Sia lode a Mediaset (strano)

Dopo mesi di promozione incrociata, finalmente sbarca su Italia 1 il telefilm Ugly Betty. Si tratta di una serie divertente e soprattutto ironica, prodotta da Salma Hayek, compagna di Francois-Henri Pinault e quindi milionaria europea ad honorem. I suoi soldi la Signora Salma li ha spesi negli Stati Uniti, visto che la serie parla della realtà aziendale nord-americana alle prese con le discriminazioni verso i latino-americani. Betty è brutta ma buona, imbranata ma intelligente: è un po’ il prototipo di quelle ragazzine da film aggiustate malissimo che, dopo un’opportuno rifacimento di immagine, diventano top model. La differenza è che Betty continua a restare dolcemente mostruosa ad oltranza.

Non è la messa in onda di Ugly Betty, tuttavia, la notizia che fa esprimere plauso e stima (e basta, non esageriamo) al management Mediaset: è piuttosto l’acquisizione della maggioranza, primo passo verso un controllo al 100% con contestuale delisting del titolo, della rinomata Endemol. Sì, proprio lei, la casa di produzione del Grande Fratello e di tutti i suoi fratelli,  la fucina creativa delle trasmissioni più amate nel mondo ed in Europa in primis. Una società che negli anni della bolla da new economy era finita ingiustificatamente nell’orbita Telefonica ed ora torna ad essere controllata da un player del suo mercato originale, già integrato a monte con il mondo delle concessionarie di pubblicità.

I più cattivi ricorderanno il legame tra Aran Endemol (la versione storica in Italia della fabbrica dei format) con la famiglia Craxi e le querelle politiche che erano scaturite a proposito dell’uso della società come clava nei confronti dei nemici politici di Berlusconi. Qui su .commEurope regna la bontà come nel Mulino Bianco e perciò si dimenticano i risvolti della solita politica italiana, che sicuramente prenderà di mira la vicenda. Meglio concentrarsi sul valore industriale dell’acquisizione e sul nuovo ruolo che Mediaset potrà svolgere a livello europeo e non: a partire dall’Italia, dove la principale cliente di Endemol è probabilmente la Rai (vedi Affari tuoi), cioè la società che dovrebbe rappresentare la concorrenza a Mediaset stessa.

Discorso simile, tra l’altro, vale in altre nazioni dove il Biscione è presente (vedi Spagna): acquisendo un importante attore del mercato, si aumenta la verticalizzazione e si privilegia un investimento sensato ed in linea con lo sviluppo del Gruppo, piuttosto che tentare nuovi excursus in terreni minati (cfr. le disastrose esperienze di Jumpy o Pagine Utili). L’importante è che Mediaset lasci correre la fantasia degli autori Endemol a briglie sciolte: perderà qualche progetto Rai in Italia, ma potrà aumentare sensibilmente la sua rilevanza nel mondo dei media internazionali. Ed in Italia, magari, si aprirà qualche spiraglio in più per la concorrenza, tanto per uscire dal solito giochino a tre Endemol vs. Einstein vs. Magnolia.

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