In Rete bisogna scegliere i partner giusti

Una decina di giorni fa, la nostra attenzione era tutta dedicata al crollo dei servizi in cloud computing di Amazon, colpevole di aver fatto scomparire per diverse ore la stragrande maggioranza delle Internet startup più amate. Pochi giorni dopo è stato il turno dell’accoppiata Playstation Network/Qriocity, le due reti Sony colpite da attacchi feroci da parte di ladri di informazioni senza troppi scrupoli: molti hanno visto la propria carta di credito tremare.

L’ultima ondata di indignazione è invece stata tutta italiana e ha riguardato Aruba, colpevole di aver sottovalutato più la portata comunicativa che gli effettivi danni (pressoché nulli) ai dati contenuti nella server farm incendiata. In tutti e tre i casi, l’ondata di pentimento collettivo ha riguardato l’essersi affidati a servizi remoti, senza possibilità di controllo da parte di utenti finali e aziende clienti, con il retrogusto amaro di averne sopravvalutato l’affidabilità.

Nonostante molti di noi, indossato il cappellino del consulente, incitino gli interlocutori a migrare servizi e applicazioni tra le nuvole, rimane una grande diffidenza nei confronti di chi gestisce le infrastrutture, con sforzi in avanti irrazionali guidati da leve non del tutto corrette come quella del prezzo. Per intenderci: va bene far ospitare il proprio sito a 20€ l’anno, ma poi non è serio aspettare un piccolo grande blackout per pentirsi di un uso professionale.

Il vantaggio di avere un sistema evoluto di posta elettronica come Gmail (e il relativo storage) sempre disponibili da qualsiasi terminale ormai lo abbiamo compreso; dobbiamo tutti fare uno shift culturale nell’applicare gli stessi criteri di selezione dei propri partner anche sulle altre applicazioni remote che abbiamo iniziato/inizieremo progressivamente a utilizzare. Probabilmente l’era del free a tutti i costi è finita, almeno per uso professionale.

Dall’altro lato, la vicenda Sony non deve farci cadere nel pessimismo cosmico del “se anche i grandi si fanno rubare le anagrafiche, allora non compro più nulla online”: i furti continueranno a esistere, è un atteggiamento più maturo cautelarsi per tempo (leggi: carte di credito con coperture assicurative) piuttosto che tornare anche indietro anche da questo punto di vista. Al contrario, continuiamo a sostenere chi propone innovazione, è meglio per tutti.

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