Come comunica il Governo dei tecnici?

Sono ormai due mesi che il Governo Monti è in carica. Per alcuni commentatori sembra essere un periodo sufficiente per poterne giudicare l’operato, per altri questo bimestre rappresenta giusto l’avvio di un percorso che, per la volontà riformatrice del Premier e di chi gli ha affidato il mandato, deve essere sufficientemente lungo per poter incidere sulla realtà italiana in maniera “storica”. Anche se la scadenza della Legislatura è quasi dietro l’angolo e quindi è necessario immaginare qualche colpo di scena significativo nei prossimi mesi.

Questo non è un blog politico e d’altra parte anche a volerlo fare, è difficile esprimere un giudizio politico su un Governo che sin dall’inizio è stato presentato ai cittadini (e alle forze politiche) come “tecnico”. Ciò che risulta più interessante è la capacità dell’attuale compagine di gestire i rapporti con la stampa, nazionale e internazionale. Monti sta spendendo la sua credibilità professionale senza intaccarla, mentre i suoi Ministri riescono a risultare credibili nei loro campi d’azione, comunicando le proprie idee anche quando “difficili”.

In questi primi due mesi non sono mancati momenti interlocutori nella comunicazione del Governo: il Ministro del lavoro in lacrime per alcuni è stato un colpo di genio in termini di comunicazione e per altri una reazione incontrollata ed evitabile; lo stesso Premier qualche volta si è lasciato andare coi comunicati stampa peccando in eccessiva ironia aderendo a una tendenza in atto rispetto alla quale però ci si poteva aspettare discontinuità; al contrario, si potrebbe sperare in più incisività in risposta alle pretestuose accuse di conflitti di interesse.

A parte questi momenti poco convincenti, obiettivamente possiamo dire che il Governo Monti sta riuscendo a comunicare prima di tutto serenità, sia ai cittadini che agli interlocutori istituzionali. Un grande vantaggio dopo mesi di panico a tutti i livelli. La curiosità è su come evolverà il suo stile di comunicazione nel caso in cui, come si spera, le cose da qui alle Elezioni Politiche cambieranno davvero, in meglio: Monti vorrà spendere la sua fama di “duro ma buono” per candidarsi e ottenere il favore dei cittadini o riprenderà i suoi vecchi lavori?

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