Fring, il software di cui (e col quale) parleremo molto

Negli ultimi anni, il concetto di “navigare col cellulare” si è progressivamente auto-legittimato, conquistando un’attenzione sensibile non solo da parte degli utenti business (pubblico elettivo di tutte le nuove tecnologie e di quelle a supporto della produttività individuale in particolare). Il simbolo di questa successiva trasformazione del nostro modo di essere sempre on line è sicuramente stato Opera Mini, il browser in miniatura di Opera che, pur essendo gratuito, ha da sempre mostrato potenzialità decisamente interessanti rispetto ai programmi pre-installati a bordo dei terminali, anche di quelli più prestigiosi.

Fring a Friend!Una nuova rivoluzione è ora alle porte e in parte già avviata dagli utilizzatori più smart dei cellulari, quelli che non accettano supinamente gli improbabili costi della messaggistica ufficiale (15 cents di Euro ogni 160 caratteri, sigh) e soprattutto delle telefonate internazionali. Lo stesso motivo che aveva decretato il successo di Skype e dei suoi gemelli è infatti alla base del successo crescente di fring, il client VoIP per mobile che sta spopolando in particolare tra i numerosi utilizzatori di Nokia con Symbian a bordo. Chi non ricorda i commenti trionfali di Suzuki Maruti di qualche mese fa?

Le mille possibilità di comunicazione attraverso fringFring non può non piacere: interfaccia semplice, interazione seamless tra operazioni di uso quotidiano (MSN Messenger, Twitter, ICQ e mille altre attività con le quali ci dilettiamo abitualmente via PC) e sistema operativo, con ampio e crescente controllo della connettività, sempre nell’ottica del risparmio: il software cerca automaticamente la connessione meno costosa (tipicamente wi-fi) e gestisce l’auto-roaming con le reti tradizionali, garantendo una buona qualità soprattutto nelle conversazioni tra fringsters.

L’unico dubbio che turba un po’ gli utenti, al momento, non riguarda le caratteristiche tecniche ma il modello di business dello strumento, domanda incubo per chiunque abbia visto le più promettenti dot-com di inizio secolo collassare sotto i debiti. La nota di merito va invece alla presenza di fring in Italia, curata da Hagakure ed in particolare al lavoro di Federica Dardi, che con abnegazione e professionalità sta sostenendo la diffusione del buon software anche nel nostro Paese. Prossimo passo atteso: il sito di fring in più lingue, italiano in primis, per far avvicinare allo strumento anche persone meno sensibili agli aspetti tecnologici ma comunque amanti di telefonia cellulare e dintorni (leggi: il 95% degli italiani).

5 pensieri su “Fring, il software di cui (e col quale) parleremo molto

  1. Volevo solo aggiungere che il caso di Fring dimostra come ci siano prodotti e servizi per i quali oggi l’apertura di un blog non sia un’optional, ma una parte necessaria e irrinunciabile di piano di comunicazione. Non solo come supporto continuo agli utenti, ma anche per l’azione positiva verso i potenziali utilizzatori.

  2. Concordo. Devo dire che questo vale per la stragrande maggioranza dei prodotti software in particolare ed hi-tech in generale.

    Quello che sto cercando di capire in questi mesi è quanto questa naturale affinità tra mezzo e soggetto dell’iniziativa si riesca a riciclare per servizi e prodotti off line.

  3. Grazie per il post e i complimenti, Giuseppe (riferirò a Federica). Devo dire che fring è stata estremamente attenta sin dal primo giorno ai blog e alle opinioni lusinghiere, ma anche utilissime e critiche (nel senso costruttivo) di tutti voi.

    Inoltre @enrico, non solo quello che dici tu, ma addirittura il fatto che ormai i blog di fring si stanno moltiplicando per paese.

  4. Pingback: Pingback dall'articolo » La Cuccia di ex-xxcz » Nokia E61, il citofono che (non?) fa per voi

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