono lo specchio della realtà economica: se un settore va male, la sua editoria specialistica soffrirà e soffocherà, senza l’aiuto indiretto da parte dei cittadini. Naturalmente, non tutti gli operatori del settore desidereranno gli aiuti: l’importante, come al Pronto Soccorso, è che chi merita di star bene ed ha un periodo di difficoltà, riceva le cure adeguate.

4 pensieri su “La Costituzione Italiana garantisce la libertà di pensiero e di espressione

  1. Oggi ho sostenuto un esame scritto di Diritto Pubblico.
    La prima domanda era:
    La Costituzione garantisce la libertà di manifestazione del pensiero; perciò chiunque può predicare o propugnare “rapine proletarie”, distruzioni anticapitaliste o antimperialiste di impianti bancari o pompe di benzina, o attentati a scopo religioso senza violare le leggi penali?

    La mia risposta è stata che anche se la nostra costituzione garantisce la libertà di pensiero comunque predicare o propugnare attentati o rapine non è lecito anche se sono organizzati come gruppi sociali rispettando i quattro elementi fondamentali che sono: la plurisoggettività, l’organizzazione, le norme e la forza; sono comunque illeciti perchè non rispettano le leggi costituzionali in quanto sono dei reati.

    Dato che sono in dubbio sulla risposta che ho dato, desideravo sapere, se è possibile, se è più o meno corretta.

    Grazie anticipatamente.

    Distinti saluti,
    Daniela

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