Corporate blog, corporate noia

Difficile stupirsi dei risultati della ricerca di Forrester Research che etichetta come “noiosi” i siti di 90 tra le principali multinazionali, con particolare attenzione all’uso disastroso dei corporate blog ed al loro notevole disinteresse presso l’utenza. Merito probabilmente anche del materiale utilizzato: per il 56% del campione, comunicati stampa.

L’eterno punto aperto è che non esiste un reale motivo per cui clienti e prospect dell’azienda possano realmente interessarsi alle sue sorti al punto da diventare lettori fedeli del suo blog istituzionale o di quello di un top manager che illustra le strategie aziendali tenendo in mente il target degli investitori e ovviamente si fa scrivere i post da terzi.

Che quello aziendale sia un mondo noioso è un’osservazione frequente; che non si riesca ad avere ogni giorno un nuovo prodotto o un nuovo servizio da comunicare, a meno di essere Google, è un fatto incontestabile. Di fatto, le aziende riescono ad attrarre l’attenzione degli stakeholders solo quando succede qualcosa di brutto, con tanto di Streisand effect.

Quando Aaron Uhrmacher su Mashable ha provato a suggerire argomenti affascinanti per i corporate blog, è riuscito a ritagliare le sue proposte su aziende giovani, dinamiche e possibilmente del mercato ICT. Poco o nulla degli spunti è davvero applicabile alle aziende europee, di qualsiasi dimensione: che possono farci, se sono così noiose non è colpa loro. O forse sì?

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