A volte viene persino voglia di interagire con la pubblicità

Il product placement cinematografico non ha mai avuto molto appeal sugli spettatori europei: spesso rozzo, poco curato, troppo evidente e poco attinente alla trama del film. Al contrario, la sua versione moderna applicata ai videogiochi, l’in-game advertising, sembra piacere molto: i videogiocatori più accaniti vogliono vivere esperienze sempre più realistiche ed è innegabile che la pubblicità faccia parte della nostra vita quotidiana. Giocare a calcio in un campo circondato da cartelloni pubblicitari reali aiuta probabilmente a sentirsi ancora più al centro di un’esperienza realistica.

Non è perciò difficile immaginare il crescente interesse da parte degli investitori pubblicitari: si riesce ad entrare in contatto con occhi interessati in momenti emozionalmente positivi, incidendo non solo sull’arricchimento degli ambienti, ma potendo anche offrire ai propri prospect gingilli virtuali che li aiutino nelle loro avventure digitali, ad esempio cibo energetico sponsorizzato o abbigliamento speciale marchiato. A livello di business, l’effetto immediato della crescita dell’interesse collettivo verso il fenomeno è testimoniata dall’ondata di concentrazioni vista nel settore delle agenzie che vendono gli spazi pubblicitari nei nuovi media.

Il caso più emblematico è quello di Massive, azienda leader di mercato recentemente acquisita da Microsoft, con prospettive di integrazione con le piattaforme pubblicitarie di Microsoft Live! decisamente interessanti, compresa quella con AdCenter e con il Messenger. Anche gli attori più tradizionali del mercato pubblicitario come Nielsen cercano di ritagliarsi la propria torta, ad esempio facendo il tracking delle campagne, utilizzando strumenti tradizionali come il People Meter: peccato che è proprio il desiderio spasmodico di misurare le performance che trasforma la pura presenza “creativa” (ed apprezzata) dei brand più noti in tecniche intrusive affatto amate dai giocatori.

Occorre dunque stare attenti alle regole chiave che i media buyer più intelligenti hanno già individuato ed i produttori hanno applicato: di fatto, si tratta di garantire una visibilità seamless al marchio, che diventa una chiave per migliorare la propria esperienza virtuale e non l’ennesimo assillo come avviene per la pubblicità tradizionale. I più creativi e smart verranno premiati: si tratta di un nuovo mondo per la pubblicità in un mercato che sta crescendo da tutti i punti di vista e che raggiunge target di consumatori interessantissimi. Si tratta di un nuovo Eldorado, altro che televisione interattiva…

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