La coda lunga sbarca in tipografia

In questi giorni di sciopero dei giornalisti, una delle notizie che sta ottenendo maggiore eco sui quotidiani in Rete è lo sbarco in Italia di Lulu.com, la nuova iniziativa di quel volpone di Bob Young, che ormai parecchi anni fa ci aveva stupito con l’idea di un’azienda software concorrente alla strabordante Microsoft: si trattava di RedHat ed era la prima realtà che riusciva a proporre sistemi di qualità basati sul lavoro delle comunità open source, poi venduta al migliore offerente.

Stavolta l’idea non è troppo innovativa, ma sembra ben ideata in termini di time to market e soprattutto di promozione internazionale: è stata predisposta una piattaforma di compravendita di contenuti multimediali indipendente dal supporto di distribuzione ed è stata lanciata in diverse zone del Mondo inseguendo di volta in volta i contenuti e gli strumenti più interessanti per ogni Paese. Che si tratti di voler vendere le proprie creazioni lettearie o quelle musicali, che si voglia consentire il download o predisporne la stampa in tipografia, la scelta è ampia e soprattutto la produzione ha prezzi stracciati.

Esistono anche in Europa piattaforme simili, persino italiane come LampiDiStampa, che consentono iniziative auto-editoriali, ma hanno due vincoli forti: i costi fissi che l’autore deve sostenere e la necessità di dover ricorrere a distributori che tradizionalmente si occupano di distribuire libri tradizionali. Nel caso di Lulu, invece, la focalizzazione totale sul modello on line consente agli autori di usufruire di una piattaforma specializzata e del tutto multimediale.

Rimane da capire chi, in Europa, acquisterà in Rete ed a scatola semi-chiusa libri e musica prodotti da semi-sconosciuti come invece avviene con successo nel resto del Mondo: in Italia è da poco rinata Vitaminic dopo la dissoluzione di qualche anno fa dovuta allo scarso giro d’affari ed è difficile immaginare che tornerà ad essere una potenziale concorrente di Lulu. Probabilmente sarà importante richiamare l’attenzione di nicchie solitamente vessate dagli editori tradizionali, come gli autori di manualistica universitaria: in ogni caso, è il trionfo della coda lunga e della possibilità per ognuno di offrire al mondo il frutto della propria settorialissima passione. Sperando che interessi a qualcuno.

3 pensieri su “La coda lunga sbarca in tipografia

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