Amazon Kindle, Google Wave e le mode degli early adopters

Nonostante il suo costo ancora piuttosto elevato rispetto ai comparables, ormai l’iPhone di Apple è un prodotto di massa. Raggiunta una penetrazione quasi totale sui geeks, ha velocemente conquistato vip e persone in cerca di visibilità, poi ha saltato lo squalo ed è diventato diffuso anche tra i meno affini al marchio Apple. La stessa strada che, qualche anno prima, aveva seguito l’iPod.

La carovana degli early adopters, perciò, si è spostata altrove. L’attenzione è caduta sul Kindle di Amazon, ora acquistabile dall’Italia. Look vagamente simile ai prodotti Apple e sedici fantastiche tonalità di grigio con le quali visualizzare giornali e libri. Anche stavolta a molti è tornato in mente l’iPod prima versione, anch’esso con lo schermo piccolo e brutto, ma con una qualità del suono eccelsa.

Tutti a comprare il Kindle, compresi coloro che non aprivano un libro da anni, istruzioni dell’iPhone escluse. Tutti a magnificare le magnifiche sorti e progressive di un oggetto che di eccelso ha poco e riesce a rendere desiderabile persino un quotidiano gratuito da prendere in metropolitana: sicuramente più maneggevole e chiaro nella lettura. Tutti a domandarsi come hanno fatto a vivere senza.

Il dollaro debole, probabilmente, ha convinto molti a buttarsi nell’avventura. L’altro fattore scatenante, quello del voler essere alla moda prima degli altri, forse deriva anche dalla delusione collettiva per Google Wave, piattaforma tanto attesa quanto incomprensibile: meglio buttarsi su qualcosa di fisico (che si mostra meglio) e abbordabile (si può anche far finta di leggere libri in lingua originale).

Chi si è incaponito su Google Wave, d’altra parte, non ha avuto grande appeal nemmeno presso i geek più duri: le onde pubbliche più grandi in lingua italiana raccolgono al massimo qualche decina di utenti, facce note sui social network che fanno capolino nella lista ma poi non rilasciano nemmeno un commento o un voto. Anche perché magari non hanno ancora nemmeno capito come si faccia.

Tra Amazon Kindle e Google Wave, dunque, per ora vince il primo. Sarà per molto un gadget di nicchia, perché per comprarlo bisognerà azzardarsi nel mondo dell’e-commerce (cosa che purtroppo terrorizza ancora molti) e per utilizzarlo si dovrà addirittura tornare a leggere (cosa che fanno in pochi). Riguardo al secondo, per ora è una bella promessa mantenuta troppo in fretta per essere bella fino in fondo.

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