Auguri per un 2009 sereno a tutti i pubblicitari

Pare che il desiderio più diffuso per il 2009 sia quello di godere della massima serenità: così anche .commEurope si adegua e gli auguri per il nuovo anno sono, appunto, quelli di vivere mesi intensi, ma senza i patemi d’animo vissuti nelle ultime settimane. Augurio per tutti i lettori e per i pubblicitari in particolare. Se è vero (e purtroppo lo è) che il lavoro è parte dominante della nostra vita, la pesante situazione di mercato nel settore della comunicazione graverà molto sulle nostre carriere, sui nostri sogni, sulle nostre scelte personali.

Sta facendo scalpore, in queste ore, l’articolo di Fulvio Zendrini che traccia una fine ingloriosa (si parla di “morte annunciata”) per i centri media italiani, colpevoli di una gestione poco ortodossa dei rapporti (e dei flussi finanziari) con clienti e concessionarie di pubblicità. Senza entrare eccessivamente nel merito delle tesi di Zendrini, che già un paio d’anni fa aveva dichiarato che «La pubblicità è morta», ciò che emerge con forza in queste settimane è il grido di allarme di tutte le componenti del mercato: il sistema si è inceppato.

Soffrono le piccole agenzie, che lasciano a casa i finti-freelance con cui collaborano da anni; serrano i ranghi le grandi, che si concentrano sui budget principali perché non sanno come sviluppare nuovo business. Piangono amaramente le concessionarie e gli editori, con diversi magazine costretti a saltare le uscite a causa di assenza totale di investimenti; cercano un nuovo ruolo i centri media, che con buona pace di Zendrini hanno un ruolo importante in tutto il mondo e possono continuare ad avercelo anche in Italia.

Un sereno 2009, allora, a tutta la filiera: a pubblicitari, PR, consulenti, designer, planner e account manager vari. Non sarà certo il miglior fatturato del secolo ad aspettarci, ma cerchiamo di inventarci qualcosa per non finire a picco. Ed alle cassandre, rispondiamo colpo su colpo: se il tavolo salta, il gioco finisce per tutti. Conviene allora avere (almeno un minimo di) spirito collaborativo: che tutti, in azienda ed in agenzia, tirino fuori le unghie. Ci si graffierà un po’, ma almeno non assisteremo all’eutanasia collettiva del mercato.

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