Barack Obama tra buona fede e media mix

Che bello: Barack Obama sarà il prossimo Presidente degli Stati Uniti. Mancano due mesi e in due mesi George Bush potrà combinarne ancora di tutti i colori, ma molti di noi sono convinti che il peggio stia passando. L’economia si riprenderà, le guerre finiranno, i tassi e i cambi si stabilizzeranno e tutto il mondo andrà meglio. O forse no: l’importante però è crederlo e Mr. Obama ce lo sta facendo finalmente immaginare.

Lo fa da tempo, almeno da quel febbraio 2007 che ha visto l’annuncio della sua candidatura e l’inizio della sua guerra infinita, con Mrs. Clinton prima e con Mr. McCain dopo. L’aspetto davvero innovativo della sua campagna, però, non è stata questa capacità di far sognare, quanto il riuscirlo a comunicare in maniera efficace. Di promesse elettorali d’altronde ne sentiamo sempre e da parte di tutti: ma ormai riusciamo a filtrarle.

Da Barack Obama, invece, ci siamo fatti tutti ipnotizzare. Sia per la bontà delle sue idee, sia per il candore con cui le ha pronunciate: ha ammesso i suoi peccatucci personali a priori, poi ha invitato tutti a concentrarsi sui contenuti e sulla buona fede. Una strategia di comunicazione vincente, basata sulla limpidezza dei comportamenti e sul fascino delle idee, sui rapporti umani e sulla costruzione della fiducia collettiva.

Il vero segreto di Barack Obama, in ogni caso, è stato un saggio media mix. Curiosamente, mentre i sostenitori ne esaltavano l’uso smart della Rete e delle sue dinamiche, finalizzate alla raccolta dei fondi ed al consolidamento del consenso, i nemici lo accusavano di aver battuto ogni record di spesa in termini di spot televisivi, inducendo i suoi sfidanti a rincorrerlo in termini di investimenti e profondità di comunicazione.

La verità sta nel mezzo. Barack Obama ha saputo utilizzare i comizi come leva per entrare gratuitamente nei media di tutto il mondo, poi ha sostenuto questa presenza costante attraverso tutti i media a disposizione, affiancando pubblicità e pubbliche relazioni, passaparola e comunicazioni strutturate. Sicuramente un esempio per i nostri imbalsamati politici europei, sicuramente una speranza per i cittadini statunitensi.

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