Donne in crisi vs. pregiudicati e garantisti

A molti di noi del Grande Fratello interessa poco o nulla. Per molti di noi, la querelle Berlusconi – Lario – Carfagna – etcetera sembra una pura guerra di parole tra pseudo-starlette ed ex-attrici. Eppure, a guardare l’ansia di agenzie e quotidiani nell’aggiornarci degli sviluppi di queste vicende, il mondo non è più lo stesso: colpa di tale Diana che è uscita dal gioco del reality più famoso o forse della strana lettera pubblica della signora Lario. Eventi marginali per molti di noi che però esplodono nelle copertine e nelle home page, più per le loro connotazioni che per l’essere non-notizie in sé.

Basti prendere il caso Berlusconi – Lario: i quotidiani europei si sono tuffati a pesce nella notizia, riprendendo la lettera inizialmente inviata dalla signora a La Repubblica. Ore ed ore di trasmissioni televisive, soprattutto italiane, hanno cercato di sviscerare le implicazioni di questa apparente faida familiare. Da un lato una donna tradita ancora una volta nell’orgoglio, dall’altro l’uomo che più di chiunque altro in Italia ha saputo imporre tempi, modi e costumi della nostra realtà quotidiana. In mezzo, tutti gli italiani che in questa realtà vivono: derisi dagli altri europei, studiati con curiosità dal resto del mondo.

Proprio l’interesse collettivo per le vicende del Grande Fratello 7 (gulp, già sette edizioni!) deriva da questo profondo mutamento dei costumi che negli ultimi trenta anni ha investito la realtà italiana. Colei che riesce a divertire anche noialtri astemi del video, la brava Anna Lupini, descrive la serata di giovedì come una sorta di trionfo di questa nuova iper-realtà italiana. Le teledipendenti cellular-dotate hanno decretato l’uscita istantanea della ragazza vista come ninfetta ninfomane; gli autori hanno “salvato” un tale che, come le diverse pagine dedicategli dai quotidiani ci hanno raccontato, è stato condannato per lesioni da un giudice.

Stiamo d’altra parte parlando di un programma di Canale 5 ed ecco confermate le strategie (anche politiche) del suo fondatore: facciamo parlare la gente di questioni morbose, puniamo chi esce dal seminato, ma salviamo chi è vittima dei giudici (comunisti) di primo grado. Il cerchio si chiude probabilmente una volta la settimana: che sia il Grande Fratello o la nuova avventura di SuperSilvio, ogni volta c’è un nuovo tormentone ad allietare i giornalisti italiani e non. Noi, al di là delle nobili dichiarazioni, lo aspettiamo come uccellini col becco aperto. Questa è l’Italia vera, il resto è l’Italia dei sogni. Ma non quelli televisivi.

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