A che punto è la telefonia mobile di Wind?

Chissà di cosa parlerebbe, se fosse un manager di Wind, il markettaro telefonico fotografato su [mini]marketing: oltre che di mancati ricavi da ragazzini scaltri, avrebbe il coraggio di spiegarci la sua strategia sul mercato mobile? Riuscirebbe a spiegare perché se Mike Bongiorno e Fiorello proiettano agli italiani un’aurea di affidabile alternativa a Telecom Italia nel mondo del fisso, Aldo Giovanni e Giacomo nei loro spot autoscritti ed autoprodotti (caso più unico che raro in Italia), non fanno altro che replicare all’infinito il concetto di tariffe ultraeconomiche e puro utilizzo del cellulare come mezzo per trasmettere la voce?

Sarebbe utile, in particolare, che il nostro interlocutore ci spiegasse in cosa la nuova strategia in 8 punti declamata da Sawiris nel post-acquisizione si stia estrinsecando in questi mesi, in cosa sia più redditizia dalle campagne col maggiolone di fine anni Novanta, quelle che decantavano l’innovatività di Wind nel tagliare scatti alla risposta e costi di ricarica. Sono stati acquisiti i nuovi clienti con maggiore capacità di spesa? La sindrome della “SIM secondaria” (eh?) è stata sconfitta? E la penetrazione nel mondo Corporate come va, escludendo il personale pubblico accaparrato con gare da ribassi fuori mercato? I nuovi segmenti non attenti solo al rapporto prezzo/qualità (qualità?) sono stati raggiunti?

Le campagne che prevedono due cellulari Nec a 159 Euro con 300 Euro di traffico (!) od un Motorola di tendenza a 129 Euro con 150 Euro di traffico (…) non sembrano dimostrare una reale inversione di tendenza. D’altra parte, l’arrivo di Tre sul mercato europeo ha sconvolto molti mercati, quello italiano in primis: l’acquisizione di nuovi clienti è diventata cruciale e proprio gli apparati sono diventati l’esca per attirare quelli della concorrenza. Nonostante la lettura folkloristica che Sawiris aveva fatto delle migrazioni dei suoi clienti a Tre, il problema è sensibile: per quanto paradossale, la clientela italiana di Hutchinson Wampoa è più attenta alle telefonate stra-scontate che ai servizi a valore aggiunto, esattamente come quella di Wind.

Anche i concorrenti dell’operatore egiziano (sob), d’altra parte, hanno ormai interiorizzato le strategie dominanti sul mercato: sfogliando il magazine promozionale di Tim, di telefoni di ultima generazioni a prezzi stracciati se ne trovano tanti e le tariffe non appaiono così dissimili da quelle di Wind. La differenza principale tra Telecom Italia e Wind, tuttavia, sta altrove: la prima ormai ha puntato pesantemente sul triple play, la seconda sembra sempre più divisa in tante anime quanti sono le campagne che ha on air. Quando vedremo Fiorello ed Aldo Giovanni e Giacomo nella stessa campagna?

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